Criomicroscopia elettronica, vede l’invisibile o quasi

Ricercatori della Purdue University, usando una tecnica innovativa chiamata criomicroscopia elettronica a singola particella (single-particle electron cryomicroscopy), sono riusciti a produrre un’immagine 3D di Epsilon15, un batteriofago (un virus che parassita un determinato batterio, di cui può provocarne la distruzione per lisi), con una risoluzione senza precedenti: 4.5à… (10-10 m). «Questo è uno dei primi progetti per raffinare la tecnica al punto di risoluzione vicina al livello atomico», ha detto Jiang professore presso la Purdue University. Grazie a questa nuova scoperta si può vedere con precisione di dettaglio e risoluzione mai vista prima ed è quindi possibile andare a indagare strutture viventi per studiare ad esempio come i virus agiscano nell’organismo andando a infettare le cellule. Ovviamente tutto ciò diventerà  uno strumento molto importante per andare a sviluppare nuove cure. Nella criomicroscopia elettronica il campione (un volume molto piccolo di soluzione acquosa) è congelato molto velocemente mediante immersione in etano liquido. L’acqua vetrifica (non cristallizza) e blocca ogni movimento del campione. Durante tutta la misura il campione deve essere mantenuto a temperatura bassa (–70 °C)ed osservato per poco tempo per non danneggiarlo. In genere il campione non è colorato con alcun metallo pesante, per cui il contrasto delle immagini è molto basso (le immagini sono brutte a vedersi). La risoluzione delle immagini è però molto alta e ricostruendo matematicamente l’immagine a fuoco si ottengono micrografie con dettaglio molto fine. Registrando poi coppie di immagini a diverse angolazioni si ottiene una immagine tridimensionale del campione.

[via medgadget]

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