Un uovo al giorno toglie il dietologo di torno

mercoledì 14 aprile 2010 di Silvia Soligon

uovoUna colazione a base di uova tiene a bada la fame e diminuisce il consumo di calorie durante la giornata. La notizia è apparsa sulle pagine della rivista Nutrition Research, dove i ricercatori dell’Università del Connecticut hanno descritto i risultati di una ricerca mirata all’identificazione di vantaggi e svantaggi dell’iniziare la giornata con un pasto ricco in proteine piuttosto che di carboidrati.

Lo studio ha coinvolto 21 uomini, ad ognuno dei quali sono stati offerti due tipi diversi di colazione in due giorni differenti: in un caso tre uova e una fetta e mezza di pane tostato, nell’altro una ciambella di pane con un mezzo cucchiaio di formaggio magro e dello yogurt light. I partecipanti allo studio sono poi stati lasciati liberi di mangiare a volontà durante il pranzo. Il risultato è stato che nonostante i due tipi di colazione avessero lo stesso contenuto in calorie, quando al mattino erano state consumate le uova, ricche in proteine, la quantità di calorie ingerite a pranzo era inferiore rispetto a quando la giornata era iniziata con un pasto a base di pane e formaggio, ad alto contenuto di carboidrati. Non solo: nel primo caso il consumo di calorie diminuiva nel corso dell’intera giornata.

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Proiettili sonori per colpire il cancro

martedì 13 aprile 2010 di Silvia Soligon

bisturi sonoro

Arriva dalla California, ma da nomi che rievocano l’Italia, la nuova speranza per il trattamento del cancro. Alessandro Spadoni e Chiara Daraio, ricercatori del California Institute of Technology di Pasadena, hanno messo a punto un sistema di lenti acustiche non lineari in grado di produrre impulsi sonori compatti che potrebbe essere utilizzato per produrre un bisturi sonico. Secondo lo studio, pubblicato dalla rivista Pnas-Proceedings of the National Academy of Sciences, questo strumento è in grado di concentrare il suono in impulsi ad alta energia, generando dei proiettili sonori utili per la cura dei tumori.

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Novità sul fronte Hiv

martedì 13 aprile 2010 di Valeria Gatopoulos

struttura hivI ricercatori del Caltech hanno individuato una glicoproteina contenuta nella superficie esterna del virus dell’HIV, che interagisce con i recettori CD4 e che permette al virus di entrare all’interno delle cellule sane per infettarle.

Il suo nome è Clade C gp120, è necessario cristallazzare la proteina per poterne studiare al meglio la struttura, per questa ragione i ricercatori hanno creato un complesso di molecole contenente un monomero della proteina stessa, un recettore CD4 e un anticorpo anti-HIV chiamato 21c.

Il risultato è stato sorprendente: pare che l’anticorpo anti HIV 21C sia in grado di reagire di fronte a questa protina e ai recettori CD4 presenti sulle cellule dei linfociti T.

FONTE [MedGadget]



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Cocktail antitumorali

domenica 11 aprile 2010 di Federico Illesi

Anno III, numero III

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In questo numero:

  • Dal Texas la miscela letale per i polipi al colon
  • Un uovo al giorno toglie il dietologo di torno
  • Effetto placebo nell’arte
  • Il chirugo che trapana le arterie
  • GE Healthcare lancia Vscan
  • Cinema 3D vietato ai minori di anni 6
  • Il superpomodoro che difende dal tumore alla prostata
  • MyLabTM Twice e O-scan: la nuova frontiera della diagnostica per immagini
  • Cellule staminali della placenta: una miniera inutilizzata
  • Sauna, smog, obesità nemici della fertilità maschile
  • Souvenaid, una nuova bevanda contro l’Alzheimer
  • Salmonella e le sue capacità di anti- tumorale
  • Infertilità: da Roma l’invito a scoprire i perché
  • SIDS o morte in culla: strategie per prevenirla
  • Ossa di schiuma più resistenti del titanio
  • Neuroblastoma, novità dalla ricerca
  • Test per la diagnosi rapida della commozione cerebrale
  • Nuovo test per la malaria
  • La medicina dell’amore

Dal Texas la miscela letale per i polipi al colon

domenica 11 aprile 2010 di Silvia Soligon

colonUna nuova combinazione di farmaci potrebbe essere la soluzione alternativa alla chirurgia per eliminare i polipi intestinali. In uno studio condotto presso la Texas University, di cui ha dato notizia la rivista Nature, un gruppo di ricercatori ha sperimentato con successo il cocktail farmacologico su topi particolarmente predisposti allo sviluppo di polipi. La crescita di questi ultimi è, così, diminuita fino a quattro volte e, contemporaneamente, è stato osservato un aumento della durata della vita delle cavie.

I polipi in quanto tali non sono formazioni maligne, ma devono essere asportati perché possono evolvore in tumori al colon. I ricercatori statunitensi hanno concentrato i propri studi su un tipo di polipi responsabile della maggior parte dei casi di cancro al colon. La miscela di farmaci utilizzata è composta da vitamina A acetato e Trail, due molecole che vanno ad interferire con il processo di apoptosi. Quest’ultima è una sorta di programma di autodistruzione che una cellula mette in atto in caso di necessità.

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Effetto placebo nell’arte

martedì 6 aprile 2010 di Federico Illesi

natura

Foto naturalistiche e riproduzioni di opere d’arte entrano nei luoghi ospedalieri e portano una ventata di speranza che aumenta la fiducia e infonde un generale benessere rispetto ad ambienti spogli. A dimostrarlo un’indagine italiana multicentrica, condotta in reparti oncologici italiani, presentata oggi in anteprima a Firenze, sede del primo esperimento “artistico”. Preferiti i paesaggi di paradisi naturali rispetto all’arte concettuale e astratta.

Non contiene alcun principio attivo ma ha un effetto benefico sulle persone malate e, un progetto internazionale da poco anche in Italia, sta per la prima volta tentando di misurarlo: è l’arte, sotto forma di fotografie paesaggistiche o opere pittoriche dei grandi maestri. Secondo i dati raccolti da un indagine condotta in tre centri ospedalieri italiani, i pazienti dei reparti di oncologia, vedendo arricchito l’ambiente in cui sono ricoverati, dimostrano un accresciuto senso di fiducia verso la propria condizione e la vita in generale.

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Un frutto per combattere il cancro al seno

martedì 6 aprile 2010 di Silvia Lisciani

bitter melon

L’estratto di bitter melon (Momordica charantia), un vegetale molto diffuso in India e Cina sembrerebbe in grado di favorire la morte delle cellule di cancro della mammella e di prevenirne la proliferazione. Lo ha scoperto un gruppo di ricercatori americani capitanati Ratna Ray, professore presso il dipartimento di Patologia dell’Università di Saint Louis.

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Il chirugo che trapana le arterie

martedì 6 aprile 2010 di Silvia Soligon

chirurgia cuore

Riaprire le arterie otturate con un trapano da dentista: è quanto ha fatto Fred Leya, cardiochirurgo del Loyola University Health System (Illinois, Stati Uniti), per salvare un paziente con un’occlusione totale dei vasi sanguigni non operabile in altro modo. L’intervento si è svolto lo scorso 27 dicembre e ora il paziente ha recuperato le funzionalità cardiache.

L’uomo sottoposto a questo particolare tipo di chirurgia è John Wilks: 59 anni, a 45 i primi problemi cardiaci, dal 1995 a quest’ultimo intervento aveva già subito due bypass e tre angioplastiche. Per curare i dolori al petto da cui era ancora afflitto assumeva dieci pastiglie di nitroglicerina al giorno. Poi, le arterie operate si sono nuovamente ostruite; un terzo intervento di bypass non era possibile e Wilks aveva perso ogni speranza di guarigione. Almeno finché non ha incontrato Fred Leya, direttore dell’Interventional Cardiology and the Cardiac Catheterization Lab, che lo ha operato con uno strumento simile ad un trapano da dentista.

La tecnica del trapanamento è stata messa a punto negli anni novanta, ma richiede una grande esperienza e, in genere, non è disponibile negli ospedali. Leya, invece, è un esperto nel campo: utilizzando uno strumento dotato di una punta di diamante ha letteralmente trapanato le arterie di Wilks, che erano completamente ostruite da depositi di calcio duri come ossa. I residui di questi depositi sono stati, poi, eliminati naturalmente dall’organismo. Il paziente, da parte sua, non ha più dovuto prendere nessuna pillola dal giorno dell’intervento.



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GE Healthcare lancia Vscan

martedì 23 marzo 2010 di Federico Illesi

GE Healthcare, la divisione medicale di General Electric, ha presentato in anteprima assoluta per l’Italia VscanTM, ecografo piccolo come uno smart phone. VscanTM utilizza una tecnologia di ultimissima generazione che permette ai medici di visualizzare in maniera non invasiva e immediata quello che accade all’interno del corpo umano. Realmente tascabile, VscanTM può essere trasportato facilmente per essere utilizzato in molteplici contesti clinici, ospedalieri, territoriali o in situazioni di emergenza.

L’incontro a Milano ha visto la partecipazione di Omar Ishrak (Presidente e AD di GE Healthcare – Healthcare Systems), Reinaldo Garcia (Presidente e AD di GE Healthcare EMEA), e Sandro De Poli (Presidente di GE Healthcare Italia). Presenti anche Maurizio Galderisi dell’Università Federico II di Napoli e Agostino Colli dell’Ospedale Alessandro Manzoni di Lecco, due degli ospedali italiani scelti da GE Healthcare per partecipare agli studi clinici sull’impatto di VscanTM avviati lo scorso novembre.

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Mindfulness, la ricetta per la tranquillità

venerdì 19 marzo 2010 di Valeria Gatopoulos

mindfulnessSe ne parlava da tanto tempo, ma ora è ufficiale: meditare ha effetti positivi sull’umore e sul cervello.

L’Università del North Carolina ha infatti portato a termine uno studio, piuttosto interessante, che vede diversi pazienti afflitti cimentarsi in quella che potrebbe essere una nuova terapia del dolore: la Mindfulness-Based Stress Reduction, messa a punto dal biologo molecolare Jon Kabat-Zinn.

La terapia consiste nel meditare intensamente sul presente cercando di allontanare i pensieri negativi del passato e del presente, questa tecnica pare sia efficace già dalle prime sedute e anche per i principianti, l’effetto è lo stesso di un analgesico. La ricerca è stata effettuata dal ricercatore Paul Goolkasian.

Anche in Italia questa terapia si sta diffondendo, maggiori informazioni sono reperibili qui.



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