Sintetizzata una nuova molecola (HBR) capace di rigenerare il cuore immediatamente dopo l’infarto e aumentare l’efficacia del successivo trapianto di cellule staminali. La rivoluzionaria molecola è in grado di ridurre subito la mortalità cellulare cardiaca prodotta dall’infarto e indurre la formazione di nuovi vasi coronarici insieme al reclutamento di cellule staminali endogene. Inoltre, è in grado di orientare in vitro la differenziazione in cardiomiociti delle staminali adulte da utilizzare nel successivo trapianto.
Dunque, ad una prima iniezione di HBR potrebbe far seguito un trapianto di staminali autologhe precedentemente coltivate in laboratorio e trattate ex vivo con la stessa molecola, incrementando così il potenziale a lungo termine di riparazione cardiaca.
Lo studio, appena pubblicato sul prestigioso “Journal of Biological Chemistry” – organo ufficiale della “American Society for Biochemistry and Molecular Biology” – è stato coordinato dal professor Carlo Ventura, direttore del Laboratorio di Biologia Molecolare e Bioingegneria delle Cellule Staminali dell’Istituto Nazionale di Biostrutture e Biosistemi (INBB), presso il Dipartimento Cardiovascolare dell’Università di Bologna e del Bioscience Institute di San Marino.
Nuove prospettive sul fronte delle cellule staminali: anche quelle prelevate dal liquido amniotico possono dare origine a ogni tipo di cellula che costituisce il corpo umano. La scoperta è stata riportata dalla rivista Oncogene e svela una maggiore potenzialità degli elementi cellulari contenuti nel liquido rispetto a quanto inizialmente pensato. La sua applicazione potrebbe aumentare il numero di malattie e condizioni patologiche trattabili utilizzando questo tipo di cellule staminali.



Le cellule staminali trovano sempre più spazio nella terapia delle malattie cardiovascolari.
Lo sperma umano può essere ricreato da cellule staminali. Questa la scoperta di un team di scienziati inglesi che sostiene di aver ricreato in laboratorio liquido seminale maschile partendo da cellule staminali embrionali. Nessun paradosso, almeno non della portata della notizia di ormai più di un anno fa, che raccontava come fosse possibile
Un gruppo di ricercatori dell’Harvard Stem Cell Institute di Cambridge (Massachusetts) ha individuato la cellula da cui, nel feto, si originano tutti gli elementi che andranno a costituire il cuore. La scoperta è valsa al team di Kenneth Chien, direttore del Programma per le Malattie Cardiovascolari dello stesso istituto e del Centro di Ricerche Cardiovascolari del Massachusetts General Hospital, la copertina della prestigiosa rivista Nature.



