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Il granchio violinista che donerà la vista ai robot

lunedì 9 novembre 2009 di Ilaria De Vito

wall-e robotLe capacita’ visive dei granchi possono servire da modello nella progettazione dei robot piu’ complessi. Scienziati australiani hanno documentato come il granchio violinista percepisce il mondo attorno, e come vi risponde. Questi animali hanno una visione a tutto campo grazie ad occhi composti da 9000 sfaccettature. Il loro campo visivo e’ stato mappato per studiare come le differenti parti aiutano l’animale ad interpretare cio’ che vede.

Da tempo si cerca di riprodurre le capacità sensitive e cognitive degli esseri viventi, sviluppando dei robot più o meno sofisticati. Con questo termine (dal ceco “robota” che significa “lavoro pesante”) si indica una qualsiasi macchina, che compie determinate azioni in base alle sue funzioni attraverso una supervisione diretta dell’uomo o autonomamente, utilizzando solo linee guida generali; questi compiti tipicamente sono utilizzati al fine di sostituire o coadiuvare l’uomo, come ad esempio nella fabbricazione, costruzione, manipolazione di materiali pesanti e pericolosi, o in ambienti proibitivi o non compatibili con la condizione umana o semplicemente per liberare l’uomo da impegni.

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Cervello biologico – foto e video

domenica 31 agosto 2008 di Federico Illesi

Qui una galleria fotografica del robot comandato da un cervello biologico, foto della University of Reading.

Nella continuazione il video esplicativo sul funzionamento del robot, dai neuroni del topo fino al montaggio della scheda degli elettrodi in grado di interagire con il materiale biologico.

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Robot con il cervello di un topo

domenica 31 agosto 2008 di Federico Illesi

robot cervello topo neuroniUn team multidisciplinare dell’Università di Reading ha sviluppato un robot controllato da un cervello biologico composto da una cultura cellulare di neuroni di topo.

Questa scoperta rappresenta il primo passo per esaminare come la memoria si manifesti nel cervello e come il cervello a sua volta immagazzini i dati acquisiti.
Lo scopo del robot è quello di aiutare gli scienziati a comprendere meglio lo sviluppo di alcune malattie che colpiscono il cervello, come il morbo di Alzheimer, morbo di Parkinson, ictus e lesioni cerebrali.

Il cervello biologico del robot è composto da una cultura di neuroni disposta sopra a un array di elettrodi MEA (multi electrode array). Il MEA è un piatto con approssimativamente 60 elettrodi in grado di catturare i segnali elettrici generati dalle cellule. Questi segnali vengono poi impiegati per controllare i movimenti del robot. Quando il dispositivo si trova in prossimità a un oggetto, le cellule vengono stimolate dagli stessi elettrodi. In risposta allo stimolo, le cellule produrranno un segnale usato per guidare il robot.
Le decisioni quindi non vengono prese da un uomo o da un computer, ma dal sistema appena descritto che viene definito a ragione “cervello biologico”.

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La pelle artificiale

martedì 29 luglio 2008 di Alessandro Aquino

Fino al 30 luglio si svolge a Sestri Levante una sessione di lavoro fra gli scienziati e i ricercatori impegnati nel progetto europeo RobotCub, la piattaforma umanoide sviluppata dall’Istituto Italiano di Tecnologia.

I ricercatori provenienti da alcuni paesi europei e non, lavoreranno assieme per implementare nuove soluzioni tecnologiche da applicare alla piattaforma umanoide: controllo motorio, visione artificiale e apprendimento automatico saranno alcuni dei temi toccati.

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iStan: il corpo prende forma

martedì 22 luglio 2008 di Alessandro Aquino

Per gli studenti di medicina, una delle più grosse difficoltà è quella di poter applicare tutto quello che apprendono sui libri, nella realtà. Esiste un tirocinio, ma spesso viene sfruttato poco per questioni di spazi e tempi. E comunque è poco etico provare sulle persone umane. Se si sbaglia non si torna indietro.

Di oggi la notizia che è stato realizzato un nuovo gadget medico: iStan, prodotto dalla casa inglese Meti. iStan è un manichino su cui potranno esercitarsi gli studenti di medicina e gli operatori sanitari che lavorano nell’ambito della medicina d’urgenza.

Questo manichino è in grado di sanguinare, vomitare, simulare un infarto. Creato dall’ateneo di Portsmouth è una fedele emulazione dell’anatomia umana, dallo scheletro alle pupille, in grado di dilatarsi e contrarsi. Al costo di circa 60.000 euro per esemplare, iStan puo’ sudare, farsi venire la pelle d’oca, avere un collasso polmonare o un arresto cardiocircolatorio.

È proprio il caso di dire: Welcome to the future



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Origami col da Vinci

giovedì 19 giugno 2008 di Federico Illesi

origami robot chirurgico da vinci

Il Sistema Chirurgico da Vinci della Intuitive Surgical è un sistema di chirurgia robotica, utilizzato più comunemente nella procedura di rimozione della prostata, sostituzione della valvola cardiaca, nelle procedure di chirurgia ginecologica, nelle procedure chirurgiche addominale o toraciche, ma anche per scopi più ludici come gli origami.

Il dottor Norihiko Ishikawa, del Department of Telesurgery and Geomedicine dell’Univesità del Kanazawa, ha voluto dimostrare “scientificamente” la precisione del robot da Vinci. Per fare ciò ha preso un pezzettino di carta e messosi alla console, piega dopo piega, ha realizzato una gru con una apertura alare pari al diametro di un penny.

Nella continuazione il video dell’esperimento.

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Robot col sesto senso

martedì 17 giugno 2008 di Federico Illesi

mano robotica robot

I ricercatori dell’Intel hanno da poco realizzato un robot speciale a forma di mano, dotato del sesto senso denominato “Pre Touch”.

Non è fantascienza ma realtà: il robot è in grado di percepire la forma tridimensionale di un opggetto prima di toccarlo concretamente e interagire con esso.
Questa particolare funzione viene chiamata in natura “elettrolocazione”, ovvero la capacità di localizzare gli ostacoli e gli oggetti circostanti per mezzo di un debole campo elettrico prodotto da organi speciali, propria di alcuni pesci.
La mano robotica mima lo stesso principio, inviando da due dita degli impulsi elettrici che vanno a interferire con l’oggetto. In questo modo, grazie a un sofisticato software, il robot ha un’idea rozza di ciò che andrà a toccare o prendere.

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Nel futuro, ogni chirurgo avrà mani robotiche

giovedì 22 maggio 2008 di Alessandro Aquino

Quando si va sotto i ferri, si desidererebbe che qualcuno tenga la propria mano per essere tranquillizzati. Piccole incisioni possono causare inutili cicatrici, e piccoli errori possono causare danni irreparabili. Paige Nickason, una ragazza ventunenne canadese con tumore cerebrale a forma di uovo, ha sperimentato in prima persona come la chirurgia robotica assiste i chirurghi consentendo di eseguire le operazioni più delicate con la massima precisione.

Il chirurgo può mantenere le sue mani in posizione costante con incrementi di millimetri di spostamento, ma guidare un paio di mani robotiche nel corso di un intervento chirurgico consentono di muoversi con spostamenti nell’ordine micron, spostamenti inferiori addirittura ai 50 micron, come nel caso del robot chirurgico NeuroArm utilizzato durante l’intervento di rimozione tumorale di Paige Nickanson.

Il successo nell’intervento di rimozione della massa tumorale cerebrale rappresenta la prima applicazione di un robot come assistente in questo tipo di operazione neurochirurgiche, messo a punto e sperimentato all’Università di Calgary.

Il team leader NeuroArm dell’Università di Calgary, il Dr Garnette Sutherland, ritiene che i robot non sono ancora in grado di eguagliare, in termini di fluidità dei movimenti, la destrezza umana, anche se ritiene che il miglioramento della tecnologia potrà far sempre migliorando l’esito di grossi interventi come quelli nell’ambito della neurochirurgia, della cardiochirurgia e della chirurgia vascolare, dove la precisione micrometrica e l’infaticabilità fanno totalmente la differenza.

[Via Victoria Times Colonist]



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CardioArm, il robot cardiochirurgo

mercoledì 14 maggio 2008 di Alessandro Aquino

CardioArm - Robotic SnakeMolte persone hanno paura di andare sotto ai ferri per una serie di timori di rischio. Ecco perché gli scienziati stanno costantemente cercando di trovare un modo per creare metodi chirurgici con fattori di rischio più basso. Presso la Carnegie Mellon University, un robot snodato come un serpente chiamato “CardioArm” è stato ideato per aiutare i chirurghi durante gli interventi di cardiochirurgia. L’unico contatto del chirurgo con il corpo del paziente è quello di fare un incisione di dimensioni tali in modo che il robot possa entrare nel sistema. Una volta all’interno, CardioArm è controllato da un joystick collegato ad un computer per il controllo.

CardioArm è un sistema robotico, che consente di controllare la testa mentre il resto delle sue articolazioni segue esattamente il capo guidato dall’estero in modo da evitare qualsiasi accidentale lesione interna. Il robot si avvolge attorno al cuore finché non trova ciò per cui è stato inviato all’interno del corpo, vale a dire, per rimuovere tessuti danneggiati. L’unico problema di CardioArm è il vincolo delle sue dimensioni. Attualmente, il più piccolo prototipo misura 12 mm di diametro e 300 mm di lunghezza. L’obiettivo finale, tuttavia, è quello di creare un robot abbastanza piccolo per adattarsi all’interno dei vasi sanguigni.

Il futuro della tecnologia in medicina e chirurgica è volto alle modifiche per ridurre al minimo l’invasività durante gli interventi chirurgici. Tali modifiche comprendono la capacità dei robot di passare attraverso le aperture naturali come la bocca e altri sfinteri, e la creazione di un modello con più tentacoli in grado di accedere tramite un unico apertura, ma una branca da dove vengono fatte uscire le attrezzature una volta all’interno del corpo.

[via Medgadget]



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Un robot per assistere gli anziani

domenica 20 aprile 2008 di Alessandro Aquino

ubot robot anziani

I ricercatore dell’Università del Massachusetts hanno sviluppato un robot per assistere gli anziani che vivono a casa da soli. La macchina è in grado di utilizzare uno stetoscopio, chiamare un ambulanza, e di facilitare le video chiamate con un medico.

uBOT-5 è stato progettato e realizzato in risposta alla crescente crisi del sistema sanitario degli Stati Uniti di fronte ai quasi previsti 78 milioni di piccoli interventi da dedicare alla popolazione dai 65 anni in su, durante i prossimi tre decenni.

Costruire un singolo robot in laboratorio ha un costo di circa 65000 dollari , ma i produttori assicurano che potrebbe costare solo “un paio di migliaia” per la produzione di massa di automi. Un part-time, di un’infermiera badante può costare più di 1500 dollari a settimana.

A parte la sua capacità prestare soccorso, uBOT-5 può anche ricordare alle persone anziane di prendere le medicine, trasportare buste, fare pulizia e fare un po’ di shopping. Si può anche gestire le chiamate da casa in modo virtuale con i medici utilizzando una webcam, un microfono, ed un display LCD touch-sensitive con una connessione ad internet.

Il nuovo passo verso la medine 2.0.

[via Medgadget | maggiori informazioni]



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