
Bere acqua è importante anche per studiare in modo efficiente. La disidratazione ha, infatti, diversi effetti collaterali che interferiscono con le capacità cognitive: mal di testa, stanchezza, minore capacità di concentrazione e di attenzione e riduzione della memoria a breve termine. E le conseguenze possono essere anche più gravi: una ricerca condotta presso il King’s College di Londra ha dimostrato che in mancanza di una corretta idratazione la materia grigia può diminuire, rendendo più difficoltosi i ragionamenti. Basti pensare che sudare costantemente per 90 minuti è sufficiente a far perdere 1 litro di liquidi, tanto quanto basta per mandare in confusione il cervello.
Gli studenti sono, quindi, avvisati: per rendere il più possibile agli esami, soprattutto nel periodo estivo, è importante non dimenticare di bere a sufficienza, sia mentre si studia, sia durante l’esame stesso. I consigli arrivano direttamente dall’Osservatorio Sanpellegrino, da cui Alessandro Zanasi, docente dell’Università di Bologna, consiglia di bere acqua minerale ricca di calcio, un elemento indispensabile alla trasmissione degli impulsi nervosi. Anche magnesio e sodio, importanti per la regolazione del bilancio idrico, possono essere assunti semplicemente bevendo dell’acqua minerale. Più in generale, l’acqua reintegra liquidi e sali persi con la sudorazione senza, però, aggiungere calorie a quelle assunte con il cibo.
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Un po’ di yogurt può proteggere i bambini dalle infezioni. Basta un semplice ingrediente in più, il Lactobacillus casei, aggiunto dai ricercatori dell’università di Georgetown durante l’analisi medica DRINK, mirata a ridurre i tassi di malattie infettive nei bambini, i cui risultati sono stati pubblicati sulle pagine dell’European Journal of Clinical Nutrition.
L’azienda indiana Organic Advantage Natural Technologies Pvt propone un nuovo rimedio contro la cellulite: biancheria intima a base di estratti di neem, una pianta dalle proprietà lenitive e antinfiammatorie.
Arriva dalla Spagna la conferma che, come sosteneva il filosofo Ludwig Feuerbach, “noi siamo ciò che mangiamo”: in uno studio pubblicato da Archives of General Psychiatry un gruppo di ricercatori, guidati da Almudena Sánchez-Villegas, ha evidenziato che la dieta mediterranea può esercitare un ruolo protettivo contro la depressione.
Nel mondo frenetico di oggi, molti abitanti delle zone urbane spendono più del 80% della propria giornata in casa. E non potendo più vivere il rapporto con la natura all’aria aperta, si portano piante e fiori negli ambienti chiusi. Oltre alla loro bellezza estetica, le piante d’appartamento dimostrano di offrire vantaggi psicologici, come ad esempio riduzione della tensione, miglioramento dei meccanismi di adattamento, e una maggiore concentrazione ed attenzione.
I golosi non saranno molti contenti dello studio condotto dal Wisconsin National Primate Research Center e pubblicato su Science, il quale dimostra che per rallentare l’invecchiamento può essere utile ridurre le calorie assunte con la dieta.



