Rimedi naturali

Un po’ di acqua per rinfrescare le idee

sabato 2 ottobre 2010 di Silvia Soligon

Bere acqua è importante anche per studiare in modo efficiente. La disidratazione ha, infatti, diversi effetti collaterali che interferiscono con le capacità cognitive: mal di testa, stanchezza, minore capacità di concentrazione e di attenzione e riduzione della memoria a breve termine. E le conseguenze possono essere anche più gravi: una ricerca condotta presso il King’s College di Londra ha dimostrato che in mancanza di una corretta idratazione la materia grigia può diminuire, rendendo più difficoltosi i ragionamenti. Basti pensare che sudare costantemente per 90 minuti è sufficiente a far perdere 1 litro di liquidi, tanto quanto basta per mandare in confusione il cervello.

Gli studenti sono, quindi, avvisati: per rendere il più possibile agli esami, soprattutto nel periodo estivo, è importante non dimenticare di bere a sufficienza, sia mentre si studia, sia durante l’esame stesso. I consigli arrivano direttamente dall’Osservatorio Sanpellegrino, da cui Alessandro Zanasi, docente dell’Università di Bologna, consiglia di bere acqua minerale ricca di calcio, un elemento indispensabile alla trasmissione degli impulsi nervosi. Anche magnesio e sodio, importanti per la regolazione del bilancio idrico, possono essere assunti semplicemente bevendo dell’acqua minerale. Più in generale, l’acqua reintegra liquidi e sali persi con la sudorazione senza, però, aggiungere calorie a quelle assunte con il cibo.

[immagine wikipedia]



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All’asilo con i probiotici

venerdì 21 maggio 2010 di Silvia Soligon

Un po’ di yogurt può proteggere i bambini dalle infezioni. Basta un semplice ingrediente in più, il Lactobacillus casei, aggiunto dai ricercatori dell’università di Georgetown durante l’analisi medica DRINK, mirata a ridurre i tassi di malattie infettive nei bambini, i cui risultati sono stati pubblicati sulle pagine dell’European Journal of Clinical Nutrition.

I ricercatori, guidati da Daniel Merenstein, hanno coinvolto nell’analisi i genitori di 638 bambini di età compresa tra i 3 e i 6 anni, cui è stato chiesto di far bere ai figli uno yogurt alla fragola. Ogni genitore ha, inoltre, avuto il compito di tenere il conto del numero di yogurt bevuti e dello stato di salute del piccolo. Alcuni dei bambini hanno ricevuto un semplice yogurt, mentre altri, inconsapevolmente, hanno assunto con esso il lactobacillus, un fattore probiotico, cioè in grado di migliorare l’equilibrio microbico intestinale. Anche se tutti i bambini che hanno partecipato allo studio erano sani e tutti frequentavano l’asilo 5 giorni alla settimana, quelli che hanno bevuto lo yogurt con lactobacillus sono risultati meno vulnerabili alle infezioni, con un’incidenza delle malattie inferiore del 19%.

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Un frutto per combattere il cancro al seno

martedì 6 aprile 2010 di Silvia Lisciani

bitter melon

L’estratto di bitter melon (Momordica charantia), un vegetale molto diffuso in India e Cina sembrerebbe in grado di favorire la morte delle cellule di cancro della mammella e di prevenirne la proliferazione. Lo ha scoperto un gruppo di ricercatori americani capitanati Ratna Ray, professore presso il dipartimento di Patologia dell’Università di Saint Louis.

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In arrivo dall’India la biancheria anticellulite

giovedì 4 febbraio 2010 di Silvia Soligon

buccia aranciaL’azienda indiana Organic Advantage Natural Technologies Pvt propone un nuovo rimedio contro la cellulite: biancheria intima a base di estratti di neem, una pianta dalle proprietà lenitive e antinfiammatorie.

La comparsa della cellulite è dovuta a problemi alla microcircolazione a livello del tessuto adiposo, che portano a ritenzione idrica. L’esistenza di un enorme mercato dei prodotti per contrastarla è giustificato dal fatto che più dell’80 per cento delle donne soffre di questo problema, notoriamente difficile da sconfiggere. Accanto agli integratori alimentari e alle creme, negli ultimi anni hanno fatto la loro comparsa sul mercato gli indumenti contro la cosiddetta “buccia d’arancia”: calze contenenti caffeina, ciabatte che forzano i muscoli a lavorare più intensamente per mantenere la stazione eretta e biancheria intima contenente cristalli che, emettendo raggi infrarossi, stimolano la circolazione sanguigna.

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Dieta mediterranea contro la depressione

giovedì 22 ottobre 2009 di Silvia Soligon

dieta mediterraneaArriva dalla Spagna la conferma che, come sosteneva il filosofo Ludwig Feuerbach, “noi siamo ciò che mangiamo”: in uno studio pubblicato da Archives of General Psychiatry un gruppo di ricercatori, guidati da Almudena Sánchez-Villegas, ha evidenziato che la dieta mediterranea può esercitare un ruolo protettivo contro la depressione.

Lo studio ha coinvolto 10.094 individui reclutati a partire dal 1999 fino ad oggi. Ciascun soggetto è stato inizialmente classificato come sano, affetto da una forma di depressione o con terapia antidepressiva in corso. Allo stesso tempo i ricercatori hanno assegnato ogni individuo a una classe di adesione alla dieta mediterranea attraverso la compilazione di un questionario riguardante le abitudini alimentari. Le analisi successive hanno previsto di monitorare i partecipanti per una media di 4,4 anni, durante i quali gli specialisti che hanno effettuato le diagnosi di depressione clinica o di necessità di assunzione di antidepressivi.

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Contrastare l’influenza al naturale

lunedì 5 ottobre 2009 di Alessandro Aquino

raffreddore

Le condizioni patologiche, ma anche le più comuni situazioni di stress psicofisico, sono spesso associate alla presenza di uno stato infiammatorio sistemico, che facilitano le infezioni. I virus influenzali traggono certamente beneficio da questa situazione e lo stesso virus può contribuire a generare condizioni infiammatorie e ossidative.

In natura ci sono elementi di protezione come il resveratrolo che possono contribuire alle difese, come dimostrano tante ricerche. «L’apporto di sostanze quali il resveratrolo, le vitamine C, A, E e lo zinco fornisce all’organismo le risorse metaboliche necessarie per risolvere uno stato di stress ossidativo. La supplementazione completa con formulazioni da assumere per via orale, può consentire di conservare un’ottimale efficienza di tutto il nostro sistema immunitario», spiega Claudio Cricelli, Presidente della Società Italiana di Medicina Generale (Simg).



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La natura entra in aula

martedì 8 settembre 2009 di Ilaria De Vito

pianteNel mondo frenetico di oggi, molti abitanti delle zone urbane spendono più del 80% della propria giornata in casa. E non potendo più vivere il rapporto con la natura all’aria aperta, si portano piante e fiori negli ambienti chiusi. Oltre alla loro bellezza estetica, le piante d’appartamento dimostrano di offrire vantaggi psicologici, come ad esempio riduzione della tensione, miglioramento dei meccanismi di adattamento, e una maggiore concentrazione ed attenzione.

Da tempo le ricerche hanno accertato che la presenza di piante nelle case e nei luoghi di lavoro possano ridurre l’irritazione degli occhi e lo stress, motivare i dipendenti, migliorare la concentrazione, e anche ridurre le impurità dell’aria. Le piante d’arredamento hanno un effetto positivo sul mal di testa e  sull’affaticamento, alcuni lavoratori hanno anche riferito di avere la pelle meno secca quando vi erano piante in ufficio. Ovviamente le piante determinano così un netto aumento della produttività dei lavoratori.

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Il tè bianco ti fa bella

giovedì 13 agosto 2009 di Silvia Lisciani

te  bianco

I ricercatori della Kingston University di Londra, in collaborazione con quelli del Neal’s Yard Remedies, hanno testato le proprietà salutari di 21 estratti di piante ed erbe, scoprendo che il tè bianco è quello con le migliori caratteristiche. Ha una forte azione anti-invecchiamento e sembra ridurre il rischio di ammalarsi di cancro e di artrite reumatoide.

Durante lo studio gli scienziati hanno valutato la capacità di ognuna delle sostanze di bloccare l’azione dell’ elastasi e della collagenasi, due enzimi in grado di rompere, rispettivamente, l’elastina e il collagene. La prima è una proteina che conferisce elasticità alla pelle, ai polmoni, alle arterie e ai legamenti, mentre il collagene dona resistenza ai tessuti connettivi, tra cui il derma.

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Mangiare di meno, vivere di più

giovedì 16 luglio 2009 di Ilaria De Vito

anzianiI golosi non saranno molti contenti dello studio condotto dal Wisconsin National Primate Research Center  e pubblicato su Science, il quale dimostra che per rallentare l’invecchiamento può essere utile ridurre le calorie assunte con la dieta.

La ricerca, coordinata da Richard Weindruch, è stata condotta su i primati in particolare su una popolazione di macachi Rhesus tra i 7 e i 14 anni d’età divisi in due gruppi: uno di controllo, l’altro messo a dieta con una riduzione graduale dell’apporto calorico, fino ad arrivare, nell’arco di appena tre mesi, a un taglio del 30% delle calorie ingurgitate. Al termine della sperimentazione, dopo 20 anni, il 37% dei macachi del gruppo di controllo era morto, mentre nell’altro era passato a miglior vita solo il 13%. In pratica i primati a stecchetto sono vissuti il 20%  in più degli altri. Gli animali sono poi stati sottoposti ad autopsia.

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Meglio del sapore di menta

giovedì 2 luglio 2009 di Ilaria De Vito

caffe

Per eliminare l’alito cattivo non servono colluttori o gomme masticanti al sapore di menta. Lo dimostra uno studio effettuato da un gruppo di ricercatori della Tel Aviv University.  Il team di specialisti del respiro guidati da Mel Rosenberg hanno constato che un estratto di caffè è in grado non solo di mascherare il cattivo odore dell’alito ma addirittura di inibire i batteri che ne sono causa.

 Come precisa  Rosenberg: “Tutti pensano che il caffè provoca alito cattivo e spesso è vero, perché il caffè, che ha un effetto di disidratazione in bocca, quando mescolato con il latte, può fermentare in sostanze maleodoranti.”  Il team di ricercatori ha testato tre diverse marche di caffè, volendo dimostrare come il caffè fosse a volte la causa dell’alito cattivo.

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