
Niente più ansia da prestazione scolastica con “Esame Ok”, la nuova applicazione per iPhone e iPod Touch che permette di prepararsi al meglio e a gestire la paura che gli esami possano andare male. Ideata da Giuseppe Riva e Andrea Gaggioli, docenti di psicologia e nuove tecnologie della comunicazione dell’Università Cattolica di Milano, l’applicazione è stata realizzata da Nextage SrL, una start-up tecnologica dell’Università di Genova.
La creazione di “Esame OK” ha alla base la cosidetta tecnologia positiva, una delle nuove aree della ciberpsicologia, ossia la psicologia dei nuovi mezzi di comunicazione. Integrando gli strumenti tecnologici più avanzati alle conoscenze di psicologia cognitiva e del benessere, la tecnologia positiva vuole migliorare la qualità della vita creando elevata concentrazione, coinvolgimento, controllo, chiarezza negli obiettivi, motivazione e positività emotiva. Rapportato ad “Esame OK”, tutto ciò si traduce in una minore paura degli esami, tappe fondamentali nel raggiungimento di ogni obiettivo.
Esprimere gratitudine è salutare non solo per chi si sente dire “grazie”, ma anche per chi lo dice. Una nuova ricerca, pubblicata online da Psychological Science, ha dimostrato che le espressioni di riconoscenza rafforzano i rapporti facendo sentire la persona che ringrazia più responsabile del benessere dell’altro. Gli autori dello studio, Nathaniel Lambert, ricercatore dell’Università Statale della Florida di Tallahassee e Robert Emmons, professore di psicologia dell’Università della California di Davis, hanno dimostrato che la gratitudine, quando espressa, aumenta la cosiddetta forza comune, cioè il grado di responsabilità che un compagno o un amico sente nei confronti dell’altro. 
Per dormire bene è necessario avere un buon cervello. Un recente studio olandese ha infatti dimostrato che chi soffre di insonnia ha una minore quantità di materia grigia nella corteccia orbitofrontale sinistra,la regione coinvolta nella percezione del piacere. I risultati della ricerca, condotta in collaborazione dal Netherlands Institute for Neuroscience e dal VU University Medical Center, sono stati pubblicati da Biological Psychiatry.
Molti genitori si preoccupano oggi di permettere l’uso dei social network come Facebook o MySpace ai propri figli adolescenti. Indubbiamente è questa un’età molto particolare ma come dimostra un recente studio di psicologia dell’Università della Virginia non c’è molto da preoccuparsi: i rapporti di amicizia su internet altro non sono che un’ estensione delle dinamiche reali.
Anche l’emotività ha basi genetiche. Lo dimostra una ricerca condotta presso l’Università della California di Los Angeles, i cui risultati sono stati pubblicati dalla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences. Secondo gli scienziati sarebbe il gene Oprm-1 a regolare l’intesità della risposta al rifiuto sociale, facendo sì che ognuno di noi reagisca in modo differente all’esclusione da parte di un gruppo di amici, alle delusioni amorose e alle incomprensioni familiari.
Le mamme e i papà devono sapere che prima di arrendersi a biscottini dai nomi soavi, a merendine dalle morbide forme, stanno esponendo i loro bimbi al rischio di diventare dei bruti, da adulti. Lo sostiene un gruppo di ricercatori britannici dell’Università di Cardiff, il cui studio è stato pubblicato sul
Nel mondo frenetico di oggi, molti abitanti delle zone urbane spendono più del 80% della propria giornata in casa. E non potendo più vivere il rapporto con la natura all’aria aperta, si portano piante e fiori negli ambienti chiusi. Oltre alla loro bellezza estetica, le piante d’appartamento dimostrano di offrire vantaggi psicologici, come ad esempio riduzione della tensione, miglioramento dei meccanismi di adattamento, e una maggiore concentrazione ed attenzione.
C’è chi dice che gelosi si nasce, ma un nuovo studio pubblicato da CyberPsychology & Behavior, rivista che analizza l’impatto di Internet e della realtà virtuale sul comportamento e la società, dimostra come la continua esposizione tramite web a informazioni relative alle relazioni sociali del proprio partner aumenta la gelosia. Non solo, la continua ricerca di nuovi indizi porta ad un comportamento che è possibile definire additivo. Insomma, una vera e propria dipendenza.


