Protesi

Ossa di schiuma più resistenti del titanio

lunedì 22 febbraio 2010 di Silvia Soligon

uomo bionicoSchiuma di metallo per riparare le ossa: è questa la proposta dei ricercatori della North Carolina State University. Il nuovo materiale potrebbe dare il via alla produzione di una nuova generazione di impianti biomedici con cui evitare il rigetto spesso associato all’utilizzo di materiali più rigidi.

La schiuma proposta dagli autori della ricerca, che sarà pubblicata sul numero di marzo della rivista Materials Science and Engineering A, può essere composta totalmente di acciaio o di una combinazione di acciaio e alluminio. Le sue caratteristiche principali sono una leggerezza addirittura superiore a quella dell’alluminio in forma solida, un modulo di elasticità molto simile a quello delle ossa e una superificie ruvida in grado di promuovere la crescita del tessuto osseo all’interno dell’impianto. Nel loro insieme queste proprietà aumenterebbero la stabilità dell’impianto.

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Dita bioniche

giovedì 10 dicembre 2009 di Federico Illesi

dita bioniche protesi

La Touch Bionics sta lavorando a delle nuove protesi per aiutare i pazienti che hanno perso una o più dita della mano.
Il dispositivo si chiama ProDigits, una piattaforma che può essere facilmente adattata alle esigenze di ogni singolo paziente e che fornisce l’alimentazione agli arti artificiali per prendere e manipolare gli oggetti, addirittura permette di scrivere al computer su una normale tastiera.

Le dita bioniche, entrate da poco in commercio, sono molto versatili e sono utilizzabili da pazienti che hanno perso da uno a cinque terminazioni e con diversi gradi di amputazione.
Inoltre, possiedono un controllo mioelettrico individuale, con elettrodi posizionabili a seconda del sito disponibile nel paziente e, per assicurare un corretto movimento, il segnale può essere inviato con tecnologia Bluetooth alla base per aggiustare la risposta dei motorini.

Nella continuazione il video sul funzionamento delle dita bioniche.

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Coxo-protesi più durature

martedì 29 settembre 2009 di Alessandro Aquino

protesi

Una nuova tecnica laser permetterà di creare protesi per l’anca, e stent anti-infarto, non solo piu’ forti, personalizzate e durature, ma anche piu’ economiche e facili da produrre. La sperimentazione arriva dal Center for Laser-Based Manufacturing della Purdue University in Indiana.

La tecnica consente di ricoprire le comuni protesi di titanio con una miscela di polveri di metallo e di ceramica fuse con il laser e solidificate a strati richiamando la struttura ossea. In questo modo i bioingegneri possono realizzare protesi personalizzate per ogni paziente e cambiare forma e dimensione a poco a poco evitando che la dilatazione termica provochi delle crepe.

Con il laser è inoltre possibile creare anche stent arteriosi, strutture metalliche che inserite nelle arterie ne evitano l’occlusione. Con questa metodica sarà dunque possibile realizzare una protesi in 3 giorni rispetto ai trenta necessari oggi.



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Dito con memoria USB

giovedì 7 maggio 2009 di Federico Illesi

dito memoria usb flash

In un incidente con la moto un anno fa circa, Jerry Jalava ha perso la falange del dito anulare. Unendo l’utile al dilettevole, da buon informatico Jerry ha inserito nella falange una una memoria flash USB.

Ma niente paura: la memoria USB non è posizionata all’interno del dito, ma in protesi in silicone sostitutiva che senza perdersi d’animo e soprattutto con molta inventiva si è costruito da solo.

Nella foto seguente la protesi in silicone nel dettaglio.

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Bioingegneria tissutale: staminali per la mandibola

lunedì 23 marzo 2009 di Federico Illesi

osso mandibola staminali

Chi ha perso gran parte dell’osso mascellare o mandibolare, in seguito a un trauma o a periodontite (o parodontopatia cronica dell’adulto).

«Si tratta di un intervento ambulatoriale soft – spiega Luigi Montesani, lo specialista che ha introdotto in Italia la tecnica messa a punto in Germania – per i pazienti che hanno perso consistenti parti di osso, spesso non è possibile neppure portare una protesi mobile; oggi invece, nel giro di pochi mesi, è possibile impiantare viti su ossa rigenerate».

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Nanotubi e cellule staminali per la ricostruzione delle ossa

lunedì 16 febbraio 2009 di Giulio Bernardinelli

ricercatori nanotubi cellule staminali

È stato scoperto che l’uso di impianti costituiti da nanotubi di titanio insieme a cellule staminali possono accelerare la crescita del tessuto osseo.

Il gruppo di bioingegneri dell’Università della California – San Diego, ha usato tecnologie di nano-biotecnologie che hanno permesso di realizzare questo esperimento. Infatti, sono stati in grado di posizionare delle cellule mesenchimali dentro questi sottilissimi nanotubi di ossido di titanio per poi indurre e controllare la differenziazione delle cellule. Questo processo porta alla formazione di cellule specializzate chiamate osteoblasti, responsabili della formazione del tessuto osseo. Le cellule mesenchimali, dotate di un certo grado  di staminalità, ossia di dare origine ad altre linee cellulari, possono essere estratte dal midollo osseo dello stesso paziente.

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Osso iniettabile

martedì 9 dicembre 2008 di Federico Illesi

osso iniettabile frattureUn team di scienziati della University of Nottingham, in collaborazione alla RegenTec, ha sviluppato un materiale che si inietta nelle ossa fratturate, dove indurisce in pochi minuti, creando uno scaffold ideale per la rigenerazione e la ricrescita di nuovo tessuto osseo.

La sostanza, come già detto, forma uno scaffold, ovvero una struttura di sostegno, biodegradabile sul quale vengono depositati segnali chimici (peptidi di adesione e fattore di crescita) per far sì che le cellule aderiscano.
Questo “osso iniettabile” a contatto con il tessuto duro solidifica velocemente in una struttura tridimensionale capace di dare sostegno all’osso fratturato. In questo modo, gli scienziati della University of Nottingham, credono di poter evitare in molti casi l’uso delle protesi.

Il principale vantaggio di questo materiale innovativo è che, al contrario degli attuali cementi, non emette calore durante la solidificazione e quindi non porta necrosi nel tessuto circostante.
Il polimero a temperatura ambiente (20°C) ha la consistenza di un gel, mentre, una volta iniettato nel corpo, a temperature superiori ai 30°C comincia a solidificare. Proprio per questa caratteristica il polimero può essere iniettato dove serve senza intervento chirurgico.



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Ritornare a parlare con la neurostimolazione

lunedì 1 dicembre 2008 di Alessandro Aquino

neurostimolazione

Alla Boston University hanno messo a punto una metodica che ha permesso di ridare la parola a un uomo completamente paralizzato e privato anche della capacità di comunicare verbalmente a causa dei danni riportati nell’area cerebrale deputata a tale funzione.

È stato impiantato un elettrodo nel cervello del paziente, con l’ausilio di uno speciale sintetizzatore vocale, i ricercatori sono riusciti a decifrare il pensiero dell’uomo.

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Elettrofilatura NovaMesh

martedì 18 novembre 2008 di Federico Illesi

nicast novamesh elettrofilatura

La Nicast, azienda israeliana sviluppatrice di nanopolimeri, ha presentato NovaMesh, un dispositivo progettato per l’ernia ventrale, a Medica 2008.

NovaMesh per l’ernia ventrale migliora le caratteristiche resistenza di adesione tra tessuto
e visceri, promuovendo uno sviluppo del tessuto
sulla superficie del materiale.

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Apparecchio acustico Zon

lunedì 27 ottobre 2008 di Giusva Iannitelli

protesi udito zon

Il Zon Hearing Aid, un interessante apparecchio acustico, ideato dal designer industriale Stuart Karten per la Eden Prairie, è stato insignito di due premi estremamente importanti: il People Design Award e lo Spark Design Award.

Nella sostanza si è andato a valutare non solo il disegno estremamente intrigante, dalle linee sinuose, eleganti, ma alcuni aspetti decisamente più importanti: i pazienti accettano di più un dispositivo simile e sono globalmente più soddisfatti.
Nulla è stato lasciato al caso: l’ergonomia che non infastidisce quando si indossa il prodotto, i colori studiati con cura per avvicinarsi alle varie tonalità di pelle, ma ha anche tecnologia importante come un filtro Active Feedback Intercept che rimuove ogni tipo di feedback non richiesto.

Per quanto sembri poco conosciuto, lo Spark Design Award premia tutti quei prodotti che si siano contraddistinti per l’aver cambiato in meglio la vita delle persone: sostenibilità, adeguatezza, inventiva, bellezza, sono solo alcuni dei punti che vengono valutati.

[via medgadget]



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