Pezzi di Storia

L’ADA-SCID è una patologia sconfitta

martedì 17 febbraio 2009 di Giulio Bernardinelli

tigetÈ stato intitolato così il comunicato stampa apparso sul sito della fondazione San Raffaele  del monte Tabor di Milano che annuncia la pubblicazione sul New England Journal of Medicine del 29 gennaio di un articolo che ripercorre gli otto anni di sperimentazione di questa terapia genica.

Di seguito sono riportati i tratti salienti del comunicato:

“Sono passati più di otto anni da quando Salsabil, la prima bambina palestinese affetta da immunodeficienza combinata grave (SCID) da deficit di adenosin deaminasi (ADA), un enzima essenziale per la maturazione e il funzionamento dei linfociti, è stata curata con la terapia genica. La strategia messa a punto dall’Istituto San Raffaele – Telethon per la terapia genica (HSR-TIGET) guidato dalla professoressa Maria Grazia Roncarolo e dal professor Alessandro Aiuti si è dimostrata efficace, sicura e duratura nel tempo.”

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Cronologia anti-HIV

martedì 3 febbraio 2009 di Alessandro Aquino

virus aids

Nell’ultimo decennio pochissimi vaccini candidati sono arrivati alla fase del trial clinico su larga scala. Finora i metodi tradizionali per indurre gli anticorpi o mobilitare le cellule T non hanno portato a un vaccino in grado di proteggere dall’AIDS.

Alla luce di questi fallimenti, il National Institute of Allergy and Infectious Diseases ha annunciato che sposterà le risorse sulla ricerca di base. Di seguito, divise in ordine di data, alcune delle tappe salienti della storia della ricerca contro l’HIV.

1984: il 23 aprile Margaret Heckler segretaria del Dipartimento della salute statunitense, e Robert Gallo, del National Cancer Institute, annunciano la scoperta di un virus responsabiloe dell’AIDS. La Heckler afferma che entro due anni potrebbe essere pronto un vaccino per la sperimentazione.

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Profilattico antico

lunedì 9 giugno 2008 di Federico Illesi

profilattico antico preservativo

Quello che vedete in foto è il più antico profilattico esistente al Mondo ed è conservato in un museo austriaco.

Il profilattico riutilizzabile risale al 1640 ed si è conservato perfettamente come il foglietto illustrativo: un piccolo manuale scritto in latino. Tra le varie istruzioni si legge di immergere il profilattico nel latte caldo prima di avere un rapporto sessuale; chissà se funzionava veramente…

Insomma si tratta di un vero e proprio reperto storico, scoperto a Lund (Svezia), realizzato con parte di intestino di un maiale, disponibile pressp il Tirolean County Museum in Austria.



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Trapanazione neurochirurgica dagli antichi Incas

venerdì 16 maggio 2008 di Alessandro Aquino

Trapanazione cranica

La procedura nota come trapanazione, in cui viene effettuato un foro nel cranio, è un’antica forma di neurochirurgia che viene svolta sin dall’età della pietra. Esattamente il motivo per cui popoli antichi effettuavano la trapanazione è rimasto una questione di dibattito: alcuni ricercatori sostengono che essa veniva effettuata per motivi medici, come oggi, mentre altri credono che veniva fatta per magia o per motivi religiosi.

Un nuovo studio americano condotto da due antropologi fornisce la prova che gli Inca eseguivano la trapanazione per il trattamento di lesioni encefaliche; che la procedura era di gran lunga più comune di quel che si è sempre pensato, e che i chirurghi Incas erano altamente qualificati con una conoscenza approfondita del anatomia del cranio e dell’encefalo.

Nella capitale Inca di Cuzco, in uno scavo, sono stati ritrovati 411 teschi, di cui 66 presentavano queste perforazioni di varie forme e dimensione. Più della metà sono di forma circolare, ma alcune sono irregolarmente ovali o quadrate, e uno (come in figura) è di forma rettangolare. I diametri dei fori circolari vanno da circa 0,3 – 7,3 cm.

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La neurochirurgia ai tempi dei Greci

venerdì 14 marzo 2008 di Alessandro Aquino

archeologia neurochirurgia
[AP Photo/Greek Culture Ministry, HO]

Questo scheletro, reperito da un recente scavo nella città di Veria, circa 75 km a ovest di Tessalonica, fornisce la prova che gli antichi Greci eseguivano già sofisticati interventi di neurochirurgia.

I resti, datati al 3° secolo a.C., appartengono a una donna di età di circa 25 anni, che sembra essere morta a seguito di un craniotomia fallita che è stata eseguita per il trattamento di un grave trauma cranico frontale. Tanto per intenderci è una metodologia che oggi viene eseguita , creando una breccia ossea temporanea, per poter diminuire la notevole pressione intracranica a seguito di un grave trauma cranico diretto.

Il grande buco sopra gli occhi, è proprio un taglio chirurgico, il che suggerisce che il cranio è stato perforato con strumenti specializzati e non con un semplice e forte colpo di pietra.

[via wtopnews | foto Greek Culture Ministry]



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Proiettile nel cuore per 40 anni

martedì 17 aprile 2007 di Federico Illesi

proiettile cuore

Ieri all’Hanoi Heart Hospital è stato rimosso un proiettile dal cuore del signor Le Dinh Hung, ex soldato vietnamita, che lo aveva portato con sé per ben quarant’anni.
É proprio il caso di dire che questo signore si è salvato due volte; se non è fortuna questa..

[via thenewstribune]



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Ötzi, la mummia del Similaun

lunedì 21 agosto 2006 di Federico Illesi

Otzi mummia del Similaun

A causa del surriscaldamento della temperatura, provocato da un anomalo vento sahariano, il ghiacciaio del Senales perse una notevole massa di ghiaccio, che si sciolse. Il processo di ritiro accelerò ulteriormente a causa di un sottile strato di sabbia che, colpito dai raggi solari, surriscaldava il ghiaccio sottostante.
Questa serie di eventi permise ad una coppia di turisti tedeschi, che si trovavano a passare di lì, di scoprire il 19 settembre 1991 alle ore 15.30 i resti mummificati di un uomo.
In seguito, si capì che l’uomo, soprannominato Ötzi l’uomo di Similaun, era vissuto tra il 3350 e il 3100 a. C. e che quindi il ghiaccio e le temperature proibitive ne avevano permesso una conservazione pressoché totale.

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Vertebre del presidente Garfield

lunedì 17 luglio 2006 di Federico Illesi

Garfield vertebre T12, L1 e L2

James Abraham è stato il ventesimo Presidente degli Stati Uniti d’America. Il suo mandato è stato uno dei più corti nella storia americana.
Si insediò alla Casa Bianca il 4 marzo 1881, ma vi rimase soltanto fino al 2 luglio dello stesso anno. Quel giorno infatti, mentre si recava in visita ad Orange, un disoccupato, Charles Guiteau, gli sparò due colpi di pistola, ferendolo gravemente: un proiettile gli trapassò la colonna vertebrale. Dopo 80 giorni di agonia morì, il 19 settembre 1881.

Nella foto sopra, la dodicesima vertebra toracica (T12) e prima e seconda vertebra lombare (L1-L2) appartenenti al presidente; il tubetto rosso indica il foro lasciato dalla pallottola.

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Vertebra lombare L5 di Galileo Galilei

venerdì 14 luglio 2006 di Federico Illesi

vertebra l5 galileo galilei

Nel diciottesimo secolo i resti di Galileo Galilei, morto l’8 gennaio 1642, vennero trasportati all’interno della Chiesa di Santa Croce a Firenze per essere sepolti in via definitiva. In questo frangente alcune sue ossa vennero rubate e in alcuni casi rivendute ai collezionisti.
In particolare, la vertebra lombare L5 (visibile nella foto sopra), dopo vari passaggi di mano, nel 1823 venne donata all’Università delle Scienze di Padova dal suo ultimo possessore, Domenico Thiene.