Patologie

Souvenaid, una nuova bevanda contro l’Alzheimer

venerdì 5 marzo 2010 di Valeria Gatopoulos

SouvenaidSi chiama Souvenaid la nuova bevanda sperimentale messa a punto dalla Rush University Medical Center di Chicago.

Souvenaid potrebbe essere in grado di limitare le carenze mnemoniche dei pazienti ai primi stadi della malattia o con una moderata di Alzheimer.

Saranno 500 i pazienti sottoposti a questa nuova sperimentazione, queste persone verranno distribuite in 40 centri medici statunitensi e resteranno sotto la supervisione del Dr. Raj Shah, responsabile della ricerca.

La bevanda non costituisce una possibilità di guarigione, ma piuttosto la possibilità di rallentare il decorso della malattia o al limite di migliorare la memoria del paziente. Non bisogna dimenticare che mantenere il cervello attivo con numerosi studi, progetti, test di logica aiuta a prevenire il rischio Alzheimer.

Non resta che attendere i risultati della sperimentazione.

Fonte e maggiori informazioni



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Infertilità: da Roma l’invito a scoprire i perché

martedì 2 marzo 2010 di Silvia Soligon

gravidanza

Check-up della fertilità di coppia: è questa la proposta di un centro romano di fecondazione assistita. Dal primo al dodici marzo, in occasione della festa della donna, sarà possibile effettuare il controllo della fertilità di coppia in una sola ora e ad un costo ridotto rispetto alle normali tariffe. Gli esami comprenderanno uno spermiogramma, un’ecografia pelvica transvaginale e i dosaggi ormonali.

L’organizzazione mondiale della sanità definisce l’infertilità come la mancanza di concepimento dopo 12 mesi di rapporti liberi non protetti. Nei paesi industrializzati, Italia compresa, si sta affermando sempre di più il concetto di sterilità di coppia, piuttosto che di una patologia dell’uomo o della donna considerati singolarmente. Questo problema colpisce tra il 15 e il 20 percento delle coppie, per un totale di circa 120 mila italiani che, ogni anno, si trovano ad affrontare difficoltà nel concepimento. Le ragioni di questa situazione sono da ricercare nell’ambiente (sostanze chimiche, inquinamento, fumo) e nelle abitudini alimentari, nella trasmissione di malattie infettive per via sessuale, in fattori psico-emozionali e in condizionamenti sociali che fanno sì che le donne programmino di avere figli in età più avanzata rispetto a quanto succedeva nelle generazioni passate.

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SIDS o morte in culla: strategie per prevenirla

lunedì 1 marzo 2010 di Barbara Hugonin

La SIDS viene definita come Morte improvvisa del lattante o morte in culla, colpisce i bambini nel primo anno di vita ed è la principale causa di morte nei bambini nati sani. E’ difficile dire con precisione quale sia la percentuale dei neonati colpiti, tuttavia è una Sindrome inattesa, che colpisce per la sua rapidità ed inaspettata comparsa.

Negli ultimi anni oltre ad alcuni evidenti fattori legati all’allattamento, alla posizione e a fattori ambientali sono stati scoperti i fattori genetici alla base della SIDS. Infatti alla base della sindrome vi sono disturbi cardiaci e respiratori, che in un caso hanno dimostrato l’associazione con una patologia cardiaca, la sindrome del QT lungo, infatti il bambino mostrava una fibrillazione ventricolare, salvato grazie all’intervento del Pronto soccorso pavese, presentava al tracciato elettrocardiografico un Q-T, cioè l’attività elettrica del cuore, più lungo, tipico di chi soffre di questa patologia.

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Malattie rare 1: Sindrome di Sjogren

venerdì 12 febbraio 2010 di Barbara Hugonin

Sindrome di Sjogren

La Sindrome di Sjogren è una malattia rara autoimmune,  che colpisce in prevalenza le donne,  con un rapporto 9:1, con un’origine probabilmente genetica a causa di una mutazione specifica ma anche a causa dell’infezione virale da EBV (Virus di Epstein-Barr).

In quanto patologia autoimmune la sindrome determina l’incapacità dei linfociti T di discriminare tra organismi estranei e molecole autologhe (proprie dell’organismo stesso), pertanto il principale bersaglio diventano le cellule del proprio corpo. In particolare sono soggette all’attacco autoimmune le ghiandole esocrine, in particolare lacrimali ed salivari, con la conseguenza della secchezza dei dotti lacrimali, la bocca secca (xerostomia) e cheratocongiuntivite secca.

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Difetti del tubo neurale: i geni coinvolti

domenica 3 gennaio 2010 di Silvia Lisciani

tubo neurale

Le cause della Spina Bifida, una malformazione congenita della colonna vertebrale e del midollo spinale, non sono solo ambientali ma anche genetiche. La patologia, caratterizzata dalla mancata chiusura del tubo neurale nelle prime settimane di gestazione, sembra infatti essere causata dalla mutazione di due geni, Sec24b e Vangl2. La scoperta, pubblicata sulla rivista Nature Cell Biology, è stata realizzata dai ricercatori della Johns Hopkins University.

Durante lo studio, condotto su topi da laboratorio, gli scienziati hanno indotto mutazioni random in alcuni geni, scoprendo così i responsabili delle disfunzioni nello sviluppo del sistema nervoso. Il primo gene individuato è stato Sec24b, già noto per essere coinvolto nell’ “impacchettamento” e nel trasporto delle proteine destinate all’ambiente extracellulare. Il secondo è stato Vangl2 che fa parte della via di segnalazione cellulare necessaria ai movimenti morfologici che portano alla chiusura del tubo neurale.

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Viaggi esotici? Presto un passaporto sanitario

venerdì 18 dicembre 2009 di Valeria Gatopoulos

passaportoPer gli amanti dei viaggi esotici arriverà nel 2010 un passaporto sanitario contenente tutte le informazioni utili riguardo il viaggiatore.

L’iniziativa è frutto dell’impegno di esperti riunitisi nel convegno “Prevenzione del viaggiatore” tenutosi a Roma e coivolgerà tutti i cittadini che intendono recarsi all’estero. Il 95% delle persone sottovaluta la possibilità di poter contrarre malattie che nel nostro paese sono state ormai debellate, come per esempio colera, tubercolosi e simili o addirittura di contrarre infezioni bevendo acqua contaminata o venendo punti da qualche insetto, come nel caso della malaria. La prevenzione in questo senso pare non funzionare: sono poche le persone che si vaccinano prima di partire e ancor meno quelle che si fanno visitare al ritorno.

Il passaporto sarà un documento tradotto addirittura in sei lingue: arabo, cinese, francese, inglese, italiano, russo, spagnolo, in cui verranno scritte tutte le malattie importanti passate o in corso del paziente, le terapie mediche eseguite e in corso, gruppi sanguigni, intolleranze e allergie che permettano al medico soccorritore di intervenire in maniera tempestiva.

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Il manganese e l’epilessia

venerdì 4 dicembre 2009 di Barbara Hugonin

manganese

Il manganese è un minerale, la cui importanza spesso è stata sottovalutata dalla medicina ufficiale, ma in realtà diversi sono stati gli studi che hanno dimostrato la sua importanza nello sviluppo organico e nel metabolismo. Esso è presente principalmente nei legumi, cereali integrali e frutta secca.

Già a partire dagli anni Settanta in poi sono stati diversi gli studi che hanno legato la carenza di manganese alla comparsa dell’epilessia. Infatti nei pazienti epilettici sono stati riscontrati livelli di manganese molto piu’ bassi rispetto alla norma, risale al 2005  uno studio, che relazionava una carenza di manganese alla comparsa di convulsioni epilettiche, in bambini tra i 7 e i 12 anni.

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La sindrome di Cornelia De Lange: una malattia rara ma non impossibile

giovedì 3 dicembre 2009 di Barbara Hugonin

sindrome Cornelia De Lange

La Malattia di Cornelia De Lange detta anche di Brachmann è una sindrome genetica rara, che si presenta con una serie di malformazioni di vario genere, scoperta intorno agli anni trenta, da una pediatra olandese (Cornelia De Lange) e da un medico tedesco (Brachmann). Ad oggi non si conosce con precisione l’incidenza della malattia, in media si presenta 1 caso su 20000, secondo una recente casistica Inglese condotta da M.Ireland; ciò è sicuramente dovuto anche all’esiguità di dati diagnostici, alla mancata diagnosi resa più difficile dalla molteplicità dei sintomi.

I principali sintomi della Sindrome di Cornelia De Lange si manifestano già nella vita intrauterina con uno scarso accrescimento, per rendersi evidente  nella vita post-natale, con un basso accrescimento ponderale. Uno dei sintomi principali è la microcefalia, cioè una circonferenza cranica ridotta, a causa delle mutazioni riscontrabili nel corso dello sviluppo del cranio. Un altro sintomo inequivocabile è l’assimmetria del viso, in particolare da riscontrarsi nella bocca e nella forma triangolare del naso.

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Luna ed epilessia, ecco il legame biologico

venerdì 27 novembre 2009 di Silvia Soligon

lunaMelatonina e luna piena: sarebbe questa la ricetta per contrastare le crisi epilettiche. Ad affermarlo sono i ricercatori dell’Istituto di Neurologia dell’University College di Londra, che hanno dimostrato che il numero delle crisi epilettiche diminuisce quando la luna è nella sua fase di massimo splendore. Le basi biologiche di questo effetto potrebbero risiedere nel cosiddetto ormone del sonno, la melatonina, che è inibito proprio dalla luce. La notizia dello studio, coordinato da Sallie Baxendale, è stata riportata dalla testata inglese Daily Mail e ha permesso di chiarire ulteriormente l’ipotesi della correlazione tra le manifestazioni dell’epilessia e la quantità di luce presente nell’ambiente.

Le crisi epilettiche sono dovute a scariche elettriche anomale nelle cellule del sistema nervoso. Fra i principali fattori che favoriscono queste anomalie vi sono farmaci, dorghe o alcool, febbre, traumi cerebrali, tumori, carenza di sonno e fattori genetici e metabolici spesso ignoti. Inoltre, una recente ricerca condotta dalla stessa Baxendale aveva dimostrato che nelle giornate soleggiate gli episodi epilettici sono meno frequenti, suggerendo una prima correlazione tra la quantità di luce e le manifestazioni dell’epilessia.

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Svelato nella dieta il segreto della longevità

venerdì 20 novembre 2009 di Silvia Soligon

mangiareMangiare poco protegge dall’invecchiamento e dalle malattie. A confermarlo sono i ricercatori della Mount Sinai School of Medicine, guidati da Charles Mobbs, professore di neuroscienze e di medicina geriatrica e palliativa. In uno studio pubblicato dalla rivista Public Library of Science Biology gli scienziati hanno individuato nella proteina CBP (CREB-binding protein) la molecola alla base di questo processo.

La ricerca è stata effettuata utilizzando l’organismo modello C. elegans. Quando la quantità di cibo assunto dall’animale viene ridotta CBP si attiva e porta ad un aumento del 65% della vita media e sintomi simili a quelli dell’Alzheimer diminuiscono del 50%. Viceversa, se l’attività di CBP viene bloccata non si riscontrano più gli effetti benefici della restrizione dell’alimentazione. Infine, la stimolazione dell’attività di CBP continua fino a che viene mantenuto un regime alimentare ristretto, suggerendo che qualora venga nuovamente aumentata la quantità di cibo assunto venga perso l’effetto protettivo.

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