Parkinson

Grelina per il Parkinson

lunedì 30 novembre 2009 di Valeria Gatopoulos

Grelina ormone

Il morbo di Parkinson provoca una degenerazione di alcuni neuroni a seguito di una drastica riduzione della dopamina. Tamas Horvath e i colleghi ricercatori presso l‘Università di Yale hanno scoperto che la grelina, un ormone prodotto dalle pareti dello stomaco, è in grado non solo di stimolare l’appetito ma anche di stimolare la produzione di dopamina.

Il gruppo di ricercatori ha ipotizzato che questo ormone potrebbe servire per rallentare o prevenire lo sviluppo del Parkinson, l’esperimento è stato condotto su topi da laboratorio che avevano una deficienza di dopamina, a questi è stata somministrata la grelina e gli stessi hanno iniziato ad un aumentare gradualmente la produzione dell’ormone mancante.

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Farmaci contro il Parkinson responsabili di disturbi ossessivo-compulsivi

martedì 27 gennaio 2009 di Valeria Gatopoulos

psicofarmaciI pazienti sottoposti a terapie a base di dopamina, oltre che beneficiare dell’effetto terapeutico, si trovano ad essere vittime di disturbi ossessivo compulsivi.

La questione è stata discussa dall’associazione Nazionale Parkinsoniani in occasione di alcuni strani comportamenti dei malati, si è riflettuto sul ruolo stimolante della dopamina e dei suoi derivati e composti, che sono necessari per limitare il tremore degli arti e la rigidità dei movimenti. Il 10% dei malati di Parkinson dopo e durante la terapia si è ritrovato ad avere dei disturbi quali l’attaccamento smisurato al sesso, al cibo, allo shopping e ai giochi d’azzardo, dovuto all’effetto che i farmaci hanno sull’emisfero cerebrale destro.

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Cellule simil-staminali

mercoledì 19 novembre 2008 di Alessandro Aquino

Esiste un meccanismo per riprogrammare le cellule adulte e renderle simili alle staminali: la chiave starebbe in una proteina, chiamata Wnt, giá nota per essere coinvolta in numerose fasi dello sviluppo di animali vertebrati e invertebrati. L’autore della scoperta è stato il gruppo di ricerca dell’Istituto Telethon di Genetica e Medicina (Tigem) di Napoli. I risultati della loro ricerca sono stati pubblicati online sulla rivista Cell Stem Cell.

Gli scienziati hanno preso diversi tipi di cellule adulte (fibroblasti, cellule del timo e precursori di cellule neuronali) e le hanno fuse con cellule staminali embrionali in presenza della proteina Wnt. Dopo questo trattamento, le cellule adulte hanno perso le loro caratteristiche tipiche e ne hanno invece acquisite altre, simili a quelle delle cellule staminali.

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Banjo e chirurgia cerebrale

martedì 14 ottobre 2008 di Federico Illesi

Un musicista, che ha subito un intervento chirurgico al cervello per curare il tremore alla mano, ha suonato lo strumento durante l’operazione per verificare il successo della procedura.

Eddie Adcock, uno dei pilastri della musica Bluegrass, probabilmente affetto da Parkinson e realizzato che il tremore avrebbe potuto compromettere la capacità di eseguire professionalmente la sua passione ha chiesto di essere operato.
I chirurghi hanno eseguito un intervento per il posizionamento di elettrodi cerebrali per la stimolazione cerebrale profonda (DBS, Deep Brain Stimulation).

Un chirurgo ha filmato lo -è proprio il caso di dirlo- spettacolare intervento alla Vanderbilt Medical Center a Nashville, Tennessee.



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Deep Brain Stimulation per i disturbi psichici

giovedì 1 maggio 2008 di Alessandro Aquino

medtronic soletraL’idea che la stimolazione cerebrale profonda potrebbe diventare utile nel trattamento di una varietà di disturbi psichici farmacoresistenti non è una novità. Finora utilizzata soprattutto per la cura di disturbi extrapiramidali, cerebellari come atassia e Parkinson. L’American Association of Neurosurgeons (AANS), sta studiando e valutando il punto di stimolazione cerebrale profonda (DBS) utile per il trattamento di gravi depressioni farmacoresistenti e disturbi ossessivo compulsivi (DOC).

Dalla dichiarazione di Medtronic:

I dati rappresentano la più grande e più lunga esperienza clinica con DBS nei disturbi psichiatrici e sono stati raccolti attraverso la ricerca in collaborazione diverse istituzioni ed associazioni. Tutti gli studi presentati utilizzano il sistema di Medtronic DBS per stimolare un obiettivo all’interno del cervello: capsula interna giro postcentrale, che è un nodo centrale nei circuiti neurali che regolano l’umore e ansia.

I dati presentati su 43 pazienti sono il risultato di più di 10 anni di lavoro. Questi dati rappresentano il più grande numero e la più lunga di valutazione in pazienti con disturbi psichiatrici che sono stati sottoposti ad impianto DBS, con follow-up molto lungo: Il Dr Rezai, che ha rappresentato il gruppo di lavoro internazionale di medici che studiano la DBS come terapia per il trattamento neuropsichiatrico, ha dichiarato: “Mentre nei DOC e nelle sindromi depressive il trattamento con la DBS richiede ulteriori valutazioni cliniche, l’esperienza finora acquisita è incoraggiante e indica che la DBS può aiutare disabilità gravi e pazienti sofferenti che hanno esaurito altre opzioni di trattamento”.

[via medgadget]



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Il cervello danneggiato può essere riparato

mercoledì 9 aprile 2008 di Alessandro Aquino

cellule nervoseLa lesione cerebrale negli adulti può causare una danno irreparabile, e a lungo termine, danni fisici e cognitivi. Tuttavia, le funzioni motorie e viuospaziali possono essere recuperate se non vengono danneggiati i neuroni che stimolano la creazione di nuove innervazioni. Questo tipo di innervazione si sviluppa spontaneamente dopo una lesione cerebrale nei bambini molto piccoli.

Alcuni ricercatori avevano precedentemente dimostrato, basandosi sul percorso neuronale che collega tronco encefalico al cervelletto (1), che è possibile indurre una reinnervazione nei giovani adulti simile a quella osservata nei neonati. Questa riparazione è possibile trattando il cervelletto danneggiato con un peptide (2) chiamato Brain Derived Neurotrophic Factor (BDNF), che svolge un ruolo importante nello sviluppo e nel funzionamento di questo percorso neuronale.

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Cerotto antiparkinson Neupro

giovedì 27 marzo 2008 di Alessandro Aquino

cerotto anti parkinsonNeupro è una gamma di cerotti transdermici (si basa cioè sul principio della somministrazione del medicinale attraverso la pelle). Ciascun cerotto rilascia 2, 4, 6 o 8 mg del principio attivo rotigotina in 24 ore.

In monoterapia è usato nel trattamento del morbo di Parkinson allo stadio iniziale. Può anche essere usato con levodopa (altro medicinale usato nel morbo di Parkinson), a tutti gli stadi della malattia, compresi quelli terminali quando levodopa inizia a perdere la sua efficacia. Il medicinale può essere ottenuto soltanto con prescrizione medica.

Neupro viene applicato una volta al giorno, approssimativamente alla stessa ora ogni giorno. Il cerotto deve essere applicato sulla cute in corrispondenza di addome, cosce, anche, fianchi, spalle o braccia. Il cerotto rimane a contatto con la cute per 24 ore e viene successivamente sostituito da un cerotto nuovo, posizionato in un sito di applicazione diverso. La dose va incrementata ovviamente dallo stadio iniziale.

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Parkinson curato nei topi grazie alle staminali

martedì 25 marzo 2008 di Federico Illesi

topo cavia laboratorioL’équipe di Lorenz Studer, Head of the Stem Cell and Tumor Biology Laboratory, insieme al Memorial Sloan-Kettering Cancer Center (MSKCC) ha curato con successo delle cavie ammalate di Parkinson con un trapianto di neuroni, ottenuti partendo per la prima volta al mondo, da cellule staminali embrionali ricavate da embrioni geneticamente identici al “paziente” (in questo caso un topo) con un procedimento conosciuto come somatic-cell nuclear transfer (SCNT, trasferimento nuclare da cellule somatiche).

La scoperta, pubblicata sulla rivista Nature Medicine, ha buone potenzialità per essere applicata con successo anche sull’uomo, ma almeno in Italia questo impiego delle cellule staminali è vietato dalla legge nonché fortemente criticato dalla Chiesa.

Gli scienziati grazie al SCNT, procedimento già impiegato nella pecora Dolly, hanno trasformato cellule staminali embrionali, con il patrimonio genetico del topo ricevente, in neuroni e quindi trapiantati nel cervello.
Nei topi malati di Parkinson le staminali hanno agito positivamente, migliorando il quadro della malattia, attualmente incurabile, senza problemi di rigetto essendo cellule identiche ai neuroni delle cavie stesse.

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Archivio molecolare delle malattie neurodegenerative

lunedì 24 marzo 2008 di Alessandro Aquino

cellule malattie neurodegenerative

Una cellula umana prelevata da un paziente malato, un ovocita di mucca privato di nucleo. La cellula viene iniettata nell’ovocita animale e comincia a moltiplicarsi. Il risultato è un archivio molecolare delle malattie, innanzitutto quelle neurodegenerative come il Parkinson e l’Alzheimer, che permetterà di osservare i meccanismi molecolari che scatenano ed eventualmente di sperimentare nuove terapie.

È il progetto che il Professor Stephen Minger, direttore del Laboratorio di biologia delle cellule staminali del King’s College di Londra ha presentato circa un anno fa.

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Stimolazione cerebrale profonda: il video

lunedì 17 marzo 2008 di Alessandro Aquino

Stimolazione cerebrale profonda dbs

Wired ha pubblicato un filmato, nel quale vengono ritratte le storie di due persone che hanno subito l’intervento chirurgico di posizionamento di elettrodi cerebrali per la stimolazione cerebrale profonda (DBS, Deep Brain Stimulation) per curare il loro tremore.

Il tremore è un sintomo della malattia di Parkinson, e la DBS è stata introdotta inizialmente per questa patologia. Esistono poi alcuni pazienti con lo stesso disturbo, di incordinazione dei movimenti ed azioni tremorigene. Si tratta però di un’altra patologia: il tremore essenziale.

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