ormoni

Luna ed epilessia, ecco il legame biologico

venerdì 27 novembre 2009 di Silvia Soligon

lunaMelatonina e luna piena: sarebbe questa la ricetta per contrastare le crisi epilettiche. Ad affermarlo sono i ricercatori dell’Istituto di Neurologia dell’University College di Londra, che hanno dimostrato che il numero delle crisi epilettiche diminuisce quando la luna è nella sua fase di massimo splendore. Le basi biologiche di questo effetto potrebbero risiedere nel cosiddetto ormone del sonno, la melatonina, che è inibito proprio dalla luce. La notizia dello studio, coordinato da Sallie Baxendale, è stata riportata dalla testata inglese Daily Mail e ha permesso di chiarire ulteriormente l’ipotesi della correlazione tra le manifestazioni dell’epilessia e la quantità di luce presente nell’ambiente.

Le crisi epilettiche sono dovute a scariche elettriche anomale nelle cellule del sistema nervoso. Fra i principali fattori che favoriscono queste anomalie vi sono farmaci, dorghe o alcool, febbre, traumi cerebrali, tumori, carenza di sonno e fattori genetici e metabolici spesso ignoti. Inoltre, una recente ricerca condotta dalla stessa Baxendale aveva dimostrato che nelle giornate soleggiate gli episodi epilettici sono meno frequenti, suggerendo una prima correlazione tra la quantità di luce e le manifestazioni dell’epilessia.

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Novità trattamenti per la menopausa

martedì 3 novembre 2009 di Valeria Gatopoulos

menopausaLa menopausa è una delle tappe fondamentali e tra le più delicate della vita di una donna, spesso per contrastarne i sintomi e le conseguenze è necessaria una terapia ormonale che da un lato allevia i sintomi e dall’altro comporta, purtroppo, una serie di effetti collaterali.

In particolare pare  che le terapie ormonali accentuino il rischio di sviluppare tumori al seno, nel tentativo di arginare il problema i ricercatori dell‘Università di Yale stanno sperimentando una combinazione di ormoni innovativa.

Gli estrogeni, solitamente combinati con il progesterone, vengono somministrati assieme ai SERM, che vanno a sostituire i progestinici.

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Il cervello non va in vacanza

mercoledì 8 luglio 2009 di Alessandro Aquino

cervello

L’opportunità delle vacanze non si deve trasformare per il nostro cervello in una nuova dose di stress, alla ripresa della vita normale. E’ quindi meglio evitare lo ’stop and go’, determinato dal brusco passaggio da un’attività frenetica a una povera di stimoli e sollecitazioni. Va mantenuto perciò il più possibile l’equilibrio di quest’organo, cercando di cogliere questa occasione per smaltire le scorie dello stress e abbassare quegli ormoni, come il cortisolo, l’adrenalina e la noradrenalina, che alla lunga possono essere mediatori di disturbi e malattie.

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Osteoporosi: un problema sempre più diffuso a qualsiasi età

martedì 19 maggio 2009 di Barbara Hugonin

osteoporosi ossa

L’osteoporosi è un problema sempre più diffuso, in Italia ne soffrono circa 5 milioni di persone, di cui la percentuale maggiore è costituita da donne, intorno ai 50 anni. Tuttavia negli ultimi anni, arrivano dati abbastanza allarmanti riguardo l’aumento di casi di osteoporosi in ragazze molto giovani, un numero che riguarda anche i ragazzi e che si stima tra 10 anni possa raddoppiare. La causa principale: uno stile di vita fatto da un’alimentazione scorrettissima, vita sedentaria, chiusi in casa. In questo modo la perdita della consistenza ossea può progressivamente portare entro i 30 anni di età ad una riduzione del 15% di massa.

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Pnei: la scienza integrata che può spiegare alcuni perché

lunedì 4 maggio 2009 di Barbara Hugonin

psico neuro endocrino immunologiaLa PNEI (psico-neuro-endocrino-immunologia) è una disciplina che mette in luce la connessione tra sistema endocrino e sistema immunitario. Si è osservato infatti che traumi di natura emotiva, stress fisici e mentali, possono influenzare notevolmente il sistema neuro-endocrino, stimolando la natura delle risposte ormonali, che spesso interrompono il normale equilibrio corporeo.

Lo squilibrio neuro-endocrino comporta spesso un abbassamento delle risposte immunitarie, rendendo così l’organismo molto piu’ suscettibile. Questa teoria è il punto di incontro di diversi studi appartenenti alla Medicina Occidentale quanto alla Medicina Olistica ed, è indubbiamente la dimostrazione che l’asse mente-corpo controlla gran parte delle funzioni corporee interne.
Seyle nel 1943 pubblicò uno studio su Nature, nel quale si osservò che in un animale stressato avveniva una ipertrofia del corticosurrene, con atrofia del timo (sede della maturazione dei Linfociti T) ed infine lo sviluppo di ulcere.

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Pnei: psico neuro endocrinoimmunologia

lunedì 16 marzo 2009 di Barbara Hugonin

psiconeuroendocrinoimmunologia

La psiconeuroendocrinoimmunologia è la scienza che mette in relazione le variazioni delle condizioni ambientali, stress psicofisici, umorali, stanchezza, traumi, con la risposta dell’organismo, in particolare con lo scatenarsi della risposta neuroimmunitaria e neuroendocrina. Questa disciplina costituita da più scienze integrate tra loro, spiega alcune importanti forme di malattie croniche, causate spesso non  da turbe fisiologiche di tutto l’organismo, ma dalla reazione del sistema nervoso.  L’ipotalamo è il centro delle emozioni e registra le variazioni e gli stress che il corpo subisce,  inoltre fa parte del sistema autonomo ma anche di quello endocrino.   

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Fisiologia del ciclo vitale

lunedì 26 gennaio 2009 di Alessandro Aquino

neuroendo

Noi, a differenza di altri, siamo animali diurni. Questo vuol dire che tutti i nostri sistemi, a partire da quello neuroendocrino, sono organizzati sul ritmo circadiano luce-buio, veglia-sonno. Tra mezzanotte e le 2 del mattino la melatonina è al massimo e il cortisolo è al minimo. Tra le 7 e le 8 del mattino è il rovescio.

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Tradimento: tutta questione di ormoni

lunedì 26 gennaio 2009 di Alessandro Aquino

Le donne che producono più estradiolo sono più propense al tradimento. Ma che cos’è l’estradiolo?

L’estradiolo è un estrogeno, un ormone sessuale femminile che dà a ciascuna di noi le caratteristiche tipiche femminili: genitali femminili, seno, eccetera. Ma secondo un recente studio pubblicato sul Royal Society’s Journal Biology Letters, l’estradiolo sarebbe anche la causa del tradimento.

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Ormoni femminili, come agiscono?

lunedì 10 novembre 2008 di Valeria Gatopoulos

orologio biologicoGli estrogeni sono degli ormoni steroidei, circa 18 per comodità riuniti sotto un unico nome, che agiscono in diversi modi, a seconda delle fasi di sviluppo dell’apparato riproduttore femminile.

Durante la pubertà, che va dagli 11-13anni, anche se pare che ormai l’età si sia di gran lunga abbassata, gli ormoni sono resposabili delle modificazioni fisiologiche del corpo femminile. Sin dalla nascita e nel periodo prenatale la presenza di questi ormoni accompagnati da una dose di testosterone è responsabile della formazione dei caratteri sessuali primari, nel qual caso vagina, e più internamente utero e ovaie. Per quanto riguarda i caratteri sessuali secondari, seno, crescita dei peli su gambe, pube, ascelle, l’azione degli estrogeni è accompagnata da una dimizione di testosterone, dall’aumento degli androgeni, che portano alla comparsa del menarca.

La prima mestruazione è una segno dell’inizio del ciclo riproduttivo della donna, la donna, da questo momento a meno che non abbia problemi di altra natura, è fertile.

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Il gene responsabile dell’eiaculazione precoce

venerdì 10 ottobre 2008 di Alessandro Aquino

Altro che ansia o stress da prestazione: l’eiaculazione precoce è una questione di geni che non fanno il loro dovere.
Più scientificamente: esiste un gene che garantisce la produzione di un certo ormone, chiamato serotonina, che a sua volta assicura ai maschi la giusta durata del rapporto sessuale; se però questo gene è presente in una forma variata e lavora poco, nasce il problema. Chi ha la variante sbagliata eiacula due volte più rapidamente di chi non ce l’ha. Però chi ce l’ha ha altri vantaggi: essendo un tipo «rapido» e con i riflessi pronti, può essere un eccellente tennista o un abile giocatore di videogame.

La ricerca, pubblicata sul Journal of Sexual Medicine, è stata condotta su 200 olandesi, 89 dei quali lamentavano una cosiddetta eiaculazione precoce primaria: soffrivano cioè di questo disturbo fin dal primo rapporto sessuale.
Alle loro partner abituali è stato allora chiesto di «cronometrare» per un mese di fila, durante il rapporto sessuale, il tempo impiegato prima di arrivare all’eiaculazione.

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