Medicina rigenerativa

Mindfulness, la ricetta per la tranquillità

venerdì 19 marzo 2010 di Valeria Gatopoulos

mindfulnessSe ne parlava da tanto tempo, ma ora è ufficiale: meditare ha effetti positivi sull’umore e sul cervello.

L’Università del North Carolina ha infatti portato a termine uno studio, piuttosto interessante, che vede diversi pazienti afflitti cimentarsi in quella che potrebbe essere una nuova terapia del dolore: la Mindfulness-Based Stress Reduction, messa a punto dal biologo molecolare Jon Kabat-Zinn.

La terapia consiste nel meditare intensamente sul presente cercando di allontanare i pensieri negativi del passato e del presente, questa tecnica pare sia efficace già dalle prime sedute e anche per i principianti, l’effetto è lo stesso di un analgesico. La ricerca è stata effettuata dal ricercatore Paul Goolkasian.

Anche in Italia questa terapia si sta diffondendo, maggiori informazioni sono reperibili qui.



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Grandi speranze per le staminali da liquido amniotico

sabato 28 novembre 2009 di Silvia Soligon

liquido amniotico fetoNuove prospettive sul fronte delle cellule staminali: anche quelle prelevate dal liquido amniotico possono dare origine a ogni tipo di cellula che costituisce il corpo umano. La scoperta è stata riportata dalla rivista Oncogene e svela una maggiore potenzialità degli elementi cellulari contenuti nel liquido rispetto a quanto inizialmente pensato. La sua applicazione potrebbe aumentare il numero di malattie e condizioni patologiche trattabili utilizzando questo tipo di cellule staminali.

Lo studio è stato condotto in collaborazione da Anthony Atala, direttore del Wake Forest Institute for Regenerative Medicine di Winston-Salem (North Carolina) e Markus Hengstchlager dell’Universita’ di Medicina di Vienna. In passato il gruppo di ricerca di Atala aveva per primo isolato le cellule staminali dalla placenta e dal liquido amniotico.

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Coxo-protesi più durature

martedì 29 settembre 2009 di Alessandro Aquino

protesi

Una nuova tecnica laser permetterà di creare protesi per l’anca, e stent anti-infarto, non solo piu’ forti, personalizzate e durature, ma anche piu’ economiche e facili da produrre. La sperimentazione arriva dal Center for Laser-Based Manufacturing della Purdue University in Indiana.

La tecnica consente di ricoprire le comuni protesi di titanio con una miscela di polveri di metallo e di ceramica fuse con il laser e solidificate a strati richiamando la struttura ossea. In questo modo i bioingegneri possono realizzare protesi personalizzate per ogni paziente e cambiare forma e dimensione a poco a poco evitando che la dilatazione termica provochi delle crepe.

Con il laser è inoltre possibile creare anche stent arteriosi, strutture metalliche che inserite nelle arterie ne evitano l’occlusione. Con questa metodica sarà dunque possibile realizzare una protesi in 3 giorni rispetto ai trenta necessari oggi.



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Riparazione del midollo spinale

mercoledì 9 settembre 2009 di Alessandro Aquino

red-cells

Nel sangue esistono cellule in grado di riparare, o per lo meno di limitare, i danni di un trauma al midollo spinale. La scoperta, pubblicata su Plos Medicine e per ora dimostrata solo sui topi, arriva dai ricercatori del Weizmann Institute of Science di Rehovot in Israele e dell’Istituto Scientifico Universitario San Raffaele di Milano.

Quando il midollo spinale viene danneggiato le lesioni spinali non arrivano solo dal trauma, ma anche da una serie di eventi secondari legati alla risposta del sistema immunitario. A breve termine (nei primi 2-3 giorni dal trauma) è l’infiammazione che gioca un ruolo importante, mentre nelle settimane successive alla lesione possono verificarsi la cicatrizzazione della zona danneggiata e la formazione di una cisti, che provocano la perdita irreversibile della funzione che svolgeva il midollo.

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Staminali non solo ematiche

lunedì 7 settembre 2009 di Alessandro Aquino

stemcells

Una rivoluzionaria ricerca dell’Imperial College di Londra, pubblicata su Stem Cell, mostra che è possibile aumentare la capacità dell’organismo di autoripararsi. Da poco si era scoperto che il midollo osseo immette in circolo cellule staminali non solo del sangue, ma anche di altri organi come ossa e cartilagini, arterie e cuore.

Molti ricercatori hanno provato a far aumentare questa attività naturale senza successo. Ci sono riusciti all’Imperial College, trattando topi di laboratorio con due fattori di crescita prodotti nel midollo osseo e un farmaco sperimentale. Il midollo osseo degli animali così lavorato immetteva nel flusso sanguigno una quantità di staminali progenitrici di arterie, ossa, tendini e muscoli cento volte superiori rispetto alle cavie non trattate.

Una combinazione di farmaci e fattori di crescita del midollo diversa invece metteva in moto una superproduzione di staminali del sangue. Il passo successivo sarà misurare l’entità dell’accelerazione nella rigenerazione dei tessuti nei topi con danni cardiaci. Se i risultati saranno buoni i ricercatori prevedono di passare agli studi sull’uomo entro dieci anni.



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Bio-gel rigenera il tessuto cerebrale

domenica 6 settembre 2009 di Alessandro Aquino

Sviluppato un gel innovativo che potrebbe stimolare il tessuto cerebrale a rigenerarsi una volta iniettato nell’area del cervello lesionata. A mettere a punto il nuovo materiale e’ stato un gruppo di bioingegneri della Clemson University, secondo quanto riportato da un articolo pubblicato sul sito di Science Daily.

Dagli studi condotti, il gel composto da biomateriali sintetici e naturali ha il potenziale per stimolare la crescita delle cellule staminali neurali del paziente, riparando strutturalmente anche il sito cerebrale dove si e’ verificata la lesione. I risultati dello studio sono stati presentati in occasione del Military Research Forum che si e’ tenuto in Kansas. La conferenza e’ nata con lo scopo di migliorare la salute e il benessere generale delle forze armate americane, delle loro famiglie e dei veterani.

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Novità sul fronte Alzheimer, una risposta positiva viene dal caffè

mercoledì 15 luglio 2009 di Valeria Gatopoulos

caffe

A lungo si è discusso sui benefici e sugli effetti indesiderati della caffeina, ma da oggi, grazie ad una nuova ricerca, i cui risultati sono stati pubblicati sul Journal of Alzheimer’s Disease, forse anche i più scettici inizieranno a bere il caffè!

L’esperimento è stato condotto da un gruppo di ricercatori americani, su 55 cavie da laboratorio di circa un mese e mezzo, età che in proporzione corrisponde circa a 70 anni umani. Questi topolini sono stati precendentemente sottoposti ad alcuni test per la misurazione dell’attività cerebrale, in seguito è stata somministrata loro una dose giornaliera di caffeina pari a 400/500 grammi per un bimestre.

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Riparare i neuroni

martedì 14 aprile 2009 di Federico Illesi

assoni neuroni

Un team di ricercatori è riuscito a documentare chiaramente la rigenerazione di un tipo di fibre nervose che attraversano il cervello e il midollo spinale e che sono cruciali per il movimento volontario.

I risultati dell’esperimento sono stati pubblicati su Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS) e documentano ciò che è stato eseguito con successo nei ratti dagli scienziati della School of Medicine dell’Università della California a San Diego.

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Dormire nella posizione giusta

venerdì 27 marzo 2009 di Alessandro Aquino

dormire

Nell’ultimo decennio si parla di insonnia e più precisamente delle sue conseguenze sul benessere generale, iniziando a conoscerla meglio. Il nuovo stile di vita moderno, ovviamente incide in maniera pesante e negativa sulla qualità del sonno. Gli stimoli hi-tech esterni, nelle fasi pre-sonno, inducono stimoli neurologici distraenti rispetto all’addormentamento.

La tecnologia, però ci viene in aiuto anche per farci riposare meglio. Oggi, infatti, vengono utilizzati nuovi materiali per cuscini e materassi che favoriscono la corretta posizione corporea durante il sonno, riducendo microrisvegli e dolori diurni.

I nuovi materassi, infatti, sono elastici ma indeformabili, perfettamente traspirabili, spesso sensibili alla temperatura corporea, tanto da creare una sensazione di accoglienza quando ci si sdraia, sostenendo le curve fisiologiche del corpo. Si prevengono così anche disturbi come l’infiammazione del trocantere, tipico di chi dorme di fianco in presenza di un eccesso di attrito.



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Bioingegneria tissutale: staminali per la mandibola

lunedì 23 marzo 2009 di Federico Illesi

osso mandibola staminali

Chi ha perso gran parte dell’osso mascellare o mandibolare, in seguito a un trauma o a periodontite (o parodontopatia cronica dell’adulto).

«Si tratta di un intervento ambulatoriale soft – spiega Luigi Montesani, lo specialista che ha introdotto in Italia la tecnica messa a punto in Germania – per i pazienti che hanno perso consistenti parti di osso, spesso non è possibile neppure portare una protesi mobile; oggi invece, nel giro di pochi mesi, è possibile impiantare viti su ossa rigenerate».

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