Affrontare il tema tumori non è affar semplice, perché coinvolge molte persone e capita a volte che il male arrivi a togliere la vita. Dare informazioni su ritrovati in questo settore, molto più che in altri (comunque di ugual importanza), è una cosa da affrontare con una certa sobrietà, perché -a prescindere da tutto- la prevenzione è la cosa che attualmente aiuta concretamente più di ogni altra cosa.
Le scoperte degli ultimi giorni portano in luce alcuni legami tra il cancro e alcuni composti marini: a dirlo sono un gruppo di ricercatori del Mario Negri di Milano che, in collaborazione con un team spagnolo, che ha prodotto una molecola (chiamata trabectedina) in grado di affrontare i sarcomi delle parti molli.
L’inizio degli studi risalgono a 15 anni fa e, dopo la lunghissima sequela di fasi sempre con risultati positivi, è arrivata finalmente l’approvazione dell’Emea, l’agenzia europea dei medicinali, che ne ha dato il via libera per la commercializzazione.
Pare quindi che possiamo definirci “arrivati”, almeno in questa specifica forma di tumore, vedremo i primi risultati su pazienti (in larga scala), ma il successo si può definire ormai alla mano.
Pubblico un intervento concessomi dalla dottoressa Domenica Taruscio del Centro Nazionale Malattie Rare, Istituto Superiore di Sanità, per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle malattie rare e per cercare di aiutare chi è alle prese con i cosiddetti farmaci orfani.
La BioXcell ha appena ricevuto l’approvazione dall’ente europeo per la commercializzazione di INVOcell, un dispositivo per che facilita e assiste la 
Revlimid (lenalidomide), già approvato dalla EMEA, è impiegato nella cura della seconda neoplasia del sangue più diffusa al mondo, con oltre 1 milione di persone colpite.






