Dossier

Petizione sindrome da fatica cronica

domenica 9 maggio 2010 di Federico Illesi

Petizione virtuale a cui questo Blog ha aderito. Vi invitiamo a leggere e, se lo ritenete anche voi opportuno, firmare.

On. Ministro Fazio,

le Associazioni Italiane CFS di Aviano e di Pavia, Cfsitalia, Amica, i medici che diagnosticano la CFS in Italia, i firmatari di questa lettera e soprattutto gli ammalati, desiderano sottoporre alla Sua attenzione alcuni dati sulla Sindrome da Fatica Cronica (Chronic Fatigue Syndrome – CFS, talvolta indicata anche come CFS/ME – Sindrome da Fatica Cronica/Encefalomielite Mialgica), una malattia seria e invalidante che in Italia è stata inserita nell’edizione della “Clinical Evidence 2002-2003”, ma che purtroppo non è stata ancora inclusa tra le malattie pienamente riconosciute da parte del Ministero della Sanità.

La Sindrome da Fatica Cronica (CFS) è una patologia per la quale i Centers for Disease Control (CDC) di Atlanta hanno emesso una definizione sulla base di un lavoro di un gruppo di studio internazionale (Fukuda e coll., Annals of Internal Medicine 1994; 121: 953-959) e per la quale i National Institutes of Health statunitensi hanno edito una pubblicazione medico-scientifica rivolta ai medici, per migliorare la loro informazione su questa patologia. Nella nuova definizione dei CDC di Atlanta, un caso di Sindrome da Fatica Cronica é definito dalla presenza delle seguenti condizioni: una fatica cronica persistente per almeno sei mesi, che non é alleviata dal riposo, che si esacerba con piccoli sforzi, e che provoca una sostanziale riduzione dei livelli precedenti delle attività occupazionali, sociali o personali ed inoltre devono essere presenti quattro o più dei seguenti sintomi, anche questi presenti per almeno sei mesi: disturbi della memoria e della concentrazione severi, faringite, dolori delle ghiandole linfonodali cervicali e ascellari, dolori muscolari e delle articolazioni senza infiammazione o rigonfiamento delle stesse, cefalea, sonno non ristoratore, debolezza post esercizio fisico.

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Parlando ancora di etanolo

mercoledì 5 maggio 2010 di Ilaria De Vito

alcolici

Spesso in Italia si parla di alcol. Indagini, statistiche, nuove ricerche e purtroppo, molto spesso, incidenti stradali, ci riportano a parlare del consumo di bevande alcoliche nel nostro paese. Ed cosi vi riporto  nuovi dati al riguardo: secondo uno studio dell’Istituto Superiore di Sanita’ l’ebbrezza dell’alcol fa presa soprattutto sui giovani e sugli over 65 italiani. Sono a rischio circa 9 milioni di consumatori, di cui 3 milioni hanno piu di 65 anni. In Italia i bambini diventando consumatori verso gli 11-12 anni. I Servizi di Alcologia e i Sert hanno 1600-1800 pazienti under 19.

Dopo aver fornito tali informazioni, credo sia opportuno, sebbene per alcuni forse ripetitivo, indagare effettivamente su cos’e’ l’alcol, cosa accade esattamente nel nostro organismo quando ne ingeriamo.

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Effetto placebo nell’arte

martedì 6 aprile 2010 di Federico Illesi

natura

Foto naturalistiche e riproduzioni di opere d’arte entrano nei luoghi ospedalieri e portano una ventata di speranza che aumenta la fiducia e infonde un generale benessere rispetto ad ambienti spogli. A dimostrarlo un’indagine italiana multicentrica, condotta in reparti oncologici italiani, presentata oggi in anteprima a Firenze, sede del primo esperimento “artistico”. Preferiti i paesaggi di paradisi naturali rispetto all’arte concettuale e astratta.

Non contiene alcun principio attivo ma ha un effetto benefico sulle persone malate e, un progetto internazionale da poco anche in Italia, sta per la prima volta tentando di misurarlo: è l’arte, sotto forma di fotografie paesaggistiche o opere pittoriche dei grandi maestri. Secondo i dati raccolti da un indagine condotta in tre centri ospedalieri italiani, i pazienti dei reparti di oncologia, vedendo arricchito l’ambiente in cui sono ricoverati, dimostrano un accresciuto senso di fiducia verso la propria condizione e la vita in generale.

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GE Healthcare lancia Vscan

martedì 23 marzo 2010 di Federico Illesi

GE Healthcare, la divisione medicale di General Electric, ha presentato in anteprima assoluta per l’Italia VscanTM, ecografo piccolo come uno smart phone. VscanTM utilizza una tecnologia di ultimissima generazione che permette ai medici di visualizzare in maniera non invasiva e immediata quello che accade all’interno del corpo umano. Realmente tascabile, VscanTM può essere trasportato facilmente per essere utilizzato in molteplici contesti clinici, ospedalieri, territoriali o in situazioni di emergenza.

L’incontro a Milano ha visto la partecipazione di Omar Ishrak (Presidente e AD di GE Healthcare – Healthcare Systems), Reinaldo Garcia (Presidente e AD di GE Healthcare EMEA), e Sandro De Poli (Presidente di GE Healthcare Italia). Presenti anche Maurizio Galderisi dell’Università Federico II di Napoli e Agostino Colli dell’Ospedale Alessandro Manzoni di Lecco, due degli ospedali italiani scelti da GE Healthcare per partecipare agli studi clinici sull’impatto di VscanTM avviati lo scorso novembre.

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Souvenaid, una nuova bevanda contro l’Alzheimer

venerdì 5 marzo 2010 di Valeria Gatopoulos

SouvenaidSi chiama Souvenaid la nuova bevanda sperimentale messa a punto dalla Rush University Medical Center di Chicago.

Souvenaid potrebbe essere in grado di limitare le carenze mnemoniche dei pazienti ai primi stadi della malattia o con una moderata di Alzheimer.

Saranno 500 i pazienti sottoposti a questa nuova sperimentazione, queste persone verranno distribuite in 40 centri medici statunitensi e resteranno sotto la supervisione del Dr. Raj Shah, responsabile della ricerca.

La bevanda non costituisce una possibilità di guarigione, ma piuttosto la possibilità di rallentare il decorso della malattia o al limite di migliorare la memoria del paziente. Non bisogna dimenticare che mantenere il cervello attivo con numerosi studi, progetti, test di logica aiuta a prevenire il rischio Alzheimer.

Non resta che attendere i risultati della sperimentazione.

Fonte e maggiori informazioni



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Infezioni da rotavirus

venerdì 13 novembre 2009 di Federico Illesi

ospedale MEYER

Le infezioni da rotavirus, non sono solo la prima causa di gastroenterite acuta in età pediatrica, ma – come ha dimostrato il gruppo di ricerca diretto dal professor Maurizio de Martino, Direttore del Dipartimento di Pediatria dell’Università di Firenze e del Meyer, negli studi svolti con la dottoressa Elena Chiappini – si diffondono anche all’apparato respiratorio  e al fegato.
Di questo e di altri importanti aspetti di questo virus se ne è parlato a Firenze nel corso di formazione e aggiornamento dedicato al tema “Le gastroenteriti da rotavirus. Dalla dimensione epidemiologica alla prevenzione primaria”.

I rotavirus sono ubiquitari, ossia presenti in forma endemica. “Tutti i bambini vanno incontro ad infezione da rotavirus molto presto nella vita, di solito entro i primi due anni – spiega De martino. Poiché i rotavirus sono tanti, possono verificarsi più episodi durante questo periodo della vita”.

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Sanità italiana, pochi soldi spesi male

giovedì 12 novembre 2009 di Federico Illesi

confartigianato logo«I dati sulla sanità, pubblicati lunedì dal gruppo di ricerca Ambrosetti, confermano le disfunzioni della spesa pubblica italiana sulle voci di “welfare e sanità”, più volte denunciate dall’Associazione nazionale anziani e pensionati». Enzo Ciccarelli, presidente dell’Anap, l’associazione di Confartigianato che rappresenta oltre 230 mila anziani e pensionati, commenta le percentuali del Rapporto Meridiano Sanità, presentato ieri l’altro a Cernobbio da The European House-Ambrosetti.

«Abbiamo ricevuto conferma – spiega ancora Ciccarelli – di ciò che il nostro Ufficio studi sottolinea da tempo: che l’Italia, tra tutti i paesi europei, occupa l’ultimo posto nella classifica della spesa per la sanità. Solo l’8,7% del Pil, di cui 2,1% è destinato alla sanità privata. Questa bassa posizione in classifica, apprendiamo, comporta che ogni cittadino italiano ha a disposizione 447 euro in meno da spendere in sanità, rispetto alla media degli altri cittadini comunitari».

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Helpers – La genesi

venerdì 6 novembre 2009 di Federico Illesi

Helpers – La genesi – “Helpers” è un’iniziativa della Commissione Europea finalizzata alla sensibilizzazione dei giovani sui problemi legati al tabacco. Si tratta di una serie animata composta da 12 episodi, la cui prima stagione viene diffusa su internet, il mezzo migliore per raggiungere i ragazzi. Una buona campagna di prevenzione ed educazione, infatti, deve partire proprio dall’adolescenza, età in cui molti provano la prima sigaretta.



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Screening metabolico neonatale

martedì 27 ottobre 2009 di Federico Illesi

prelievo sangue neonato

Una novità per i genitori, disponibile già da qualche mese presso il Bioscience Institute, è la possibilità di effettuare al neonato uno screening completo sulle malattie metaboliche.

Esistono malattie genetiche rare, in prevalenza metaboliche, non facilmente diagnosticabili; si manifestano nei primi giorni di vita con una sintomatologia generica che spesso viene confusa con quella di malattie più comuni. Lo screening metabolico neonatale ha lo scopo di diagnosticare precocemente tali malattie per stabilire una terapia efficace prima che possano causare gravi danni al bambino, soprattutto a livello neurologico. In molte nazioni del mondo sono stati avviati programmi obbligatori per lo screening neonatale delle malattie metaboliche. In Italia è obbligatorio solo per 4 malattie ereditarie.

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Miodesopsie

martedì 20 ottobre 2009 di Federico Illesi

Miodesopsie vitreo

[foto 1] [foto 2]

Miodesopsie è un termine scientifico per designare una affezione oculare conosciuta sin dai tempi antichi: la parola miodes deriva dal greco e vuol dire mosche, il suffisso psie vuol dire visione quindi visione di mosche; i romani le definirono muschae volitantes e il termine “mosche volanti” è rimasto fino ai tempi nostri ad indicare la visione di corpuscoli di varia forma che impediscono una chiara visione; nei paesi di lingua inglese il termine corrispondente è floaters pur essendo una affezione così antica l’uomo moderno ancora oggi ne soffre non essendo stati chiariti tutti i meccanismi fisiopatologici responsabili; la ricerca non ha ancora trovato una cura medica risolutrice la comparsa delle opacità vitreali è stata accomunata all’invecchiamento fisiologico e al processo degenerativo multifattoriale (dalla luce solare, ai radicali liberi, alla miopia o a vari fattori metabolici) ultimamente sembra essere aumentata l’incidenza di questa affezione anche nella popolazione giovane e attiva.

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