Per dormire bene è necessario avere un buon cervello. Un recente studio olandese ha infatti dimostrato che chi soffre di insonnia ha una minore quantità di materia grigia nella corteccia orbitofrontale sinistra,la regione coinvolta nella percezione del piacere. I risultati della ricerca, condotta in collaborazione dal Netherlands Institute for Neuroscience e dal VU University Medical Center, sono stati pubblicati da Biological Psychiatry.
L’insonnia è un problema comune: circa il 14 per cento delle persone, per la maggior parte donne, soffre di disturbi del sonno; la percentuale sale al 33 per cento dopo i 65 anni. Anche altre situazioni di grave stress, come quelle correlate alla depresione e a malattie post traumatiche, sono state associate a minori quantità di materia grigia nelle regioni del cervello che percepiscono gli stress e l’insonnia è un disturbo comune a quasi tutte le malattie psichiatriche in cui si osserva una riduzione del volume della corteccia.
Le mamme e i papà devono sapere che prima di arrendersi a biscottini dai nomi soavi, a merendine dalle morbide forme, stanno esponendo i loro bimbi al rischio di diventare dei bruti, da adulti. Lo sostiene un gruppo di ricercatori britannici dell’Università di Cardiff, il cui studio è stato pubblicato sul 
Arriva dalla Spagna la conferma che, come sosteneva il filosofo Ludwig Feuerbach, “noi siamo ciò che mangiamo”: in uno studio pubblicato da Archives of General Psychiatry un gruppo di ricercatori, guidati da Almudena Sánchez-Villegas, ha evidenziato che la dieta mediterranea può esercitare un ruolo protettivo contro la depressione.
Sia i cibi grassi, sia quelli zuccherati agiscono sugli stessi circuiti cerebrali che vengono attivati dal consumo degli oppiacei. È questo il risultato di una ricerca presentata durante la conferenza della Società per gli studi del comportamento alimentare che si sta tenendo a Portland (Oregon). Oltre a delucidare i meccanismi alla base della cosiddetta “acquolina in bocca”, questo studio getta nuova luce sui meccanismi alla base dei disordini dell’alimentazione, come la bulimia.
Una forma estremamente grave di epilessia, detta catastrofica, causa forti spasmi muscolari, persistenti grippaggi (cioè cambiamenti nella situazione elettrofisiologica del cervello), ritardo mentale e, a volte, autismo. Uno studio compiuto da ricercatori del Baylor College of Medicine di Houston ha dimostrato che la causa scatenante è una mutazione nel gene Aristaless-related homeobox (ARX).






