Diabete

La stretta relazione tra diabete e ossa

sabato 2 ottobre 2010 di Ilaria De Vito

Arriva da New York la notizia che lo scheletro svolge un ruolo importante nella regolazione dello zucchero nel sangue. La scoperta, pubblicata sulla rivista scientifica Cell, è molto importante perché può portare allo sviluppo di farmaci più mirati per il diabete di tipo 2, disfunzione molto comune nel mondo occidentale che prevede un’alterazione nell’assorbimento del glucosio.  

Guidati da Gerard Karsenty, presso la Columbia University Medical Center, i ricercatori hanno scoperto che la distruzione di osso vecchio (riassorbimento) è necessario per mantenere un sano livello di glucosio nel sangue. Il riassorbimento è un processo che si verifica normalmente nel corso della vita per far posto al nuovo osso, la squadra di Karsenty ha però scoperto che esso agisce anche per stimolare il rilascio di insulina nel sangue e migliorare l’assorbimento di glucosio nelle cellule di tutto il corpo.

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Svelato nella dieta il segreto della longevità

venerdì 20 novembre 2009 di Silvia Soligon

mangiareMangiare poco protegge dall’invecchiamento e dalle malattie. A confermarlo sono i ricercatori della Mount Sinai School of Medicine, guidati da Charles Mobbs, professore di neuroscienze e di medicina geriatrica e palliativa. In uno studio pubblicato dalla rivista Public Library of Science Biology gli scienziati hanno individuato nella proteina CBP (CREB-binding protein) la molecola alla base di questo processo.

La ricerca è stata effettuata utilizzando l’organismo modello C. elegans. Quando la quantità di cibo assunto dall’animale viene ridotta CBP si attiva e porta ad un aumento del 65% della vita media e sintomi simili a quelli dell’Alzheimer diminuiscono del 50%. Viceversa, se l’attività di CBP viene bloccata non si riscontrano più gli effetti benefici della restrizione dell’alimentazione. Infine, la stimolazione dell’attività di CBP continua fino a che viene mantenuto un regime alimentare ristretto, suggerendo che qualora venga nuovamente aumentata la quantità di cibo assunto venga perso l’effetto protettivo.

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Premiato il mondo a colori delle persone con diabete

giovedì 12 novembre 2009 di Federico Illesi

persone diabete disegno
[Disegno di Matteo Cammarata, primo premio per la categoria Espressività]

Alla vigilia della Giornata Mondiale del Diabete che si celebra il 14 novembre, premiati i vincitori de “Il Diabete a Colori”, il concorso di creatività per esprimere in immagini e in parole la propria vita insieme alla patologia che colpisce oltre 3 milioni di italiani. Il concorso è promosso da Lilly Italia in partnership con il Centro di Diabetologia Pediatrica dell’Ospedale Meyer, la Fondazione Meyer e le principali Associazioni italiane di persone con diabete.

Firenze, 12 novembre 2009 – Hanno vinto tutti. I bambini con diabete e gli adulti, i loro amici e parenti, i genitori, madri e padri orgogliosi e gli organizzatori. Hanno vinto, almeno per un giorno, la lotta al diabete, trasformando la sfida quotidiana in ispirazione creativa e in un momento di condivisione e festa. Si conclude ufficialmente con la premiazione, oggi, il concorso di creatività espressiva dal titolo “Il Diabete a Colori’ organizzato da Lilly Italia in partnership con il Centro di Diabetogia Pediatrica dell’Ospedale Meyer, la Fondazione Meyer e le principali Associazioni italiane di persone con diabete.

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Indonesia: neonato da Guinnes dei primati

venerdì 9 ottobre 2009 di Alessandro Aquino

Il neonato piu’ grande del mondo pesa più di 8 chili.  Il piccolo è nato proprio in questi giorni in Indonesia ed è già una star. Suo il record per il neonato più grande. Il bambino non ha ancora un nome. A darlo alla luce la madre Ani, di 41 anni, in un ospedale di Kisaran, a nord dell’Isola di Sumatra, in Indonesia . I medici, ovviamente, hanno proceduto con un parto cesareo ed ora entrambi stanno bene, anche se appena nato, per lo sforzo, il piccolo è stato sottoposto ad assistenza respiratoria, per 5 minuti: ma immaginate la fatica della povera mamma nel portarsi in giro il suo bebé dei record per 9 mesi.

Quando è nato pesava esattamente 8,7 chilogrammi, per una lunghezza di 62 centimetri. La differenza con gli altri bambini presenti nel reparto maternità si è notata subito e non solo per le sue dimensioni: il suo pianto è decisamente più forte rispetto agli altri neonati. E per di più ha sempre fame.

Il bimbo è così grande poichè la mamma soffre di diabete ed è normale per le donne con questa patologia avere bambini dal peso superiore alla norma poichè il glucosio in eccesso presente nel circolo ematico della madre, va ad alimentare in maniera esponenziale le cellule del feto. I precedenti figli non sono mai scesi sotto ai 4 chili.  Ma l’ultimo genito è più del doppio!



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Diabete, un’iniezione ogni 7 giorni

giovedì 1 ottobre 2009 di Federico Illesi

iniezione diabetePer le persone con diabete si allontana il timore di dover vivere con la quotidiana ansia delle iniezioni giornaliere. Secondo quanto annunciato oggi in occasione dell’apertura dei lavori dell’EASD di Vienna, infatti, sono ormai evidenti i vantaggi ottenuti in termini di controllo glicemico e sicurezza da exenatide a lento rilascio, il trattamento della classe degli incretino-mimetici da somministrare una volta a settimana.

Confermata, inoltre, in tutti i lavori relativi a questa nuova formulazione disponibile in futuro in Italia, la decisa perdita di peso corporeo che permetterà di dare un taglio netto al binomio diabete-obesità. Exenatide nella sua versione giornaliera già disponibile in Italia dall’inizio del 2008, e in quella monosettimanale, sarà protagonista al congresso con oltre 20 presentazioni di studi differenti. Ma quelli più interessanti per il futuro della terapia sono quelli denominati DURATION, una serie di lavori destinati a valutare la superiorità di exenatide monosettimanale rispetto ad altri farmaci antidiabetici. DURATION 3 della durata di 26 settimane, ha posto a confronto, ad esempio, exenatide monosettimanale con la monosomministrazione giornaliera di insulina glargine in 467 pazienti diabetici di tipo 2 in trattamento con dosi stabili di metformina da sola o in combinazione con una sulfanilurea.

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Neonati sottopeso, la causa è genetica

lunedì 3 agosto 2009 di Silvia Lisciani

neonatil gene CDKAL1 noto agli scienziati perché coinvolto nello sviluppo del diabete di tipo 2 potrebbe essere anche la causa della nascita di bambini sottopeso. La scoperta è stata effettuata dai ricercatori del Children’s Hospital di Philadelphia e dell’ University of Pennsylvania School of Medicine e mette in evidenza una condizione poco usuale; quella in cui uno stesso gene è implicato sia in un evento prenatale che in uno che si manifesta avanti nell’età come il diabete di tipo 2.

Tale forma diabetica è dovuta alla produzione di scarsa insulina da parte del pancreas o alla incapacità dell’organismo di utilizzarla correttamente. É causata dall’interazione di fattori ambientali, come la cattiva alimentazione, l’avanzare dell’età e la scarsa attività fisica e da una predisposizione genetica. Ricerche precedenti, infatti hanno dimostrato che sono almeno 20 le varianti geniche che predispongono al diabete di tipo 2.

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Donare il sangue non fa bene solo agli altri, ma anche al donatore

sabato 18 luglio 2009 di Ilaria De Vito

sangue estateLa donazione del sangue “volontaria, periodica, responsabile, anonima e gratuita” (legge 219/2005) è svolta per il ricevente ma in realtà è anche a favore del donatore. Dati scientifici mostrano, infatti, che vi sono una serie di correlazioni cliniche tra donazione periodica di sangue e riduzione del rischio di malattie croniche gravi.

Da tempo esistono una serie di prove che dimostrano l’effettiva riduzione del rischio a contrarre una malattia cardiovascolare in soggetti che eseguono almeno una donazione di sangue l’anno. La protezione nei confronti di tali affezioni deriverebbe dai ridotti livelli di ferritina tissutale, e quindi di ferro, che sono conseguenti alla donazione di sangue periodica. È noto, infatti, che le femmine sono protette dall’aterosclerosi rispetto ai maschi, in virtù dei più bassi livelli di ferro tissutale. La mestruazione nelle donne causa una perdita ematica e quindi modula i depositi di ferro nell’organismo. I bassi livelli tissutali di ferro proteggerebbero contro la patologia aterosclerotica per effetto di una ridotta ossidazione delle lipoproteine a bassa densità associate al colesterolo.  

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Perdita della vista nei pazienti con diabete di tipo 1 rallentata

lunedì 6 luglio 2009 di Valeria Gatopoulos

perdita della vistaIl diabete di tipo 1 è tra i principali responsabili della cecità acquisita in età adulta, si calcola che il 50% dei nuovi malati tenda a manifestare problemi agli occhi e alla vista.
Micheal Mauer ricercatore presso l’Università del Minnesota ha condotto uno studio su alcune persone affette da diabete di tipo 1, che già presentavano un certo abbassamento della vista o una principio di cecità.

È emerso che gli antipertensivi come l’Enalapril o il Losartan possono essere utilizzati per il trattamento dei pazienti diabetici di tipo 1, questi farmaci sono in grado di far diminuire la pressione dei capillari oculari riducendo o meglio rallentando la progressione della cecità, alla fine della sperimentazione si è potuto, infatti, osservare un rallentamento progressivo del fenomeno che in alcuni casi ha raggiunto picchi del 70%.

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Diabete: Cerotti transdermici e somministrazioni settimanali

venerdì 29 maggio 2009 di Federico Illesi

cerotto diabeteNovità nelle modalità di somministrazione delle più recenti terapie per trattare il diabete. Exenatide, della classe degli incretino mimetici, è in attesa di autorizzazione per la nuova formulazione a rilascio lento che potrà essere somministrata una volta alla settimana. E’, inoltre, in studio una formulazione transdermica mediante applicazione di cerotto. Queste le novità presentate nel corso dell’AMD, il Congresso dell’Associazione dei Medici Diabetologi.

Per affrontare il diabete di tipo 2 saranno disponibili a breve nuove formulazioni che potrebbero influire radicalmente nella modalità di gestire la patologia. Le novità sono state annunciate oggi da Lilly durante il Congresso dell’AMD, l’Associazione nazionale dei Medici Diabetologi in corso a Rimini. Si tratta di una formulazione di exenatide a rilascio lento che potrà essere iniettata una sola volta alla settimana. Per questa formulazione Lilly, insieme ad Amylin Pharmaceuticals e Alkermes Inc., ha annunciato di aver presentato alla Food and Drug Administration l’NDA, ovvero una domanda di autorizzazione all’immissione in commercio. Exenatide è un farmaco della classe degli incretino mimetici, disponibile in Italia da oltre un anno, che, nell’attuale formulazione, deve essere somministrato due volte al giorno.

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Trapianto di cellule pancreatiche

giovedì 16 aprile 2009 di Valeria Gatopoulos

cellule pancreasI ricercatori dell’Università di San Diego in California in collaborazione con gli scienziati del Burnham Institute for Medical Research hanno effettuato uno studio con l’intento era quello di riuscire ad effettuare un trapianto di cellule pancreatiche per combattere il diabete di tipo 1 e il problema del rigetto.

I precursori delle cellule pancreatiche, in grado di controllare il livello di glucosio nel sangue, sono stati avvolti in una membrana di PTFE, queste cellule sono state trapiantate in due tipi di topi diversi, alcuni di questi erano affetti da immunodeficienza. I linfociti T sono in grado di distruggere le cellule B, deputate alla produzione di insulina, generando così una deficienza immunitaria. Il trapianto di queste cellule incapsulate fa si che le stesse non vengano riconosciuti come corpi estranei che scatenano una risposta immunitaria da parte dei linfociti T.

Sorpassato l’ostacolo di quello che potrebbe essere definito come un rigetto, le cellule trapiantate non essendo completamente formate e differenziate sono in grado di formare delle cellule Beta effettivamente in grado di produrre insulina.

Un risultato oltre le aspettative che forse potrebbe risolvere i problemi dei pazienti affetti da diabete di tipo 1.

[via MedGadget | foto wellcome]



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