
Arriva da New York la notizia che lo scheletro svolge un ruolo importante nella regolazione dello zucchero nel sangue. La scoperta, pubblicata sulla rivista scientifica Cell, è molto importante perché può portare allo sviluppo di farmaci più mirati per il diabete di tipo 2, disfunzione molto comune nel mondo occidentale che prevede un’alterazione nell’assorbimento del glucosio.
Guidati da Gerard Karsenty, presso la Columbia University Medical Center, i ricercatori hanno scoperto che la distruzione di osso vecchio (riassorbimento) è necessario per mantenere un sano livello di glucosio nel sangue. Il riassorbimento è un processo che si verifica normalmente nel corso della vita per far posto al nuovo osso, la squadra di Karsenty ha però scoperto che esso agisce anche per stimolare il rilascio di insulina nel sangue e migliorare l’assorbimento di glucosio nelle cellule di tutto il corpo.
Mangiare poco protegge dall’invecchiamento e dalle malattie. A confermarlo sono i ricercatori della Mount Sinai School of Medicine, guidati da Charles Mobbs, professore di neuroscienze e di medicina geriatrica e palliativa. In uno studio pubblicato dalla rivista Public Library of Science Biology gli scienziati hanno individuato nella proteina CBP (CREB-binding protein) la molecola alla base di questo processo.



Per le persone con diabete si allontana il timore di dover vivere con la quotidiana ansia delle iniezioni giornaliere. Secondo quanto annunciato oggi in occasione dell’apertura dei lavori dell’EASD di Vienna, infatti, sono ormai evidenti i vantaggi ottenuti in termini di controllo glicemico e sicurezza da exenatide a lento rilascio, il trattamento della classe degli incretino-mimetici da somministrare una volta a settimana.
l gene CDKAL1 noto agli scienziati perché coinvolto nello sviluppo del diabete di tipo 2 potrebbe essere anche la causa della nascita di bambini sottopeso. La scoperta è stata effettuata dai ricercatori del Children’s Hospital di Philadelphia e dell’ University of Pennsylvania School of Medicine e mette in evidenza una condizione poco usuale; quella in cui uno stesso gene è implicato sia in un evento prenatale che in uno che si manifesta avanti nell’età come il diabete di tipo 2.
La donazione del sangue “volontaria, periodica, responsabile, anonima e gratuita” (legge 219/2005) è svolta per il ricevente ma in realtà è anche a favore del donatore. Dati scientifici mostrano, infatti, che vi sono una serie di correlazioni cliniche tra donazione periodica di sangue e riduzione del rischio di malattie croniche gravi.
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Novità nelle modalità di somministrazione delle più recenti terapie per trattare il diabete.
I ricercatori dell’Università di San Diego in California in collaborazione con gli scienziati del Burnham Institute for Medical Research hanno effettuato uno studio con l’intento era quello di riuscire ad effettuare un trapianto di cellule pancreatiche per combattere il diabete di tipo 1 e il problema del rigetto.


