
Alcuni batteri anaerobi facoltativi hanno un potenziale curativo contro i tumori solidi dopo somministrazione sistematica. Sebbene tale attività sia nota, non è ancora chiaro come i batteri possano trovare ed invadere efficacemente un tumore. Tuttavia, questo è un aspetto importante da chiarire successivamente, semmai i batteri dovranno essere applicati per la cura contro il cancro. Al momento, avendo può essere ncessario testare nuovi batteri per tale attività. In tal modo avendo a disposizione più informazioni potrà poi essere piu semplice comprendere nel dettaglio tutti i meccanismi.

Grazie a un touch sensors la CompleteSpeech (Orem, Utah) ha realizzato un dispositivo, soprannominato Palatometer (in italiano potrebbe essere chiamato “Palatometro“) in grado di “percepire” il contatto della lingua sul palato durante la parlata.
Un semplice test della saliva per diagnosticare un tumore nella cavità orale: è questa la proposta di un gruppo di ricercatori israeliani, che hanno dimostrato che l’analisi di otto molecole presenti proprio nella saliva è sufficiente a rilevare la presenza del carcinoma orale a cellule squamose. La ricerca è stata pubblicata dal British Journal of Cancer e apre nuovi scenari sia nella diagnosi, sia nel monitoraggio post-operatorio dei pazienti affetti da questo tipo di cancro.
È made in Italy lo studio pubblicato sulle pagine della rivista Nature Structural and Molecular Biology in cui sono stati smascherati i meccanismi molecolari alla base dell’invasività dei tumori. La ricerca è stata condotta presso i la boratori dell’IRE (Istituto Nazionale Tumori Regina Elena) di Roma e ha dimostrato che i geni p53, E2F1 e ID4 promuovono la produzione di nuovi vasi sanguigni e, di conseguenza, la crescita e la diffusione del cancro.
Sembrerebbe il finale di una favola, invece ha solide basi sperimentali lo studio clinico pubblicato sulle pagine della rivista Cancer secondo cui lo huachansu, un medicinale cinese ottenuto dal veleno essiccato di rospo, aiuta nella cura di diverse forme di tumore. Ricercatori dell’Anderson Cancer Center (Università del Texas), in collaborazione con gli esperti dell’University Cancer Hospital di Shangai, hanno mostrato una riduzione della progressione del cancro al fegato, al pancreas e al polmone in pazienti sottoposti ad un trattamento clinico in fase I di sperimentazione.




