Antichi ferri medici

Trapanazione neurochirurgica dagli antichi Incas

venerdì 16 maggio 2008 di Alessandro Aquino

Trapanazione cranica

La procedura nota come trapanazione, in cui viene effettuato un foro nel cranio, è un’antica forma di neurochirurgia che viene svolta sin dall’età della pietra. Esattamente il motivo per cui popoli antichi effettuavano la trapanazione è rimasto una questione di dibattito: alcuni ricercatori sostengono che essa veniva effettuata per motivi medici, come oggi, mentre altri credono che veniva fatta per magia o per motivi religiosi.

Un nuovo studio americano condotto da due antropologi fornisce la prova che gli Inca eseguivano la trapanazione per il trattamento di lesioni encefaliche; che la procedura era di gran lunga più comune di quel che si è sempre pensato, e che i chirurghi Incas erano altamente qualificati con una conoscenza approfondita del anatomia del cranio e dell’encefalo.

Nella capitale Inca di Cuzco, in uno scavo, sono stati ritrovati 411 teschi, di cui 66 presentavano queste perforazioni di varie forme e dimensione. Più della metà sono di forma circolare, ma alcune sono irregolarmente ovali o quadrate, e uno (come in figura) è di forma rettangolare. I diametri dei fori circolari vanno da circa 0,3 – 7,3 cm.

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La neurochirurgia ai tempi dei Greci

venerdì 14 marzo 2008 di Alessandro Aquino

archeologia neurochirurgia
[AP Photo/Greek Culture Ministry, HO]

Questo scheletro, reperito da un recente scavo nella città di Veria, circa 75 km a ovest di Tessalonica, fornisce la prova che gli antichi Greci eseguivano già sofisticati interventi di neurochirurgia.

I resti, datati al 3° secolo a.C., appartengono a una donna di età di circa 25 anni, che sembra essere morta a seguito di un craniotomia fallita che è stata eseguita per il trattamento di un grave trauma cranico frontale. Tanto per intenderci è una metodologia che oggi viene eseguita , creando una breccia ossea temporanea, per poter diminuire la notevole pressione intracranica a seguito di un grave trauma cranico diretto.

Il grande buco sopra gli occhi, è proprio un taglio chirurgico, il che suggerisce che il cranio è stato perforato con strumenti specializzati e non con un semplice e forte colpo di pietra.

[via wtopnews | foto Greek Culture Ministry]



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Antichi gadget medici

martedì 19 dicembre 2006 di Federico Illesi

testa muscoli

Oggi vorrei segnalarvi un altro sito nel quale, oltre ad esporre antichi gadget medici, trovano anche spazio le vendite, grazie alla piazza più famosa per le aste: eBay.
Gli oggetti in vendita sono molti e, come visibile dopo la continuazione del post, variano dal raro nebulizzatore alle protesi, passando per le mappe anatomiche del 1800.

Se anche voi siete appassionati di queste antichità mediche o semplicemente siete alla ricerca di un regalo diverso dal solito vi consiglio di darci un’occhiata.

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Antico stetoscopio italiano

giovedì 21 settembre 2006 di Federico Illesi

stetoscopio antico

Un po’ di tempo fa avevamo presentato uno stetoscopio elettronico, ora invece eccoci catapultati ai primi del ‘900: quello che vedete in foto, benché abbia simili funzionalità di quello attuale, è costruito totalmente in legno.

É formato da uno stelo centrale, che svolge l’azione di “prolunga”, e da due campane amplificatrici rivestite in gomma vulcanizzata, utili per non infastidire il paziente con materiali freddi a contatto con la pelle. Inoltre, è completamente smontabile per facilitarne il trasporto.

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Set chirurgico viennese

venerdì 8 settembre 2006 di Federico Illesi

set viennese chirurgico antico

Un bellissimo set chirurgico viennese del XIX secolo in un raccoglitore di cuoio rivestito in seta e preservato in maniera eccellente.
Gli attrezzi sono quasi tutti originali dell’epoca, incluso il dispositivo per la rimozione dei polipi nasali simile ad uno del 1860 descritto nel libro di Elisabeth Bennion: Antique Medical Instruments.

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Perforatore con manico in ebano

giovedì 7 settembre 2006 di Federico Illesi

trapano cranio

Sopra un trapano perforatore del XIX secolo con manico in ebano e due posizioni per la punta.
La punta della trivella, al centro, serviva come guida per iniziare a perforare il cranio e successivamente, grazie alla levetta visibile sul fusto, veniva ritratta per evitare danni al cervello.

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