Anatomia

Bio-gel rigenera il tessuto cerebrale

domenica 6 settembre 2009 di Alessandro Aquino

Sviluppato un gel innovativo che potrebbe stimolare il tessuto cerebrale a rigenerarsi una volta iniettato nell’area del cervello lesionata. A mettere a punto il nuovo materiale e’ stato un gruppo di bioingegneri della Clemson University, secondo quanto riportato da un articolo pubblicato sul sito di Science Daily.

Dagli studi condotti, il gel composto da biomateriali sintetici e naturali ha il potenziale per stimolare la crescita delle cellule staminali neurali del paziente, riparando strutturalmente anche il sito cerebrale dove si e’ verificata la lesione. I risultati dello studio sono stati presentati in occasione del Military Research Forum che si e’ tenuto in Kansas. La conferenza e’ nata con lo scopo di migliorare la salute e il benessere generale delle forze armate americane, delle loro famiglie e dei veterani.

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Stonati, è tutta colpa del cervello

martedì 25 agosto 2009 di Silvia Soligon

cervello cuffieOre e ore di lezioni di canto sono del tutto inutili per chi nasce stonato: è questo il messaggio che sembra emergere dalle pagine del Journal of Neuroscience, dove ricercatori dell’Harvard Medical School spiegano le basi fisiologiche dell’amusia, un disturbo caratterizzato dall’incapacità di riconoscere o riprodurre i suoni musicali che colpisce dal 4 al 17% della popolazione. Il cervello degli individui stonati non sarebbe in grado di coordinare la musica e le parole.

La capacità di comunicare richiede la presenza di efficaci interazioni fra i neuroni del fascicolo arcuato (AF), un’area del cervello responsabile delle funzioni correlate al linguaggio. In particolare, è importante che la percezione e l’azione interagiscano in modo opportuno.

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Trapianto di ovaio

martedì 18 agosto 2009 di Alessandro Aquino

ovaio

Fra pochi anni sarà possibile procedere al trapianto di un intero ovaio prelevato e preventivamente congelato prima di una terapia. Il passaggio successivo sarà verificarne la funzionalità dell’ovaio reimpiantato. Per ora i test eseguiti su ovini, hanno funzionato. Per ora solo una donna ha beneficiato dell’impianto di ovaio fresco ed ha ottenuto buoni risultati.

Negli USA, alla Yale University hanno già proceduto a prelevare, congelare e scongelare delle ovaie umane con risultati buoni. Ora manca però il passaggio successivo, il reimpianto. Una strada che potrebbe essere promettente per tutte le donne che stanno per intraprendere cure, come la chemioterapia, che rischiano di andare incontro a sterilità.

Il 15% delle pazienti americane, spesso in giovane e fertile età, si sottopongono a terapie una volta giunte a diagnosi neoplastiche e spesso si sottopongono rinunciando alla maternità o diminuendo drasticamente la finestra riproduttiva. Oggi le strade percorribili sono il congelamento degli ovociti, quello degli embrioni (vietato in Italia) o di porzioni di tessuto ovarico.



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Neuroni fetali presenti anche nell’adulto

mercoledì 22 luglio 2009 di Alessandro Aquino

neuroneRicercatori del Baylor College of Medicine (Texas, USA) e dell’ Università dell’Alabama (USA) hanno effettuato uno studio sulla ciclo vitale dei cosiddetti subplate neurons, neuroni che durante lo sviluppo del feto controllano la formazione delle connessioni nella corteccia cerebrale; finora si pensava che dopo la nascita questi neuroni andassero tutti incontro a fenomeni di apoptosi, cioè di quella morte cellulare programmata e funzionale al corretto sviluppo dell’organismo.

Sorprendentemente invece circa il 10% di queste cellule ha mostrato di possedere ancora nell’adulto attività elettrica e la capacità di scambiare segnali chimici e quindi informazioni con altri neuroni.

Anche se il ruolo dei subplate neurons in un encefalo ormai strutturato non è ancora chiaro, sicuramente, secondo i ricercatori, la loro persistenza può aprire nuove strade nella cura delle lesioni cerebrali.

[BCM]



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Mallattia di Huntington: il ruolo delle proteine

martedì 14 luglio 2009 di Alessandro Aquino

Huntingtina

La malattia di Huntington è una malattia rara degenerativa del sistema extrapiramidale che rientra nel gruppo delle sindromi ipercinetiche. La malattia è stata descritta nel 1872 da George Huntington. Tale patologia si presenta con caratteristiche quali ereditarietà, disturbi del movimento, fra cui còrea (dal greco, danza), disturbi cognitivi e del comportamento. L’età d’esordio si colloca attorno ai 40-50 anni.

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Il cervello non va in vacanza

mercoledì 8 luglio 2009 di Alessandro Aquino

cervello

L’opportunità delle vacanze non si deve trasformare per il nostro cervello in una nuova dose di stress, alla ripresa della vita normale. E’ quindi meglio evitare lo ‘stop and go’, determinato dal brusco passaggio da un’attività frenetica a una povera di stimoli e sollecitazioni. Va mantenuto perciò il più possibile l’equilibrio di quest’organo, cercando di cogliere questa occasione per smaltire le scorie dello stress e abbassare quegli ormoni, come il cortisolo, l’adrenalina e la noradrenalina, che alla lunga possono essere mediatori di disturbi e malattie.

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Prototipazione rapida del nascituro

giovedì 2 luglio 2009 di Federico Illesi

feto prototipazione rapida

Una delle più belle esperienze per un genitore è osservare il neonato in pancia grazie a tecniche a ultrasuoni, ecografia in primis, meglio se di ultima generazione con la possibilità di visualizzare immagini 3D e 4D.

Gli studenti del Royal College of Art design hanno fatto un ulteriore passo per far “toccare con mano” il bimbo, quando ancora si trova nella pancia della mamma. Impiegando tecniche di prototipazione rapida, ben note all’industria, Jorge Lopes ha realizzato dei modelli perfettamente uguali al feto sfruttando le immagini (dati) provenienti dalla risonanza magnetica.

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Frequenze corticotalamiche

giovedì 2 luglio 2009 di Alessandro Aquino

TMS

Gli ultimi studi sulla corteccia cerebrale, hanno permesso di riuscire a capire le associazioni corticali, di poter operare in awake surgery, di lesionare in maniera minore il tessuto nervoso durante gli interventi di neurochirurgia. La mappatura cerebrale ha permesso di capire moltissime cose sul comportmento dell’uomo e sulle scelte sollecitate a determinati stimoli.

Uno studio pubblicato su The Journal of Neuroscience, prestigiosa rivista scientifica internazionale, intitolato “Natural frequencies of human corticothalamic circuits” ha permesso di scoprire come aree diverse della corteccia cerebrale umana oscillano secondo frequenze preferenziali quando direttamente perturbate.

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Con l’orecchio destro si ascolta meglio

mercoledì 24 giugno 2009 di Silvia Soligon

orecchio destroC’è chi dice che parlare all’orecchio sia cattiva educazione, ma a quanto pare dipende da qual è l’orecchio cui vengono rivolte le parole: in una serie di tre studi pubblicati dal giornale online Naturwissenchaften, Luca Tommasi e Daniele Marzoli dell’Università di Chieti hanno dimostrato che siamo più propensi a rispondere positivamente ad una richiesta se ci viene posta all’orecchio destro piuttosto che a quello sinistro.

Anziché condurre simulazioni in laboratorio, i due ricercatori italiani hanno studiato i comportamenti spontanei che hanno luogo nella vita di tutti i giorni; in particolare, le osservazioni sono state condotte in locali notturni molto rumorosi. Nel primo studio, gli individui sono stati osservati mentre parlavano con musica alta in sottofondo e nel 72% dei casi è stato rilevato che la comunicazione avveniva al’orecchio destro.

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Nanotubi e neuroingegneria

lunedì 9 marzo 2009 di Giulio Bernardinelli

microtubiI nanotubi, che spesso vengono ripresi in questi post, rappresentano senza dubbio una tecnologia che sarà alla base delle future terapie. A prova delle speranze riposte in questi prodigi dell’ingegneria vi sono continue pubblicazioni.

Tra queste, molto interessanti sono state le scoperte apparse nella versione online di Nature Nanotechtology dello scorso dicembre dove si ipotizza l’impiego di nanotubi per riparare le connessioni neuronali difettose.

In questo studio, nato da una collaborazione tra il laboratorio di neuroscienze dei microcircuiti del politecnico federale di Losanna, diretto da Henry Markram, dove lavorava anche Michele Giugliano ed i ricercatori dell’Università degli Studi di Trieste Laura Ballerini e Maurizio Prato, viene dimostrato che queste nanostrutture sono degli ottimi conduttori elettrici che si integrano bene nell’ambiente e sono in grado di generare un eccitazione neuronale.

Gli autori affermano che i risultati ottenuti fanno ipotizzare un prossimo utilizzo dei nanotubi come componenti dei bypass elettrici impiegati in casi di lesioni del sistema nervoso. Quindi, un sistema costituito da nanotubi e controllato da una corretta stimolazione sarà alla base delle future neuroprotesi.

[Fonte EPFL | Immagine Wikipedia]



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