Allergie

I microbi in gravidanza proteggono dalle allergie

giovedì 10 dicembre 2009 di Silvia Lisciani

batteri

L’esposizione delle donne in gravidanza ad alcuni batteri potrebbe favorire la nascita di bambini poco soggetti allo sviluppo di allergie. Lo hanno dimostrato diversi studi realizzati negli ultimi anni, tra cui quello pubblicato dai ricercatori della Phillips University di Marburg, in Germania, sulla rivista Journal of Experimental Medicine.

Durante la ricerca topi da laboratorio in gravidanza sono stati esposti a batteri, provenienti da animali da cortile, e la loro prole è risultata essere resistente a diversi allergeni. Secondo i ricercatori l’esposizione all’ambiente microbico provocherebbe una leggera risposta infiammatoria nella madre, caratterizzata dalla produzione di molecole del sistema immunitario; le citochine e i cosiddetti toll-like receptors. Quest’ultimi potrebbero essere essenziali per la trasmissione della protezione da madre a figlio, anche se non è ancora chiaro come possano evitare lo sviluppo di allergie nel corso della vita

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Nuova cura per l’asma

sabato 26 settembre 2009 di Federico Illesi

provette

Il Prof. Cristiano Rumio del Dipartimento di Morfologia Umana dell’Università degli Studi di Milano ed il Dott. Alessandro Perra, Direttore Scientifico dei laboratori di ricerca della GUNA Spa, hanno presentato questa mattina a Milano i sorprendenti risultati dello studio scientifico sugli effetti di bassi dosaggi di interleuchine nella cura dell’asma allergico, pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica internazionale Pulmonary Pharmacology & Therapeutics, indicizzata in Medline. La presentazione, svoltasi al Circolo della Stampa di Milano, è stata introdotta dal saluto del Presidente del Consiglio Comunale di Milano dott. Manfredi Palmeri, che si è complimentato con i ricercatori per l’eccezionale risultato conseguito, frutto di importanti sinergie sul territorio milanese.

Si tratta di risultati straordinari, che aprono una nuova frontiera sulle possibilità di utilizzo clinico di queste molecole biologiche (altrimenti non utilizzabili ad alti dosaggi farmacologici a causa dei gravi effetti collaterali) e delineano un nuovo scenario nella cura di tutte le malattie allergiche.

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La nostra difesa nell’intestino: il GALT

giovedì 14 maggio 2009 di Barbara Hugonin

esofagoIl nostro intestino oltre a svolgere un ruolo fondamentale nella digestione e nell’assorbimento dei nutrienti, è organizzato in modo tale da ispezionare e riconoscere le sostanze estranee che abbiamo introitato, rispondendo ad esse allo scopo di eliminarle. Questo meccanismo avviene perchè sotto la mucosa intestinale, esistono numerose cellule immunitarie che si organizzano nel formare le Placche di Peyer.

La mucosa intestinale quindi è ricca di cellule linfocitarie, che ispezionano l’ambiente e captano gli antigeni, spesso presenti nelle bevande e nei cibi, i quali rimanendo a stretto contatto con il lume, per consentire i meccanismi digestivi e di assorbimento, possono scatenare dei disturbi di varia natura, dovuti a reazioni di tipo infiammatorio.

Quindi L’intestino non è deputato solo alla digestione ma anche ala difesa dell’organismo, da quelle sostanze chimiche, veleni, principi attivi, che possono danneggiare l’organismo. Nel caso ad esempio dell’ingestione di cibi o bevande contaminati, il GALT, interviene bloccando l’azione dei microrganismi patogeni e delle tossine da essi prodotte.

Individuare questo tipo di sistema immunitario ha consentito di comprendere alcuni meccanismi alla base delle allergie e delle intolleranze alimentari, in quanto se l’organismo è sottoposto all’esposizione continuata di certi alimenti, si crea una reazione infiammatoria, spesso cronica, che puo’ determinare un cambiamento nelle nostre scelte alimentari.

E’ importante che si possa raggiungere un equilibrio intestinale, che consenta al corpo di adattarsi e quindi di eliminare tutto ciò, che risulta dannoso.



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Pnei: la scienza integrata che può spiegare alcuni perché

lunedì 4 maggio 2009 di Barbara Hugonin

psico neuro endocrino immunologiaLa PNEI (psico-neuro-endocrino-immunologia) è una disciplina che mette in luce la connessione tra sistema endocrino e sistema immunitario. Si è osservato infatti che traumi di natura emotiva, stress fisici e mentali, possono influenzare notevolmente il sistema neuro-endocrino, stimolando la natura delle risposte ormonali, che spesso interrompono il normale equilibrio corporeo.

Lo squilibrio neuro-endocrino comporta spesso un abbassamento delle risposte immunitarie, rendendo così l’organismo molto piu’ suscettibile. Questa teoria è il punto di incontro di diversi studi appartenenti alla Medicina Occidentale quanto alla Medicina Olistica ed, è indubbiamente la dimostrazione che l’asse mente-corpo controlla gran parte delle funzioni corporee interne.
Seyle nel 1943 pubblicò uno studio su Nature, nel quale si osservò che in un animale stressato avveniva una ipertrofia del corticosurrene, con atrofia del timo (sede della maturazione dei Linfociti T) ed infine lo sviluppo di ulcere.

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Pnei: psico neuro endocrinoimmunologia

lunedì 16 marzo 2009 di Barbara Hugonin

psiconeuroendocrinoimmunologia

La psiconeuroendocrinoimmunologia è la scienza che mette in relazione le variazioni delle condizioni ambientali, stress psicofisici, umorali, stanchezza, traumi, con la risposta dell’organismo, in particolare con lo scatenarsi della risposta neuroimmunitaria e neuroendocrina. Questa disciplina costituita da più scienze integrate tra loro, spiega alcune importanti forme di malattie croniche, causate spesso non  da turbe fisiologiche di tutto l’organismo, ma dalla reazione del sistema nervoso.  L’ipotalamo è il centro delle emozioni e registra le variazioni e gli stress che il corpo subisce,  inoltre fa parte del sistema autonomo ma anche di quello endocrino.   

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Allergie

lunedì 29 dicembre 2008 di Valeria Gatopoulos

allergia polline allergieSi parla spesso di allergie, ma pochi conoscono i meccanismi che le causano.
Le allergie sono causate dagli allergeni, antigeni che si trovano particolarmente stimolati da alcuni elementi con cui vengono a contatto.
L’allergia si manifesta in maniera piuttosto variegata, i sintomi più comuni sono asma, starnuti e tosse ripetuti e persistenti scaturiti dal nulla, prurito, vomito.

La reazione è strettamente connessa con la sensibilità dell’antigene. L’allergia quando si presenta per la prima volta, innesca una risposta immunitario-infiammatoria, che produce anticorpi, qualcuno di questi va ad attaccarsi ad una cellula che produce istamina, mastocita.

È proprio l’istamina, che stimolata dall’antigene inizia a produrre quella che è una risposta infiammatoria liberando sostanze chimiche, la dilatazione dei vasi sanguigni, operata da queste sostanze chimiche porta alla comparsa dei primi sintomi. Nei casi più gravi si giunge allo shock anafilattico, dove il meccanismo della vaso dilatazione è notevole e causa un brusco calo della pressione sanguigna.

Combattere le allergie è relativamente facile, debellarle è praticamente impossibile a meno che non scompaiano spontaneamente, tuttavia durante un attacco d’allergia vengono somministrati degli antistaminici, che contrastano l’azione dell’istamina. Nel caso dello shock anafilattico è opportuno intervenire tempestivamente con un iniezione di adrenalina.

In ultimo è bene far cadere il luogo comune dell’essere allergici a qualcosa, tipo il pelo del cane, in realtà non è il pelo in sè che provoca allergia, ma particolari proteine presenti su di esso, come nel caso del polline o degli acari della polvere.



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E se il problema fosse il detersivo?

venerdì 7 novembre 2008 di Federico Illesi

prodotti use detersivi

Non tutti sanno che nei detergenti comuni esistono degli agenti chimici che difficilmente vengono eliminati nella fase del risciacquo. Questi residui chimici, altamente allergenici, vengono infatti assorbiti dagli indumenti lavati, nonostante il risciacquo, per poi sprigionarsi a contatto con la pelle soprattutto in situazioni di sudorazione.

Il sudore innesca una reazione chimica che, in un processo a catena, fa sì che gli irritanti residui chimici, nonché i metalli pesanti in essi contenuti, rimangano a contatto per ore con la pelle determinando quella spiacevole sensazione di prurito tipica dei mesi estivi, e in molti casi vere e proprie dermatiti allergiche.

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Nasonex, contro il naso chiuso

giovedì 23 ottobre 2008 di Federico Illesi

Uno spot esemplificativo, creato dalla Euro RSCG Life (Shanghai), di ciò che si prova quando gli allergeni hanno la meglio e il nostro naso si “tappa”. Il messaggio è “Want to free your nose? Use Nasonex!”, ovvero “Vuoi un naso libero? Usa Nasonex!”.

Direttamente dal foglietto illustrativo (da leggere attentamente prima della somministrazione): Nasonex spray nasale è indicato anche nel trattamento dei sintomi della rinite allergica stagionale o perenne nei bambini di età compresa tra 6 e 11 anni. In pazienti con anamnesi positiva per sintomi di rinite allergica stagionale di entità da moderata a grave, il trattamento profilattico con Nasonex spray nasale può essere iniziato fino a quattro settimane prima dell’inizio previsto della stagione dei pollini. Nasonex spray nasale è indicato per il trattamento dei polipi nasali in pazienti adulti a partire dai 18 anni di età.



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Dermatite da cellulare

mercoledì 22 ottobre 2008 di Federico Illesi

dermatite nichel cellulare

La British Association of Dermatologists (BAD) ha recentemente pubblicato un report per avvertire le persone allergiche ai metalli ai rischi che corrono utilizzando il telefono cellulare.

Persone particolarmente sensibilizzate possono mostrare una allergia al nichel che si manifesta sulle zone della pelle esposte ad esso, causando dermatiti e rash. L’Unione Europea ha regolato per decreto legge la quantità di nichel che può essere contenuta nei prodotti che sono a contatto con la pelle, ma stando a quanto evidenziato in un articolo della rivista Nature le stesse monete da 1 e 2 euro eccederebbero tale limite.

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In sperimentazione nuovo vaccino per la tubercolosi

martedì 16 settembre 2008 di Giulio Bernardinelli

batteri tubercolosiDopo 80 anni, un nuovo vaccino per prevenire la tubercolosi inizia la sperimentazione sull’uomo. Il nuovo vaccino si basa su quello in uso dal 1921, a differenza del fatto che questo è stato geneticamente modificato per eliminare il cospicuo numero di casi insorti a seguito della vaccinazione stessa, evento che sta diventando sempre più diffuso.

Per questo motivo il professore Stefan H.E. Kaufmann, immunologo presso il Max Plank Institute (Berlino – Germania), ha voluto utilizzare la genetica per migliorare il vaccino oggi in uso che è costituito da patogeni vitali, il bacillo Calmette-Guérin.

La manipolazione, dando gli strumenti all’organismo per difendersi, permette di prevenire l’attivazione di una violenta risposta immunitaria che può essere potenzialmente pericolosa per l’uomo.

L’articolo con il quale sono stati accertati i risultati di questo vaccino è stato pubblicato da Leander Grode et al. su Journal of Clinical Investigations, August 18, 2005

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