Archivio di ottobre 2010

La stretta relazione tra diabete e ossa

sabato 2 ottobre 2010 di Ilaria De Vito

Arriva da New York la notizia che lo scheletro svolge un ruolo importante nella regolazione dello zucchero nel sangue. La scoperta, pubblicata sulla rivista scientifica Cell, è molto importante perché può portare allo sviluppo di farmaci più mirati per il diabete di tipo 2, disfunzione molto comune nel mondo occidentale che prevede un’alterazione nell’assorbimento del glucosio.  

Guidati da Gerard Karsenty, presso la Columbia University Medical Center, i ricercatori hanno scoperto che la distruzione di osso vecchio (riassorbimento) è necessario per mantenere un sano livello di glucosio nel sangue. Il riassorbimento è un processo che si verifica normalmente nel corso della vita per far posto al nuovo osso, la squadra di Karsenty ha però scoperto che esso agisce anche per stimolare il rilascio di insulina nel sangue e migliorare l’assorbimento di glucosio nelle cellule di tutto il corpo.

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Cellule artificiali: la nuova frontiera della terapia

sabato 2 ottobre 2010 di Barbara Hugonin

Sulla nota rivista Science è stata pubblicata una ricerca destinata a rivoluzionare il futuro della medicina: la nascita della vita artificiale cioè le cellule artificiali.

L’artefice di ciò è stato Craig Verter, scienziato di fama, protagonista nel 2000 del Progetto Genoma Umano, pioniere degli esperimenti di lungo corso ma anche personaggio criticato dalle commissioni etiche per i suoi interventi a favore della vita artificiale. L’esperimento è durato per circa  15 anni, allo scopo di creare un cromosoma artificiale, ottenuto da 4 frammenti di Dna di un batterio, il Mycoplasma mycoides, insieme a sostanze chimiche con il supporto di un sintetizzatore di Dna. Una volta ottenuto, il cromosoma artificiale è stato trapiantato in un altro batterio, privato del suo genoma, il Mycoplasma capriorum

La dimostrazione che si fosse arrivati alla creazione di una vita artificiale si è avuta dallo sviluppo di colonie batteriche, nelle quali era stato trasferito il gene per la sintesi del pigmento blu, che mostravano tutte lo stesso colore. Craig Verter spiega che il prodotto di questo esperimento non ha un’utilità pratica, ma trasferendo nel batterio un gene specifico, in grado di sintetizzare un determinato marcatore oppure di regolare una particolare funzione (metabolica, fagocitica,etc.), si possono ottenere risultati tangibili.

Le applicazioni di questo studio non sono solo un progetto aleatorio ma già un tentativo serio di innovare nel campo dell’immunologia, in particolare per la produzione di vaccini e nell’ambito delle scienze ambientali, soprattutto nella rimozione dei biocarburanti, degli inquinanti delle acque  e nella regolazione delle concentrazioni di anidride carbonica.

Questa ricerca ha suscitato varie e discordanti opinioni, lo stesso Presidente degli Stati Uniti,B.Obama, è molto cauto sull’utilizzo e sulle ricerche in materia di vita artificiale, tuttavia occorre precisare che le grandi e rischiose scoperte sono quelle che riescono in qualche modo a cambiare positivamente il corso della storia. Come le cellule staminali, la clonazione e la medicina rigenerativa anche la vita artificiale è e sarà sempre un campo controverso, tuttavia occorre dire che non si può frenare il progresso positivo, per la paura che il delirio di onnipotenza e gli interessi economici, mettano in pericolo l’umanità. Deve essere la legge in grado di salvaguardare il lavoro positivo e costruttivo di studiosi competenti   e  capaci.



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Un po’ di acqua per rinfrescare le idee

sabato 2 ottobre 2010 di Silvia Soligon

Bere acqua è importante anche per studiare in modo efficiente. La disidratazione ha, infatti, diversi effetti collaterali che interferiscono con le capacità cognitive: mal di testa, stanchezza, minore capacità di concentrazione e di attenzione e riduzione della memoria a breve termine. E le conseguenze possono essere anche più gravi: una ricerca condotta presso il King’s College di Londra ha dimostrato che in mancanza di una corretta idratazione la materia grigia può diminuire, rendendo più difficoltosi i ragionamenti. Basti pensare che sudare costantemente per 90 minuti è sufficiente a far perdere 1 litro di liquidi, tanto quanto basta per mandare in confusione il cervello.

Gli studenti sono, quindi, avvisati: per rendere il più possibile agli esami, soprattutto nel periodo estivo, è importante non dimenticare di bere a sufficienza, sia mentre si studia, sia durante l’esame stesso. I consigli arrivano direttamente dall’Osservatorio Sanpellegrino, da cui Alessandro Zanasi, docente dell’Università di Bologna, consiglia di bere acqua minerale ricca di calcio, un elemento indispensabile alla trasmissione degli impulsi nervosi. Anche magnesio e sodio, importanti per la regolazione del bilancio idrico, possono essere assunti semplicemente bevendo dell’acqua minerale. Più in generale, l’acqua reintegra liquidi e sali persi con la sudorazione senza, però, aggiungere calorie a quelle assunte con il cibo.

[immagine wikipedia]



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