Effetto placebo nell’arte

natura

Foto naturalistiche e riproduzioni di opere d’arte entrano nei luoghi ospedalieri e portano una ventata di speranza che aumenta la fiducia e infonde un generale benessere rispetto ad ambienti spogli. A dimostrarlo un’indagine italiana multicentrica, condotta in reparti oncologici italiani, presentata oggi in anteprima a Firenze, sede del primo esperimento “artistico”. Preferiti i paesaggi di paradisi naturali rispetto all’arte concettuale e astratta.

Non contiene alcun principio attivo ma ha un effetto benefico sulle persone malate e, un progetto internazionale da poco anche in Italia, sta per la prima volta tentando di misurarlo: è l’arte, sotto forma di fotografie paesaggistiche o opere pittoriche dei grandi maestri. Secondo i dati raccolti da un indagine condotta in tre centri ospedalieri italiani, i pazienti dei reparti di oncologia, vedendo arricchito l’ambiente in cui sono ricoverati, dimostrano un accresciuto senso di fiducia verso la propria condizione e la vita in generale.

«Ci rendiamo conto sempre più spesso che i pazienti che soggiornano negli ospedali hanno uno stato di depressione psicoemotiva che, oltre ad essere dettato dalla malattia, è anche determinato dagli ambienti che li circondano» ha dichiarato Francesco Di Costanzo Direttore dell’Oncologia medica di Careggi a margine del Convegno “Oltre le cure tradizionali… L’arte come terapia”. «Quando questi sono particolarmente confortevoli i pazienti, come è emerso dalla ricerca, sono più sereni e seguono meglio le indicazioni terapeutiche. L’oncologo – ha concluso Di Costanzo – deve quindi prestare sempre maggiore attenzione a ciò che può influire positivamente sulle emozioni dei pazienti».
Le immagini che hanno fatto parte della ricerca erano fotografie donate dalla Fondazione “Healing Photo Art” il cui presidente è la Sig.ra Elaine Poggi: «Ho iniziato ad interessarmi di questo aspetto in occasione della malattia di mia madre. Ho lasciato la mia famiglia a Firenze e sono andata tre mesi negli USA per assisterla. Guardavamo le pareti della stanza dell’ospedale: bianche e tristi. Ho deciso di decorare con le fotografie di Firenze e di paesaggi naturalistici da me scattate, la camera di mia madre, che ha immediatamente assunto un’atmosfera più confortevole, invitante e serena. Quando la storia di mia madre si è conclusa ho deciso di utilizzare le foto di cui sono appassionata per riempire tutti gli spazi degli ospedali del mondo che ne fanno richiesta». Oggi queste foto si trovano in tantissimi ospedali in Italia e nel mondo (USA, Brasile, Croazia, India, Cambogia, Turchia, Maldive, Polonia, Giappone, Venezuela, Ghana, Haiti, Malawi, Tanzania, Kenya, Rwanda, Guatemala).

Il progetto della Sig.ra Poggi è stato portato in Italia anche grazie al supporto di Lilly Italia. «Siamo felici di aver sostenuto la Fondazione dell’Arte – ha dichiarato Luciano Di Cecchi Responsabile dei rapporti con gli Advocacy per l’Italia – i cui scopi si sposano perfettamente con la visione Lilly da sempre vicina ai pazienti e familiari con l’obiettivo di migliorare la loro qualità di vita indipendentemente dal tipo di patologia che li colpisce o dal tipo di cure necessarie.»
Il disegno dello studio
Lo studio, svolto con il patrocinio del Gruppo Oncologico Italiano per Ricerca Clinica (Goirc) e grazie al supporto di Lilly, ha visto coinvolti 345 pazienti di tre strutture oncologiche ad Ancona, Perugia e Messina. I pazienti oncologici sono stati suddivisi in due gruppi: un “gruppo di studio” e un “gruppo di controllo”. A entrambi i gruppi è stato chiesto di compilare un questionario approfondito messo a punto da uno staff di psicologi con il compito di valutare la personalità dei malati e la loro percezione degli spazi di cura rigorosamente “neutri” senza foto né altri elementi decorativi particolari. A distanza di tempo, agli stessi soggetti, è stata chiesta la compilazione di un altro questionario. Questa volta però i padiglioni in cui era ospitato il gruppo di studio è stato arricchito con foto di paesaggi, mentre la degenza del periodo di tempo tra un questionario e l’altro per il “gruppo di controllo” si è svolta nello stesso ambiente neutro. L’analisi descrittiva ottenuta con i questionari ha permesso di individuare un trend in crescita del punteggio assegnato al sentimento di fiducia per il gruppo di studio, contrapposto al trend in discesa del gruppo di controllo. L’incremento nel punteggio di fiducia è di circa il 2%. Per i confronti fra gruppi è stato usato un test non parametrico di Wilcoxon.
Considerando tutti i pazienti dei gruppi di studio è emerso con chiarezza la loro preferenza per le immagini naturalistiche rispetto alle figure astratte di pittori famosi. Le immagini naturalistiche, infatti, alle persone piacciono abbastanza/molto (punteggio della scala Likert), in contrapposizione alle immagini astratte che piacciono poco (punteggio della scala Likert). Tali differenze sono statisticamente significative (test non parametrico di Wilcoxon).

Sempre con riferimento al gruppo di studio la stragrande maggioranza ha dichiarato di preferire in ogni caso ambienti “artistici” rispetto ai neutri. Il 3% del campione totale ha espresso di preferire una stanza di degenza senza immagini alle pareti, contro l’84 % che ha preferito stanze abbellite con quadri. Tale differenza è risultata statisticamente significativa (test del chi quadro).

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