Felicità, proprietà privata

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Ogni giorno desideriamo di poter essere felici.

Una parola, felicità. Una condizione, reale o inesistente. Una sensazione di natura sfuggente, impossibile resista perenne.

Felici  per star bene, si ma a quanto pare star bene solo con se stessi, perché probabilmente quando si è felici si ha meno bisogno di aiuto, di conforto.  Insomma la felicità ha anche dei lati negativi: rende egoisti, piu’ inclini a pensare a se’. Lo rivela uno studio della University of New South Wales (Sydney) pubblicato sul Journal of Experimental Social Psychology.

Gli psicologi hanno condotto diversi esperimenti su gruppi di studenti. Nel primo hanno indotto in loro buono o cattivo umore (con uno stratagemma che consisteva nel dire loro che avevano rispettivamente alte o scarse capacità cognitive).

Dopo di che,  gli esperti hanno dato loro 10 biglietti della lotteria e detto che potevano tenerseli per sé o decidere di darne qualcuno a qualche studente universitario. Ebbene i più felici preferiscono tenere tutti i biglietti per sé, quelli di cattivo umore li donano più volentieri.

A questo punto viene da pensare quando un tempo si era detto che la felicità era contagiosa e faceva bene alla salute.

Ebbene se la scienza è scienza possiamo credere che quando si è felici penseremo un po’ più a noi stessi e che saremo un po’ più sani, ma se la felicità è cosi sfuggente, come a noi tutti appare, quando la incontriamo non si può far altro che viverla, semplicemente!

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