Luna ed epilessia, ecco il legame biologico

lunaMelatonina e luna piena: sarebbe questa la ricetta per contrastare le crisi epilettiche. Ad affermarlo sono i ricercatori dell’Istituto di Neurologia dell’University College di Londra, che hanno dimostrato che il numero delle crisi epilettiche diminuisce quando la luna è nella sua fase di massimo splendore. Le basi biologiche di questo effetto potrebbero risiedere nel cosiddetto ormone del sonno, la melatonina, che è inibito proprio dalla luce. La notizia dello studio, coordinato da Sallie Baxendale, è stata riportata dalla testata inglese Daily Mail e ha permesso di chiarire ulteriormente l’ipotesi della correlazione tra le manifestazioni dell’epilessia e la quantità di luce presente nell’ambiente.

Le crisi epilettiche sono dovute a scariche elettriche anomale nelle cellule del sistema nervoso. Fra i principali fattori che favoriscono queste anomalie vi sono farmaci, dorghe o alcool, febbre, traumi cerebrali, tumori, carenza di sonno e fattori genetici e metabolici spesso ignoti. Inoltre, una recente ricerca condotta dalla stessa Baxendale aveva dimostrato che nelle giornate soleggiate gli episodi epilettici sono meno frequenti, suggerendo una prima correlazione tra la quantità di luce e le manifestazioni dell’epilessia.

Il nuovo studio ha esaminato le caratteristiche delle crisi epilettiche notturne e ha confrontato i dati con quelli della luminosità lunare, concludendo che durante le fasi di luna piena il numero di attacchi sono inferiori. Secondo Baxendale “questi risultati suggeriscono che le crisi epilettiche siano meno probabili nelle notti più luminose”.

I ricercatori ritengono che ciò potrebbe essere dovuto alla quantità di melatonina prodotta dall’organismo. Infatti nei pazienti affetti da epilessia i livelli di questo ormone, generalmente bassi, aumentano subito dopo le crisi; è stato, quindi, da tempo ipotizzato che la melatonina possa svolgere un ruolo protettivo nei confronti di questa patologia. Durante le notti più luminose le crisi epilettiche sarebbero meno frequenti proprio perché l’ormone è inibito dalla luce.

Fonte: Daily Mail

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