Infezioni da rotavirus

ospedale MEYER

Le infezioni da rotavirus, non sono solo la prima causa di gastroenterite acuta in età pediatrica, ma – come ha dimostrato il gruppo di ricerca diretto dal professor Maurizio de Martino, Direttore del Dipartimento di Pediatria dell’Università di Firenze e del Meyer, negli studi svolti con la dottoressa Elena Chiappini – si diffondono anche all’apparato respiratorio  e al fegato.
Di questo e di altri importanti aspetti di questo virus se ne è parlato a Firenze nel corso di formazione e aggiornamento dedicato al tema “Le gastroenteriti da rotavirus. Dalla dimensione epidemiologica alla prevenzione primaria”.

I rotavirus sono ubiquitari, ossia presenti in forma endemica. “Tutti i bambini vanno incontro ad infezione da rotavirus molto presto nella vita, di solito entro i primi due anni – spiega De martino. Poiché i rotavirus sono tanti, possono verificarsi più episodi durante questo periodo della vita”.

Le infezioni da rotavirus uccidono nel mondo 500.000 bambini l’anno. Di questi decessi ben l’85% avvengono o nei Paesi in via di sviluppo, dove la malattia è considerata  dall’Organizzazione mondiale della sanità una vera e propria emergenza sanitaria. Anche nei Paesi industralizzati, la gastroenterite da rotavirus è molto diffusa, ma raramente letale.

La malattia, tuttavia, comporta un aggravio importante della spesa sanitaria, sia per i costi  diretti (ricoveri, visite, cure) che per i costi sociali (giorni di lavoro persi).  «Si pensi che la  gastroenterite da rotavirus – spiega il professore –  é sicuramente la più grave con diarrea e vomito profusi e con febbre. La disidratazione che ne consegue é tale che circa un terzo dei bambini deve essere ospedalizzato per la reidratazione. E  l’ospedale non é mai una cosa gradevole per i piccoli pazienti.
A casa l’infezione porta ad alterazioni della qualità di vita significative per il bambino e per i genitori».

Il rotavirus non è solo l’incubo di tante famiglie. Una parte non indifferente delle infezioni nosocomiali sono da attribuire al rotavirus, con il conseguente impatto negativo dell’allungamento dei tempi di degenza per chi era in dimissione dopo un ricovero per altri motivi.

Uno studio stima che Italia ogni anno si verificano oltre 300.000 casi che vengono gestiti a domicilio, oltre 80.000 visite mediche e circa 10.000 ricoveri  ospedalieri.
Un virus su cui la ricerca è particolarmente attiva.

«Il mio gruppo, con la Dr.ssa Elena Chiappini – prosegue il professor de Martino – ha pubblicato per primi al mondo su riviste internazionali (tra cui il prestigioso Journal of Paediatrics) le prove che l’infezione da rotavirus non si limita al solo intestino ma si diffonde tramite il circolo al cervello soprattutto, anche ai polmoni ed al fegato. L’infezione da rotavirus é infatti una delle cause principali di convulsioni sia in corso di febbre che in apiressia».
Come affrontare un virus così pericoloso? La buona notizia è che è ora disponibile il vaccino, che viene somministrato per bocca nei primi mesi di vita.

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