Il granchio violinista che donerà la vista ai robot

wall-e robotLe capacita’ visive dei granchi possono servire da modello nella progettazione dei robot piu’ complessi. Scienziati australiani hanno documentato come il granchio violinista percepisce il mondo attorno, e come vi risponde. Questi animali hanno una visione a tutto campo grazie ad occhi composti da 9000 sfaccettature. Il loro campo visivo e’ stato mappato per studiare come le differenti parti aiutano l’animale ad interpretare cio’ che vede.

Da tempo si cerca di riprodurre le capacità sensitive e cognitive degli esseri viventi, sviluppando dei robot più o meno sofisticati. Con questo termine (dal ceco “robota” che significa “lavoro pesante”) si indica una qualsiasi macchina, che compie determinate azioni in base alle sue funzioni attraverso una supervisione diretta dell’uomo o autonomamente, utilizzando solo linee guida generali; questi compiti tipicamente sono utilizzati al fine di sostituire o coadiuvare l’uomo, come ad esempio nella fabbricazione, costruzione, manipolazione di materiali pesanti e pericolosi, o in ambienti proibitivi o non compatibili con la condizione umana o semplicemente per liberare l’uomo da impegni.

Nel campo medico i robot interagiscono con il corpo umano in modi davvero molteplici: esistono robot per la diagnosi, la chirurgia, la riabilitazione e l’assistenza.

Attualmente i robot sono per lo più dei computer, ancora lontani siamo dall’ottenere delle apparecchiature artificiali simili all’uomo, capaci di ascoltare, toccare, muovere, e addirittura vedere. L’aiuto che può venire dallo studio di modelli animali, come il granchio, è fondamentale, infatti solo conoscendo a fondo la natura si può essere capaci di riprodurla. 

Ma sebbene ottenere apparecchiature che possano aiutare l’uomo è sicuramente importante, rimane un quesito: quanto emulare la natura e l’uomo, potrà aiutare quest’ultimo?

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