Riparazione del midollo spinale

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Nel sangue esistono cellule in grado di riparare, o per lo meno di limitare, i danni di un trauma al midollo spinale. La scoperta, pubblicata su Plos Medicine e per ora dimostrata solo sui topi, arriva dai ricercatori del Weizmann Institute of Science di Rehovot in Israele e dell’Istituto Scientifico Universitario San Raffaele di Milano.

Quando il midollo spinale viene danneggiato le lesioni spinali non arrivano solo dal trauma, ma anche da una serie di eventi secondari legati alla risposta del sistema immunitario. A breve termine (nei primi 2-3 giorni dal trauma) è l’infiammazione che gioca un ruolo importante, mentre nelle settimane successive alla lesione possono verificarsi la cicatrizzazione della zona danneggiata e la formazione di una cisti, che provocano la perdita irreversibile della funzione che svolgeva il midollo.

Per questo i ricercatori, guidati da Michal Schwartz del Weizmann Institute e in collaborazione con l’equipe del San Raffaele di Gianvito Martino, hanno provocato lesioni spinali a dei topi, e durante la reazione infiammatoria post-trauma hanno visto che si verificava un effetto benefico e riparativo dovuto alle cellule del sangue. Con analisi piu’ approfondite hanno visto che i responsabili di questo sono i macrofagi, cellule del sistema immunitario capaci di rilasciare una potente sostanza antinfiammatoria, l’interleuchina 10.

Gli scienziati hanno quindi trapiantato in altri topi con lesioni al midollo degli speciali macrofagi che sotto una speciale luce si colorano di verde: hanno potuto così dimostrare che questi topi recuperavano piu’ in fretta i movimenti persi a causa delle lesioni. Inoltre, hanno scoperto che i macrofagi sono in grado di potenziare le capacita’ auto-riparative dei tessuti malati, evitando che si formino cicatrici o cisti sul midollo. L’iniezione delle cellule e’ pero’ risultata efficace solo se praticata nelle fasi immediatamente successive al trauma.

Secondo i ricercatori, questo studio apre ora due nuovi aspetti: da una parte chiarisce una volta di più che alcune cellule del sistema immunitario hanno una tale attività anti-infiammatoria che possono contribuire efficacemente a riparare danni ingenti al sistema nervoso conseguenti ad eventi di tipo traumatico o infiammatorio, e dall’altra suggerisce l’uso di tali cellule come strumenti terapeutici per limitare i danni provocati da importanti traumi midollari. I risultati suggeriscono anche una nuova via terapeutica basata sulla stimolazione del sistema immunitario, che potrebbe in futuro essere usata per curare anche disturbi cronici del sistema nervoso come l’Alzheimer e il Parkinson.

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