Arriva dall’oriente e si chiama Klotho. Fino ad oggi era conosciuto come il gene anti-invecchiamento, ma ora si sa che aiuta anche a ridurre la pressione arteriosa e a contrastare le complicazioni derivanti dall’ipertensione. La scoperta di Yuhong Wang e Zhongjie Sun, ricercatori dell’Oklahoma Helath Science Center, è stata pubblicata da Hypertension, la rivista dell’American Heart Association e apre il campo a nuove ricerche per l’ottenimento di nuovi farmaci di facile somministrazione che aiutino la terapia delle patologie associate alla pressione alta.
Livelli elevati di pressione sanguigna sono alla base di una serie di problematiche cliniche, come aneurisma arteriosi, infarti, ictus, altre malattie cardiovascolari e insufficienza renale. L’espressione di Klotho in ratti di laboratorio che sviluppano in modo spontaneo ipertensione e danni ai reni ha permesso di ridurre sia i livelli di pressione sanguigna, sia la degenerazione e la dilatazione dei tubuli renali, l’accumulo in questi ultimi di materiale proteico e di collagene e il collasso del glomerulo (una componente fondamentale del rene).
Nella popolazione umana esistono forti differenze riguardo l’abilità di eliminare dall’organismo l’arsenico assunto con la dieta. Dunque anche una diversa capacità di subirne l’azione tossica. Lo dimostra uno studio pubblicato su ACS’s Chemical Research in Toxicology.


Da tempo si parlava di un vaccino e i più sciettici credevano che mai e poi mai sarebbe stato disponibile prima dell’arrivo dell’inverno eppure il ministro del Welfare ha annunciato che le prime dosi saranno disponibili entro la prima metà di novembre.
Seguire una dieta povera di carboidrati e iperproteica è utile a far perdere rapidamente peso ma a lungo termine può avere degli effetti dannosi sulla salute; primo tra tutti l’aterosclerosi e la crescita anomala dei vasi sanguigni.
Una ricerca condotta dai ricercatori dell’università canadese McGill ha messo in relazione il consumo assiduo di birra e alcolici con l’insorgere di alcune tipologie di tumori.
Una proteina, la claudina 9, è necessaria per il corretto funzionamento dell’orecchio, e la sua alterazione potrebbe essere la causa della sordità di tipo ereditario. Lo rivela un recente studio pubblicato su PLoS Genetics e condotto dai ricercatori dell’università dell’Iowa.
Ore e ore di lezioni di canto sono del tutto inutili per chi nasce stonato: è questo il messaggio che sembra emergere dalle pagine del Journal of Neuroscience, dove ricercatori dell’Harvard Medical School spiegano le basi fisiologiche dell’amusia, un disturbo caratterizzato dall’incapacità di riconoscere o riprodurre i suoni musicali che colpisce dal 4 al 17% della popolazione. Il cervello degli individui stonati non sarebbe in grado di coordinare la musica e le parole.


