Morfolino, la nuova arma contro la distrofia miotonica

cellule muscolariUno studio pubblicato dalla prestigiosa rivista Science apre nuovi orizzonti nella terapia della distrofia miotonica, la forma di distrofia più diffusa in età adulta. I ricercatori del team di Charles Thornton dell’università di Rochester hanno utilizzato una molecola sintetica, il morfolino, per ristabilire le funzionalità muscolari in topi affetti da questa patologia, riuscendo, così, a contrastare quella che è generalmente riconosciuta come la causa scatenante di tutti i sintomi associati alla malattia.

La distrofia muscolare miotonica è caratterizzata da una progressiva perdita della forza muscolare e da miotonia, ossia da una contrazione muscolare persistente. Attualmente non esistono cure che ne impediscano completamente la progressione, ma è noto che il fattore scatenante è la produzione di una molecola di RNA tossica che è in grado di legarsi in modo anomalo ad alcune proteine, sequestrandole e, quindi, impedendone il normale funzionamento. Con il passare del tempo RNA e proteine formano dei depositi all’interno delle cellule; gli autori di questo studio hanno tentato una terapia innovativa in cui, eliminando tali depositi, è possibile ripristinare la funzionalità muscolare.

In particolare, topi affetti da distrofia miotonica sono stati trattati con il morfolino, che altro non è che una corta sequenza di oligonucleotidi, i mattoncini che costituiscono DNA e RNA. Esso è in grado di legarsi all’RNA tossico; ciò promuove la liberazione delle proteine sequestrate, fra cui muscleblind, una proteina coinvolta nel controllo delle cellule muscolari e in una serie di altre funzioni cellulari la cui alterazione porta ai segni tipici di questa malattia. Il suo rilascio porta al ripristino della funzionalità delle cellule muscolari. “Ci aspettiamo che liberando la proteina sequestrata molti dei sintomi della malattia possano potenzialmente essere corretti attraverso questo approccio”, ha dichiarato Thurman Wheeler, uno degli autori dello studio.

Questo studio dimostra che è possibile non solo prevenire il peggioramento della malattia, ma anche eliminarne sintomi dopo la sua comparsa. Secondo i ricercatori sarà, ora, necessario perfezionare il morfolino per poterlo somministrare ai pazienti. “Rispetto ai farmaci tradizionali, che agiscono sulle proteine, gli oligonucleotidi antisenso lavorano sull’RNA. Sono noti da circa 20 anni, ma solo di recente sono state comprese le loro potenzialità”, ha dichiarato Thornton. “Sono molto flessibili e possono essere sviluppati rapidamente”.

Fonte: Wheeler TM et al., Reversal of RNA Dominance by Displacement of Protein Sequestered on Triplet Repeat RNA. Science 17 July 2009: 336-339.

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