Novità sul fronte Alzheimer, una risposta positiva viene dal caffè

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A lungo si è discusso sui benefici e sugli effetti indesiderati della caffeina, ma da oggi, grazie ad una nuova ricerca, i cui risultati sono stati pubblicati sul Journal of Alzheimer’s Disease, forse anche i più scettici inizieranno a bere il caffè!

L’esperimento è stato condotto da un gruppo di ricercatori americani, su 55 cavie da laboratorio di circa un mese e mezzo, età che in proporzione corrisponde circa a 70 anni umani. Questi topolini sono stati precendentemente sottoposti ad alcuni test per la misurazione dell’attività cerebrale, in seguito è stata somministrata loro una dose giornaliera di caffeina pari a 400/500 grammi per un bimestre.

A seguito di questa “terapia” sono stati ripetuti gli stessi test cerebrali, è risultato che questi topolini, rispetto alle altre cavie, avevano dimezzato eccezionalmente la produzione di proteine beta amiloidi, responsabili del morbo di Alzheimer e di altre malattie neurodegenerative, il risultato dei test è stato confrontato con quello dei test eseguiti su altre cavie cui non era stata somministrata la caffeina.

Non è ancora chiaro se questa “terapia” possa o meno andar bene sugli uomini e nè si conosce la quantità di caffeina che eventualmente dovrebbe essere assunta dall’uomo, di fatto potrebbero essere più di 500 grammi al giorni (che corrispondono a 5 tazzine da caffè circa).

Bisogna attendere e sperare.

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Una risposta a “Novità sul fronte Alzheimer, una risposta positiva viene dal caffè”

  1. NEX-5 scrive:

    Argomento Matchless, è molto interessante per me))))

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