Micro elettrocorticografia

Micro elettrocorticografia

I neurochirurghi dell’Università dello Utah hanno sviluppato un array di elettrodi molto sottili che non penetrano la superficie del cervello per prevenire i potenziali effetti indesiderati tipici dei moderni elettrodi ad alta precisione.

L’esame è denominato micro elettrocorticografia (micro electrocorticography, ECoG) e gli array appena descritti hanno dimensioni talmente ridotte da poter pensare di lasciarli sulla membrana cerebrale in modo permanente e non solo durante particolari operazioni chirurgiche.

I ricercatori hanno testato l’efficienza dei microelettrodi andando a verificare le capacità di distinguere i segnali nervosi provenienti dal controllo dei movimenti delle braccia.
A due pazienti affetti da epilessia è stato chiesto di muovere il braccio destro e successivamente il sinistro per toccare un punto preciso su una tavoletta grafica. I segnali nervosi registrati sono stati messi in correlazione con i movimenti registrati dalla tavoletta e si è osservato che il dispositivo di microECoG è capace di distinguere i segnali di controllo del braccio destro e sinistro.

Al primo pazienti sono stati impiantati due array da 16 elettrodi ciascuno (matrice 4×4) distanziati di un millimetro. Dopo qualche settimana si è concluso che gli elettrodi così disposti sono troppo ravvicinati perché a distanza di un millimetro veniva misurato lo stesso segnale.

Al secondo paziente è stato impiantato un array da 30 elettrodi distanziati di due millimetri per diversi giorni.

In entrambi i casi si tratta di pazienti affetti da grave epilessia a cui era stato temporaneamente rimosso lo scalpo per esaminare e trattare l’area cerebrale responsabile degli attacchi.

[via medgadget | maggiori informazioni]

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