Un sorriso in corsia

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Sono passati 23 anni da quel 26 Aprile 1986, quando è esploso il reattore 4 della centrale nucleare di Chernobyl, in Ucraina, ancora oggi gli abitanti che sono stati evacuati il 27 Aprile dalla città di Pripyat, la più vicina alla centrale, aspettano di poter rientrare nelle loro case, la maggior parte di loro è malata di cancro o affetta da problemi alla tiroide.

La gran parte delle persone si è riversata nella capitale Kiev, alla ricerca di una cura, ma gli ospedali della capitale non sono in grado di sostenere l’emergenza sanitaria.

I più colpiti sono i bambini, malati colpiti dai tumori, loro non possono ricevere le cure necessarie, qui gli ospedali pediatrici non hanno nè farmaci, nè attrezzature, il loro budget è limitato e a dir poco insufficiente.

Per fronteggiare l’emergenza l’assiociazione Soleterre ha promosso “Un sorriso in corsia”, un progetto che permette tramite finanziamenti di terzi di fornire attrezzature mediche e farmaci.
Fin quando Soleterre non è giunta a Kiev le amputazioni venivano fatte con una sega a mano, oggi è possibile utilizzare una sega elettrica, non c’era una sala operatoria, oggi è attiva una sala operatoria che permette di operare con maggiore professionalità e sicurezza. L’ospedale viene periodicamente rifornito di flebo, di farmaci e di lenzuola e materiale sanitario di vario tipo e un’equipe di specialisti si occupa di sostenere psicologicamente i bambini e le loro famiglie che si sono spogliate di ogni avere per poter curare un figlio malato, sostenere un’associazione come Soleterre equivale a restituire un sorriso ai bimbi malati.

[Maggiori informazioni Soleterre.org]

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