Nuove frontiere terapeutiche per la Sclerosi Multipla

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Per esperienza personale ho potuto verificare che negli ultimi anni la Sclerosi Multipla (SM) colpisce sempre più ad esordio anticipato, quindi persone molto giovani, ma ho potuto anche apprezzare, avendo lavorato in un Centro di ricerca e cura per la Sclerosi Multipla, che le terapie di ultima generazione  ne rallentano visivamente la progressione, aumentando così anche la qualità di vita delle persone affette da SM.

La Sclerosi Multipla (SM) è una malattia infiammatoria cronica, autoimmune, che attacca il sistema nervoso centrale, si stima che solo in Europa ci siano oltre 400 mila pazienti, specie giovani adulti. Si manifesta a causa di un attacco da parte dello stesso sistema immunitario ai tessuti dell’ organismo stesso, motivo per il quale è definita “autoimmune”.

Nel caso specifico, l’oggetto dell’attacco è la guaina mielinica che ricopre le cellule nervose e permette il trasferimento del segnale dall’una all’altra, consentendo il movimento muscolare. Nell’ultimo convegno svolto a Milano dalla Società Europea di Neurologia è stato illustrato uno studio innnovativo che permetterebbe una terapia con qualche pillola al giorno per 4-6 giorni a settimana, con un secondo ciclo a distanza di un mese e poi più nulla per un anno.

Il farmaco è a base di Cladribine, una sostanza che agisce in modo selettivo sui linfociti, generando una immunomodulazione mirata e duratura i cui effetti durano un anno; è un farmaco rivoluzionario perché libera il paziente da una terapia quotidiana con una somministrazione prolungata nel tempo, ma anche perché ha dimostrato efficacia doppia, mostrando dopo sei mesi alla risonanza magnetica una riduzione dell’80% delle lesioni e un calo degli attacchi dell’85%.

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