Le cellule staminali trovano sempre più spazio nella terapia delle malattie cardiovascolari.
A confermarlo arriva la notizia del trapianto di staminali del cuore in un paziente affetto da scompenso cardiaco. L’intervento è stato condotto da ricercatori dell’Università di Louisville (Kentucky) ed è stato approvato dalla Food and Drug Administration, l’ente americano per la protezione della salute.
La possibilità di promuovere il differenziamento delle cellule staminali negli elementi che costituiscono il cuore è nota agli studiosi ormai da tempo, tanto che i casi di utilizzo di queste cellule per il trattamento di patologie come l’infarto miocardico acuto sono stati riportati già diversi anni fa sia in Europa, sia negli Stati Uniti. Fra le tecniche utilizzate sono l’infusione intra-coronarica (cioè l’introduzione nelle arterie coronarie) e l’impianto diretto durante un intervento chirurgico.


Brutte notizie per gli amanti della tintarella fuori stagione, le lampade abbronzanti sono cancerogene.
Sia i cibi grassi, sia quelli zuccherati agiscono sugli stessi circuiti cerebrali che vengono attivati dal consumo degli oppiacei. È questo il risultato di una ricerca presentata durante la conferenza della Società per gli studi del comportamento alimentare che si sta tenendo a Portland (Oregon). Oltre a delucidare i meccanismi alla base della cosiddetta “acquolina in bocca”, questo studio getta nuova luce sui meccanismi alla base dei disordini dell’alimentazione, come la bulimia.

Ogni volta che compiamo uno sforzo le cellule muscolari sono sottoposte a un intenso stress meccanico, ma la loro membrana le protegge da ogni tipo di danno. Una ricerca condotta all’Università dell’Iowa, pubblicata da PNAS, spiega come ciò sia reso possibile: la proteina alfa distroglicano agisce come un collante legando le cellule all’ambiente circostante e impedendone la rottura.
La nuova speranza nella terapia contro il cancro viene dalle nostre stesse cellule e si chiama Par-4. In uno studio pubblicato da Cell, ricercatori dell’Università del Kentucky, guidati da Vivek Ragnekar, hanno dimostrato che questa proteina può uccidere le cellule cancerose senza danneggiare quelle sane.
Il miglustat, un farmaco usato per la cura di alcune patologie rare come la malattia di Gaucher, sembrerebbe in grado di migliorare notevolmente i sintomi dei pazienti affetti da fibrosi cistica. Lo hanno dimostrato gli scienziati dell’Istituto di Biologia e Fisiologia Cellulare dell’Università di Poitiers.


