Osteoporosi: un problema sempre più diffuso a qualsiasi età

osteoporosi ossa

L’osteoporosi è un problema sempre più diffuso, in Italia ne soffrono circa 5 milioni di persone, di cui la percentuale maggiore è costituita da donne, intorno ai 50 anni. Tuttavia negli ultimi anni, arrivano dati abbastanza allarmanti riguardo l’aumento di casi di osteoporosi in ragazze molto giovani, un numero che riguarda anche i ragazzi e che si stima tra 10 anni possa raddoppiare. La causa principale: uno stile di vita fatto da un’alimentazione scorrettissima, vita sedentaria, chiusi in casa. In questo modo la perdita della consistenza ossea può progressivamente portare entro i 30 anni di età ad una riduzione del 15% di massa.

E’ necessario quindi svolgere un’azione preventiva sin dai primi anni di vita, per ovviare a quelle predisposizioni genetiche che potrebbero comporatre la comparsa di osteoporosi, un’alimentazione a base di vitamina D, una vita non sedentaria, sport all’aria  aperta e sole, fattori questi che aiutano alla fissazione della vitamina D.

Si è osservato che la somministrazione di vitamina D in donne tra i 55 e i 65 anni, ha ridotto del 30% l’incidenza di fratture al femore, che è una delle parti scheletriche più a rischio  dopo la comparsa dell’osteoporosi, insieme ai polsi e alle vertebre. Durante la menopausa infatti accade che la caduta degli estrogeni, provoca un aumento del ricambio e della perdita di cellule ossee, le quali diventano più fragili e soggette a fratture.

Quindi la carenza di estrogeni è una conseguenza fondamentale dell’osteoporosi, infatti sono molto predisposte le donne che hanno subito la rimozione delle ovaie, ragazze che hanno avuto la comparsa della prima mestruazione tardivamente (dopo i 15 anni), donne troppo magre con conseguente amenorrea e, sicuramente donne che hanno madri che ne hanno sofferto.

Un altro fattore di rischio è il fumo, infatti la nicotina determina la non deposizione della vitamina D nelle ossa.

La terapia per l’osteoporosi, oltre alla prevenzione, si basa sull’assunzione di calcitriolo e calcifediolo, che rappresentano la forma circolante di vitamina D, che viene assorbita dalle ossa per assimilare il calcio.

Diversi sono i farmaci in studio, ma merita una menzione il ranelato di stronzio, che oltre a diminuire il riassorbimento osseo, perchè inibisce la proliferazione degli osteoclasti, che distruggono le cellule ossee, determna anche la rigenerazione di nuovo tessuto. Questo principio attivo è stato testato in Inghilterra, su circa 1600 donne con osteoporosi ed in alcuni casi con delle fratture, dando come risultato, un miglioramento progressivo, a distanza di 3 anni, della densità ossea.

Ad oggi sono al vaglio tanti studi per migliorare e curare questa malattia sempre più diffusa, ma sicuramente si ha la certezza che la prevenzione va svolta da piccoli, per rinforzare la nostra struttura scheletrica.

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