Influenza suina ultime novità a Otto e Mezzo

influenza suina

Su LA 7, un acceso botta e risposta sull’influenza suina è stato portato avanti da ospiti di riguardo alla trasmissione Otto e Mezzo condotta da Lilli Gruber.

Francesca Martini, sottosegretario al lavoro salute e politiche sociali, continua a ribadire che in Italia non c’è alcun tipo di emergenza, i casi sospetti sono stati smentiti, siamo pronti a fronteggiare l’eventuale emergenza.

In realtà è vero che ci sono scorte di farmaci antivirali che coprirebbero un milione di persone, il 7% di tutta la popolazione italiana, un numero esiguo rispetto a quello che garantiscono gli altri paesi, ma il problema non è tanto la quantità di farmaci piuttosto è la forma in cui essi si trovano. Gli antivirali sarebbero, a detta del Professor Ignazio Marino della Commissione Sanità Senato, contenuti all’interno di grandi barili, sarebbero quindi in polvere e per essere utilizzati dovrebbero essere incapsulati, la procedura di incapsulazione è lunga e sarebbero necessarie circa 4 settimane per rendere il farmaco disponibile alla somministrazione.

E’ stata allertata in Italia la rete Influnet, 25 i laboratori allertati per gli esami di controllo, gli assessorati alla sanità sono stati ugualmente allertati, ed è stato attivato un numero verde 1500, dove un gruppo di persone competenti risponderà alle domande degli utenti dalle 08:00 alle 20:00 tutti i giorni. L’Istituto Farmaceutico Militare di Firenze si è interessato al caso e si è tempestivamente attivato.

Intanto in Messico i morti salgono a 152, il arriva in Spagna e in Irlanda dove i casi sono due dei neosposini di ritorno dal viaggio di nozze, e in Israele. l’allarme è salito a livello 4 su una scala di 6. La situazione pare sia stata all’inizio sottovalutata, per ora i morti sono soltanto in Messico, negli USA la situazione è sotto controllo, i malati ci sono ma si stanno curando negli ospedali.

Scendono alcuni titoli in borsa, salgono i titoli delle case farmaceutiche, la psicosi inizia a dilagare? Si temono ripercussioni sul regime alimentare, il consumo di carne suina potrebbe diminuire, in realtà non c’è nessun motivo che giustifichi l’esclusione di queste carni dalla dieta, in Italia i controlli sono ferrei, inoltre i trattamenti di stagionatura, nonchè la cottura del prodotto scongiurano il rischio di contagio, si ricorda inoltre che è il contatto diretto con l’animale infetto e vivo a trasmettere il virus o con persone infette, in Italia non si importa carne messicana.

Rimaniamo in attesa di eventuali sviluppi.

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3 Risposte a “Influenza suina ultime novità a Otto e Mezzo”

  1. rico scrive:

    Mi rode da parecchi giorni una cosa che mi frulla in testa prepotentemente e sarebbe: ma non può essere un assaggio di guerra battereologica?

  2. valeria gatopoulos scrive:

    Questo non può dirlo nessuno, se fosse così sarebbe semplicemente scandaloso!

  3. Osvaldo scrive:

    Ho visto in diretta la prima parte della trasmissione e sono rimasto “sconcertato” dagli interventi del prof. Marino, che pensavo fosse un professore affidabile e lo è di certo. Tuttavia va detto che:
    1) ci sono state polemiche infinite sugli “inutili farmaci” acquistati in occasione della SARS: si è fatto un favore alle imprese farmaceutiche! si è detto e scritto. Adesso si scopre che le dosi sono 40 milioni, il che vuole dire che poiché la terapia richiede tra 10 e 21 somministrazioni (lo dicono nella trasmissione), la terapia è “solo” per 4-6 milioni di persone. E le altre? si strappa i capelli il prof. Marino!!! Io non ci capisco più niente… ma non si erano buttati via milioni di euro??? boh
    2) il prof. Marino afferma “sono all’interno di grandi barili, sarebbero quindi in polvere e per essere utilizzati dovrebbero essere incapsulati, la procedura di incapsulazione è lunga e sarebbero necessarie circa 4 settimane per rendere il farmaco disponibile alla somministrazione”.
    Certo che sono in barili, ed il perché l’ha spiegato al TG1 un prof. del Farmaceutico Militare di Firenze che deve incapsularli: il farmaco in polvere si conserva per 10 anni, se lo incapsulano solo per tre anni. Peraltro la procedura di incapsulazione permette di preparare circa 70.000 capsule al giorno: ora dico io, PRESTO, FATE AUMENTARE RAPIDAMENTE IL CONTAGIO!!! :-)) perché altrimenti a chi le diamo? Vedete molta gente a giro a cui serve adesso il prodotto?
    3) ah, un chiarimento: il farmaco comunque può essere preso anche così com’è, in polvere: si scioglie nell’acqua e si beve. Quindi, l’incapsulamento è una operazione di comodità, per il trasporto ecc., ma non è che per quelle decine di casi che possiamo avere in questo momento non sia possibile fornire il farmaco, sotto forma di polvere.
    4) ed infine, la chicca. Cercate su YouTube “Garattini ad affari”, comunque questo è il link:
    http://www.youtube.com/watch?v=M4AScKASPlQ
    ed ascoltate verso la fine del filmato, diciamo gli ultimi due minuti, cosa afferma riguardo l’efficacia di quegli antivirali!…

    Mi piacerebbe avere l’opinione del prof. Marino su tutto quanto sopra.
    A mio parere non ha fatto una grande figura, ma ho letto invece commenti entusiasti di altri. Le lenti dell’ideologia? ciao

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