Sonda a ultrasuoni portatile grazie al telefonino

Gli ingegneri informatici della Washington University di St. Louis sono riusciti a portare gli strumenti medici ad un nuovo livello: alzi la mano chi non sognerebbe un ecografo talmente portatile da stare in tasca. Questo è proprio quello che hanno realizzato, grazie ad una sonda a ultrasuoni USB e uno smartphone.

Per rendere compatibile le sonde a ultrasuoni USB commerciali con la piattaforma Windows Mobile, William D. Richard, professore associato di informatica e ingegneria, e David Zar, ricercatore associato, hanno dovuto ottimizzare tutti gli aspetti relativi alla sonda, dal consumo energetico, alla velocità di trasferimento dei dati, agli algoritmi per decodificare i segnali, il tutto grazie ad un finanziamento di Microsoft stessa di 100.000 dollari.

Il risultato del loro lavoro ha risvolti molto interessanti. La medicina del ventunesimo secolo è dominata dalle immagini biomedicali, ma il 70% del mondo non ha accesso a TAC, risonanza magnetica e quant’altro. Già si pensa di impiegare questi strumenti nei paesi emergenti, dove i medici sono scarsi, ma quasi tutti hanno un cellulare: la vera telemedicina. La visione è quella di riuscire ad istruire alcune persone per l’ottenimento delle immagini da spedire poi via rete cellulare agli specialisti che potranno quindi decidere il da farsi.

Zar ha lavorato negli ultimi 25 anni alla riduzione dei sistemi ad ultrasuoni, portandoli dalla dimensione di una credenza a un singolo circuito di due centimentri e mezzo per sette e mezzo. La riduzione di dimensione ha anche ridotto i costi: una sonda ad ultrasuoni portatile (di quelle che in ospedale portano su un carrello) può costare anche 30.000 dollari, per quelle USB si parla di ridurre il prezzo fino a 500 dollari (circa 400 euro).

Un’altra applicazione interessante del sistema riguarda i malati di Distrofia Muscolare di Duchene. Questa malattia degenerativa non ha cura e spesso colpisce giovani verso la fine dei vent’anni. L’unica cosa che si può fare è ridurre l’avanzamento della malattia con dosi giornaliere di steroidi, accompagnate da molti effetti collaterali come problemi di comportamento e aumento di peso corporeo, tutti dovuti al sovradosaggio. Gli studiosi sanno però che con gli ultrasuoni sarebbe possibile misurare le condizioni dei muscoli e quindi adattare il dosaggio giorno per giorno, ma costringere il paziente a presentarsi giornalmente in ospedale non è una soluzione praticabile. Con uno smartphone e una sonda a ultrasuoni USB sarebbe invece possibile prelevare l’immagine, inviarla al medico ottenendo in risposta il dosaggio di steroidi che ottimizza l’effetto sulla malattia ma minimizza quelli collaterali.

I due ricercatori sono già in discussione con il Massachusetts Institute of Technology per integrare il loro gioiellino in una serie di esperimenti sul campo nei paesi in via di sviluppo, oltre che per i militari.

La sonda perfettamente funzionante è stata dimostrata al Microsoft Research Techfest 2009 in febbraio e presentata al World Health Care Congress 2009 a Washington D.C., tenutosi dal 14 al 16 aprile scorsi.

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