Nel sonno si riordinano i file

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Il sonno varia molto durante la notte, passando da fasi di quiete, note come fasi non REM (NREM), a fasi di forte attività cerebrale, fase REM. Le due fasi sono davvero molto diverse. La NREM è caratterizzata dal prevalere di onde lente.

Quando ci addormentiamo passando dalla veglia al sonno sempre più profondo, nel cervello cessa il predominio delle onde veloci (onde beta, 20-30 Hz, e gamma, 30-80 Hz), ed emerge un’oscillazione lentissima (0.5-1 Hz), la quale è l’anticamera di tutte le onde lente, i fusi del sonno (12-15 Hz), i complessi K, che sono delle ampie oscillazioni lente spesso seguite da fusi e che sono tipiche del II stadio del sonno, ed infine le onde delta (1-4 Hz).

Il significato fisiologico del sonno ad onde lente e più in generale del sonno, è il problema della fisiologia e della medicina del sonno. L’ipotesi è quella che il cervello, durante queste fasi, dia una sistemata a tutte le informazioni registrate durante la giornata sotto forma di sinapsi, riducendone il numero e il peso. Si avrebbe quindi un fenomeno di downscaling, ossia una sottotaratura delle sinapsi con conseguente eliminazione dei file inutili.

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