Donazione del cordone omebelicale: una scelta e un diritto

placenta e sacco amniotico

La donazione del cordone ombelicale è un atto decisamente importante che sin dal parto consente di assicurare  una possibilità di sopravvivenza maggiore per i propri figli ma anche per quelli altrui.  Il sangue cordonale, all’atto del parto, viene prelevato e conservato in apposite sacche sterili, in condizioni tali da essere conservato, per una durata di oltre 25 anni (se si pensa che il primo campione conservato risale al 1979 ed è ancora utilizzabile).

L’importanza di questo atto risiede nel fatto che  nel sangue cordonale sono presenti le cellule emopoietiche adulte, quindi non vi è alcuna implicazione etica, che nel caso di una donazione possono essere tipizzate, inserite nella banca dei Donatori di midollo osseo ed,   essere disponibili per soggetti compatibili geneticamente.  Quanti bambini malati di leucemia, in attesa di un donatore, potrebbero avere una speranza di salvarsi se aumentassero le donazioni e se le mamme, come loro diritto, potessero contare su una maggiore informazione ed un maggior supporto.

La potenzialità  delle cellule staminali presenti nel cordone offre un grande strumento per la ricerca applicabile al campo della medicina rigenerativa.

Oggi donare il cordone ombelicale è possibile tramite la donazione eterologa, in cui la mamma dona il sangue cordonale mettendolo a disposizione, mentre la conservazione autologa riguarda la conservazione propria del cordone ombelicale per il proprio nascituro, nel caso si voglia destinare tale conservazione  al proprio bambino ed anche ad altri soggetti compatibili si parla di donazione autologa solidale.

Purtroppo spesso si è costretti a ricorrere a centri privati anche esteri per godere di questa opportunità, occorre promuovere di piu’ questo discorso e sostenere le mamme in attesa con un’adeguata informazione.

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