Nanotubi e neuroingegneria

microtubiI nanotubi, che spesso vengono ripresi in questi post, rappresentano senza dubbio una tecnologia che sarà alla base delle future terapie. A prova delle speranze riposte in questi prodigi dell’ingegneria vi sono continue pubblicazioni.

Tra queste, molto interessanti sono state le scoperte apparse nella versione online di Nature Nanotechtology dello scorso dicembre dove si ipotizza l’impiego di nanotubi per riparare le connessioni neuronali difettose.

In questo studio, nato da una collaborazione tra il laboratorio di neuroscienze dei microcircuiti del politecnico federale di Losanna, diretto da Henry Markram, dove lavorava anche Michele Giugliano ed i ricercatori dell’Università degli Studi di Trieste Laura Ballerini e Maurizio Prato, viene dimostrato che queste nanostrutture sono degli ottimi conduttori elettrici che si integrano bene nell’ambiente e sono in grado di generare un eccitazione neuronale.

Gli autori affermano che i risultati ottenuti fanno ipotizzare un prossimo utilizzo dei nanotubi come componenti dei bypass elettrici impiegati in casi di lesioni del sistema nervoso. Quindi, un sistema costituito da nanotubi e controllato da una corretta stimolazione sarà alla base delle future neuroprotesi.

[Fonte EPFL | Immagine Wikipedia]

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