I viaggi della speranza, speculazioni sulla sofferenza

staminali iene

MILANO: Non hanno tardato ad arrivare le polemiche sul servizio delle staminali, andato in onda venerdì 27 febbraio a “Le Iene”. A dissentire ci ha pensato, il Professor Gianvito Martino direttore responsabile del Div. Neuroscienze IRCCS, adirato dalla rappresentazione di una realtà inesistente.

Nel servizio venivano proposti i cosìdetti viaggi della speranza: persone affette da malattie neurodegenerative si recavano in Thailandia o in Cina per sottoporsi ad una cura a base di cellule staminali ombelicali.

La questione più controversa riguarderebbe il carattere sperimentale della terapia:

“L’onere della prova dovrebbe essere a carico dello sperimentatore, in questo caso stiamo facendo arricchire lo sperimentatore senza dare una garanzia di salute al paziente. Che gusto ci sarebbe a trattenere un paziente in Italia se si sapesse che esiste una cura risolutiva dall’altra parte del mondo, cos’è masochismo?”- controbatte il medico

Secondo punto della discussione è l’effettiva possibilità di guarigione o miglioramento, non sono stati forniti da parte degli stessi ricercatori cinesi dati indiscutibili, nonostante tutto i suddetti continuano a sostenere di aver curato l’80% dei pazienti. L’apparente miglioramento, secondo il Professor Martino, sarebbe connesso all’effetto Placebo, alla dimensione psicologica del paziente fiducioso.

Ci hanno avvisato non tutti i risultati sono positivi, [..] però uno prova o va benino o saremmo un altro tassello del loro esperimento. Non siamo riusciti ad ottenere un gran chè dal dottore con cui avevamo chiesto di parlare […] siamo riusciti ad ottenere un colloquio di 5 minuti interrotto perchè il medico diceva di non capire il nostro inglese.- Questa la dichiarazione di una signora moglie di un uomo che prima di morire di tumore alla prostata si era sottoposto a questa cura sperimentale.

Dopo l’iniezione delle staminali la clinica è abituata ad eseguire un ciclo fisioterapico e l’agopuntura, che sarebbero le uniche terapie con un riscontro effettivo.

“Dopo due o tre giorni il medico- continua la signora- è arrivato insieme alla sua equipe, ha chiesto a mio marito d’alzarsi in piedi […] e ha detto che era ormai migliorato. In realtà era uguale a prima […] abbiamo discusso con i medici dell’equipe che giorno dopo giorno alla fine ci hanno dato ragione. E’ stato difficile fargli accettare che non era successo niente. Questo non è lo spirito di uno che fa un esperimento, è lo spirito di uno che cerca di raccattare! […]. C’erano delle persone che erano veramente convinte di aver ripreso forza. C’era una signora inglese che quando è entrata non sapeva alzare il cucchiaio e quando è uscita non sapeva alzare il cucchiaio, non ho capito questa forza in più cosa potesse essere-“

 La signora parla dell’effetto placebo, lo stesso che era stato proposto dal Professor Martino.

Giulio Golia ha poi intervistato un’altra donna che tempo fa ha deciso di affrontare il suo viaggio della speranza

“Ho la Sclerosi Multipla, […] nel mio caso i farmaci non servono a nulla, così sono andata in Cina 3 anni fa. Ho speso 20 mila dollari […] Non credevo al ritorno di scendere dall’aereo con le mie gambe, ma speravo di essere un po’ più autosufficiente di quello che sono adesso. Non lo consiglio perchè non ci sono grandi risultati, consiglierei alle persone in Italia di fare qualcosa perchè si faccia ricerca, qui per la ricerca si fa ben poco. […] invece di pensare agli embrioni che non diventeranno mai esseri umani, pensare agli esseri umani che esistono e che sono malati, che fanno una vita difficile e che sono un peso per la società, perchè noi siamo invalidi già a 30 anni. […] Se riuscissero a farci stare meglio, a renderci un po’ più autosufficienti, sarebbe già un qualcosa senza aver bisogno che la gente si indebiti per andare in Russia, in Cina, in Thailandia dove non sai cosa ti succede.”

Nessuna garanzia, nessun riscontro, tanta l’insoddisfazione, questa è l’altra faccia della medaglia dei viaggi della speranza.

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2 Risposte a “I viaggi della speranza, speculazioni sulla sofferenza”

  1. Beike scrive:

    La verità è che i pazienti sono di un centro scredidato a pechino e che Martino parla senza conoscenza di causa.

  2. E si torna a parlare di cellule staminali - BioBlog scrive:

    […] scienziati, medici e ricercatori che accusava il programma di infondere false speranze nei malati. (qui la risposta dei ricercatori e dei medici […]

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