Archivio di marzo 2009

Batuffoli di cotone nell’ombelico

martedì 31 marzo 2009 di Federico Illesi

cotone ombelicoGeorg Steinhauser, un ricercatore dell’Università della Tecnologia di Vienna, ha affrontato un grosso mistero in cui quasi tutti giornalmente incappiamo: la formazione di batuffoli di cotone nell’ombelico. Dopo tre anni di ricerca e ben 503 batuffoli analizzati, Steinhauser crede che siano gli stessi peli addominali a guidare le fibre dei vestiti direttamente nell’ombelico.

L’articolo è stato da poco pubblicato sulla rivista scientifica journal Medical Hypotheses intitolato “The nature of navel fluff” e avanza alcune ipotesi su questo curioso fenomeno. In particolare sembra che ad esserne affetti siano quasi ed esclusivamente i maschi adulti.

Analizzando queste formazioni, Steinhauser ha ipotizzato che siano gli stessi peli addominali, le persone depilate o naturalmente prive non hanno questo fenomeno, a condurre e fondere assieme le fibre di tessuto staccatesi dagli indumenti, assieme a residui di pelle morta e grasso.

Per cui se i batuffoli di cotone vi danno fastidio e desiderate non averne più, la soluzione emersa dallo studio è quella di depilarsi quantomeno l’addome.

[via medgadget | foto flickr | maggiori informazioni]



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Osteoporosi, i dati

lunedì 30 marzo 2009 di Federico Illesi

osteoporosi ossa

L’osteoporosi è una malattia cronica, debilitante che rende le ossa porose e fragili.1 Provoca diminuzione della densità e della qualità delle ossa, indebolimento dello scheletro e accresciuto rischio di fratture, particolarmente dei corpi vertebrali, di polso, femore, bacino e arti superiori.2 Se non si interviene con la prevenzione o la cura, l’osteoporosi può progredire in modo asintomatico sino alla frattura dell’osso.3 L’osso è un tessuto vivo con una superficie esterna dura, compatta (osso corticale) e da un interno ‘spugnoso’ (osso trabecolare).

Sino ai 30 anni il corpo continua a costruire la massa ossea, dopo di che inizia a sostituire l’osso vecchio con uno nuovo (riassorbimento e ricostituzione). Nel tempo, il riassorbimento supera la ricostituzione causando una perdita di densità dell’osso e alla fine l’osteoporosi.4 Le donne in post-menopausa sono esposte a un rischio maggiore di osteoporosi perché gli estrogeni, che diminuiscono con la menopausa, giocano un importante ruolo protettivo sull’osso. L’osteoporosi e le fratture ad essa imputabili sono una delle principali cause di morbosità e mortalità.

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Denosumab

lunedì 30 marzo 2009 di Federico Illesi

amgenDurante gli anni ’90, gli studiosi del programma di ricerca di farmaci genomici di Amgen hanno identificato una proteina precedentemente inesplorata, che è sembrata essere coinvolta in maniera specifica nella densità ossea. Una inequivocabile radiografia ha aperto una nuova strada all’esplorazione scientifica e allo sviluppo clinico di Amgen e ha fatto sì che la società potesse offrire al mondo scientifico una nuova comprensione del pathway per il metabolismo osseo.

Un programma di sviluppo che pensa al futuro

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OPG contro RANK Ligand Pathway

lunedì 30 marzo 2009 di Federico Illesi

opg ossa osteoporosi

Alla metà degli anni 90, gli scienziati di Amgen impegnati nella ricerca di farmaci genomici identificarono una proteina e un signalling pathway che ha rivoluzionato la conoscenza del mondo scientifico nel campo della biologia ossea e dato il via a una nuova esplorazione scientifica e ad un nuovo sviluppo clinico presso Amgen. Grazie a un intenso lavoro scientifico, Amgen ha scoperto il RANK Ligand pathway e dimostrato il suo ruolo nella biologia dell’osso identificando specificatamente l’osteoprotegerina (OPG).

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Incidenza dell’osteoporosi in Europa

lunedì 30 marzo 2009 di Federico Illesi

osteoporosi ossaL’osteoporosi colpisce milioni di persone in tutto il mondo e ha un impatto significativo sulla morbidità e sulla mortalità. I rilevanti costi economici e sociali sono associati alla cura dei pazienti che sviluppano fratture e l’incidenza dell’osteoporosi e i suoi costi associati continuano a crescere. Di conseguenza, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO, World Health Organization) ha identificato l’osteoporosi come una priorità sanitaria a livello mondiale.

Prevalenza

L’osteoporosi è una malattia asintomatica e spesso passa inosservata fin quando non si verifica una frattura da fragilità ossea, solitamente a livello delle anche, delle vertebre della spina dorsale o dei polsi. In Europa, circa il 30% di tutte le donne in post menopausa sono affette da osteoporosi e più del 40% di queste presenterà fratture osteoporotiche nella loro vita. Inoltre, il 15-30% degli uomini svilupperà almeno una frattura da fragilità ossea.

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Osteoporosi: buone notizie da Atene

lunedì 30 marzo 2009 di Federico Illesi

ecceo congresso osteoporosiIn occasione del Congresso Internazionale sull’Osteoporosi ECCEO 09 appena conclusosi ad Atene  sono stati presentati gli ultimi dati sulla patologia che colpisce milioni di persone in tutto il mondo e ha un impatto significativo sulla morbidità e sulla mortalità. Le ultime indagini rivelano, inoltre, che i notevoli costi economici e sociali – associati alla cura dei pazienti che sviluppano fratture – e l’incidenza dell’osteoporosi continuano a crescere.
 
Durante i lavori del Congresso è stato presentato un nuovo farmaco rivoluzionario, disponibile in Italia entro i prossimi 2 anni:  
è la prima volta infatti che un anticorpo monoclonale viene usato nel trattamento dell’osteoporosi e il meccanismo innovativo di questo anticorpo lo rende del tutto affidabile sul target terapeutico.  I risultati sono molto positivi e sono i migliori ottenuti fino ad oggi.

Di seguito a questo post sarà pubblicato il materiale informativo di approfondimento fornito dall’agenzia Pepe Rossi & Partners.



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La salute prima di tutto

lunedì 30 marzo 2009 di PensieriParole

Ci sforziamo di conservarci in salute per poter morir bene di radiazioni o di aria avvelenata.

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Salute fai da te

domenica 29 marzo 2009 di Federico Illesi

Anno II, numero XII

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In questo numero:

  • Sbiancamento dei denti fai da te
  • FiatLux, visualizzazione immagini biomediche
  • Il fiume. Un viaggio verso la sorgente dell’HIV e dell’AIDS
  • Esperimento ad alta quota
  • Ossimetro e monitoraggio dei fluidi corporei con Rainbow SET
  • Bioingegneria tissutale: staminali per la mandibola
  • La coscienza di Franklin


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Nel sonno si riordinano i file

sabato 28 marzo 2009 di Alessandro Aquino

dormire computer

Il sonno varia molto durante la notte, passando da fasi di quiete, note come fasi non REM (NREM), a fasi di forte attività cerebrale, fase REM. Le due fasi sono davvero molto diverse. La NREM è caratterizzata dal prevalere di onde lente.

Quando ci addormentiamo passando dalla veglia al sonno sempre più profondo, nel cervello cessa il predominio delle onde veloci (onde beta, 20-30 Hz, e gamma, 30-80 Hz), ed emerge un’oscillazione lentissima (0.5-1 Hz), la quale è l’anticamera di tutte le onde lente, i fusi del sonno (12-15 Hz), i complessi K, che sono delle ampie oscillazioni lente spesso seguite da fusi e che sono tipiche del II stadio del sonno, ed infine le onde delta (1-4 Hz).

Il significato fisiologico del sonno ad onde lente e più in generale del sonno, è il problema della fisiologia e della medicina del sonno. L’ipotesi è quella che il cervello, durante queste fasi, dia una sistemata a tutte le informazioni registrate durante la giornata sotto forma di sinapsi, riducendone il numero e il peso. Si avrebbe quindi un fenomeno di downscaling, ossia una sottotaratura delle sinapsi con conseguente eliminazione dei file inutili.



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Eradicazione del morbillo

venerdì 27 marzo 2009 di Alessandro Aquino

Uno degli obiettivi da parte dell’OMS è l’eliminazione entro il 2010 del morbillo almeno in Europa. Si hanno dei dubbi rispetto a questo proposito che emergono da un recente studio pubblicato su Lancet che segnala l’Italia, insieme a Gran Bretagna, Svizzera, Romania e Germania, come paese ancora a rischio.

Per raggiungere l’obiettivo dell’eradicazione occorre che il 95% della popolazione infantile venga vaccinato, ma in molti paesi europei, tra i quali persino il Regno Unito, siamo all’85%, in Italia all’89%.

Esistono anche casi importati (210), più della metà provenienti da altri Paesi europei ed il 20% dall’Asia. Notizia positiva, ma non tale da far sperare ad una eradicazione entro il 2010, nel mondo: sono calati i decessi del 74% tra il 2000 e il 2007, da 750.000 a 197.000.



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