Cervello maschile e cervello femminile, una risposta viene dall’arte

Cervello di Charles Babbage

Il professor Francisco Ayala, come mostra un servizio della BBC, ha effettuato uno studio su 20 persone, 10 uomini e 10 donne mostrando loro alcune foto e alcuni dipinti. L’attenzione dei primi cadeva sull’opera d’arte nel suo insieme, mentre le seconde tendevano a concentrarsi sui minimi particolari.

La ragione di questi approcci diversi è da ricercarsi in un diverso utilizzo degli emisferi cerebrali: le donne infatti utilizzerebbero entrambi gli emisferi, gli uomini uno solo. Dalla misurazione dei campi magnetici emessi dal cervello, è risultato che il sesso forte utilizzi soltanto il così detto lobo parietale, quest’ultimo sarebbe in grado di dare una percezione spaziale, elaborare l’esatta sequenza delle azioni da compiere.

Il tutto dipenderebbe da un’evoluzione del cervello avvenuta migliaia di anni fa! Nel momento in cui sarebbe avvenuta la differenziazione dei ruoli il cervello si sarebbe adattato ai nuovi compiti. Per esempio l’uomo destinato alla caccia avrebbe dovuto avere, come infatti è avvenuto, una concezione spaziale ampia, una visione d’insieme per poter osservare tutto, la donna invece la cui principale attività sarebbe stata badare alla prole e alla casa, avrebbe dovuto avere una maggiore attenzione ai particolari.

Potrebbe far riflettere il fatto che l’uomo si sappia orientare meglio della donna, in certi casi riesce ad andare ad intuito, mentre la donna ha bisogno di punti di riferimento, un negozio, una casa, ecc…

Questa maniera di guardare il mondo seguirebbe le stesse dinamiche del giudizio artistico. Gli studi proseguiranno, ma questa potrebbe essere l’ennesima prova che il cervello maschile e quello femminile elaborino e ragionino diversamente!

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2 Risposte a “Cervello maschile e cervello femminile, una risposta viene dall’arte”

  1. Marco B. scrive:

    Sinceramente penso che sia difficile dare una credibilità assolutamente scientifica a questo: ciascuno di noi è troppo coinvolto e il peso degli assunti teorici -indimostrati- è troppo forte nel far interpretare dati non molto eloquenti in un modo o nell’altro. C’è poi da chiedersi da dove nasca la passione di affrontare questi agomenti in una maniera così greve, oggettivizzante, tipicamente richiamando progenitori animali o uomini primitivi e tralasciando completamente che essere complesso sia diventato oggi l’uomo. Per me è già una mancanza di rispetto credere di poter misurare dei pensieri o degli atteggiamenti tramite sostanze chimiche o rilevazioni di altro tipo, come se non fosse invece vero che l’unico che conosce un pensiero, a volte, e neanche troppo bene, è chi lo formula e le prove indirette di quell’idea, quelle fisiche, sono così vaghe e mutevoli da poter essere rigirate a seconda della teoria che si ha…

  2. Cesare scrive:

    La ricerca della verità… oggi sappiamo dell’effetto dei batteri ecc. concetti che probabilmente erano impensabili per un uomo del mondo romano.
    Capire come funziona la “macchina uomo” in modo completo ed efficace senza alcuna inutile remora è una risorsa preziosa a tutta l’umanità.
    Il resto sono solo chiacchere suggestive che nella maggior parte dei casi per motivi filosofici, politici o religiosi ci hanno condotto pure troppo frequentemente a sofferenza, sacrifici inutili, frustrazioni e pretesti di guerra tra esseri umani come evidenzia ad esempio la storia. Soltanto comprendendo chi e che cosa siamo possiamo accettarci e migliorare noi stessi e il nostro avvenire.

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