Nanotubi e cellule staminali per la ricostruzione delle ossa

ricercatori nanotubi cellule staminali

È stato scoperto che l’uso di impianti costituiti da nanotubi di titanio insieme a cellule staminali possono accelerare la crescita del tessuto osseo.

Il gruppo di bioingegneri dell’Università della California – San Diego, ha usato tecnologie di nano-biotecnologie che hanno permesso di realizzare questo esperimento. Infatti, sono stati in grado di posizionare delle cellule mesenchimali dentro questi sottilissimi nanotubi di ossido di titanio per poi indurre e controllare la differenziazione delle cellule. Questo processo porta alla formazione di cellule specializzate chiamate osteoblasti, responsabili della formazione del tessuto osseo. Le cellule mesenchimali, dotate di un certo grado  di staminalità, ossia di dare origine ad altre linee cellulari, possono essere estratte dal midollo osseo dello stesso paziente.

La scoperta più interessante di questo lavoro è senza dubbio il fatto che controllando in maniera precisa il diametro di questi nanotubi è possibile modulare il differenziamento. Usando diametri maggiori, si è osservato che la crescita degli osteoblasti avviene più rapidamente ed il tessuto che ne deriva è più resistente.

L’impianto di questi nanotubi con cellule mesenchimali potranno forse, in futuro, essere applicati alla clinica per garantire ai pazienti un decorso post-operatorio più rapido.

Il lavoro, che ha avuto come lead author Brian Seunghan, è stato pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS).

[via Ucsd]

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5 Risposte a “Nanotubi e cellule staminali per la ricostruzione delle ossa”

  1. Nanotubi e cellule staminali per la ricostruzione delle ossa (BioBlog) scrive:

    […] Continua […]

  2. Lorena scrive:

    sono paralizzata da 4 anni e mezzo, e vorrei avere informazione su dove e come potrei guarire da questa parapleggia… ho viisto casi di persone, che si sono cuate dalla loro parapleggia, grazie ai trttamenti con le cellule staminali. Vorrei avere anche io questa possibilità, ho 25 anni, e vorrei approffittare di questa occasione, di riuscire a tornare a camminre

  3. Giulio Bernardinelli scrive:

    Gentile sig.ra Lorena,
    Sono profondamente dispiaciuto ma la tecnica riportata in questo post è stata sviluppata per la guarigione delle fratture ed è puramente sperimentale.
    La prego comunque di contattarmi in privato a questo indirizzo ojugiji_128@yopmail.com

  4. Giuseppe scrive:

    sona andato su http://www.pubmed.com ed ho inserito il nome Seunghan B ma risulta sconosciuto.
    Si potrebbe avere il nome esatto degli autori dell’articolo per reperire il testo intero.
    Grazie

  5. Giulio Bernardinelli scrive:

    In effetti, l’autore ha firmato l’articolo con il suo nome di battesimo Seunghan Bo, Brian è il nome che ha preso negli Stati Uniti.
    L’articolo è reperibile al link: http://www.pnas.org/content/106/7/2130.long

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