Codice neurale nelle applicazioni future

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Nell’ambito delle reti neurali, la natura del codice neurale è un tema su cui fervono i dibattiti. La teoria più vecchia è quella del codice di frequenza, vale a dire il il numero medio di impulsi prodotti da un neurone in un intervallo, poniamo di 100 millesimi di secondo.

Più di recente i neuroscienziati si sono concentrati sui codici temporali, che misurano il tempo intercorso tra ciascun impulso entro quell’intervallo di 100 millesimi di secondo, consentendo la codifica di più informazioni rispetto al più semplice codice di frequenza.

La ricerca più avanzata considera i codici di popolazione: la codifica temporale che si verifica quando gruppi di neuroni si attivano insieme. Il codice neurale si potrebbe trasferire con una connessione fisica o senza fili a elettrodi impiantati nel cervello, che permetterebbero all’informazione di arrivare nell’ippocampo ed essere immagazzinata in alcune aree della corteccia cerebrale.

Tuttavia, è ancora impossibile sapere se una connessione di questo tipo sarà ni grado di funzionare.

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Una risposta a “Codice neurale nelle applicazioni future”

  1. Gianluca [futuroprossimo] scrive:

    Mi sembra un argomento interessantissimo, mi piacerebbe approfondirlo…

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