Royalty per i test genetici

L’Università dello Utah ha vinto la battaglia per mantenere in Europa alcuni suoi brevetti sul gene BRCA 1, associato al tumore al seno e a quello ovarico. La sentenza, inappellabile, dell’ufficio brevetti europeo pone fine a una controversia di vecchia data e aggiunge un tassello al delicato problema della brevettabilità della vita.

D’ora in avanti, quindi, l’università con sede al Salt Lake Cuty potrà esigere il pagamento delle royalty per ciascuno delle decine di migliaia di test genetici condotti ogni anno sulle donne europee per scoprire se sono portatrici di mutazioni del gene BRCA 1, che aumenta il rischio di insorgenza del tumore al seno o all’ovaio (5000 nuovi casi/anno solo nell’UE).

Nel 2001, la Myriad Genetics e l’Università dello Utah avevano ottenuto il riconoscimento di tre brevetti su BRCA 1 in Europa, la cui proprietà nel 2004 è passata alla sola università. Dopo quest’ultima decisione inappellabile, i proprietari del brevetto hanno deciso di mantenerlo solo negli stati europei più grandi e non in quelli più piccoli come, per esempio, il Belgio.

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