Cellule della ghia di Muller per ricostruire la retina

retina

La retina è uno strato di tessuto posto sotto la membrana corioidea, grazie ai fotorecettori è in grado di trasdurre l’energia luminosa in potenziali d’azione, che giungono al nervo ottico e ai centri della visione siti nel cervello, il suo ruolo è quindi fondamentale per la vista.

Alcuni studi avevano dimostrato che mettendo in un terreno di coltura alcune cellule della retina murina queste tendevano a proliferare, la cosa ha subito stuzzicato la mente dei ricercatori dell’Università di Washington che hanno visto tale scoperta come lo stadio iniziale per poter mettere appunto qualche terapia di ricostruzione naturale della retina.

L’analisi del comportamento riproduttivo delle cellule della ghia di Muller, ha messo in evidenza che gli animali a sangue freddo riescono a ricostruire la propria retina anche in erà avanzata, mentre nella gran parte degli animali a sangue caldo, tra cui l’uomo, dopo una certa età questo non è possibile.

Il meccanismo di rigenerazione è indotto da alcuni fattori specifici tra cui: il fibroblast growth factor 1, spesso ricombinato con l’insulina, o dal epidermal growth factor. Questi fattori sono in grado di stimolare le cellule della ghia di Muller alla duplicazione, a partire dalla cellula progenitrice si possono infatti creare delle cellule specializzate.

Considerando che anche nell’uomo sono presenti queste cellule, la scoperta apre la strada allo studio e alla sperimentazione di nuovi meccanismi terapeutici per la cura e la ricostruzione naturale della retina umana, non resta che attendere.

[fonte MolecularLab | foto wellcome]

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8 Risposte a “Cellule della ghia di Muller per ricostruire la retina”

  1. vincenzo scrive:

    volevo sapere per quando riguarda la retina cio mio padre che a avuto un distaccamento di retina dovuto al diabete unocchio la perso completamente l”altro sta facendo il laser ma la vista e al 10% si puo fare qualcosa con i studi che state facendo grazie sono un ragazzo disperato.

  2. patizia coccia scrive:

    sono una signora non vedente di 38 anni, affetta da retinopatia del prematuro, denominata anche fibroplasia retrolentale. mi offro come cavia per eperimenti di impinto cellule staminali retiniche. vivo di pensione di invalidita’ e non posso pagare un esperimento che penso sia costoso. ho un figlio bellisssimo di 12 anni, vorrei vederlo con i miei occhi. ho subito un danno agli occhi per colpa dell’ incubatrice. l’ossigeno mi ha bruciato le retine. sono molto cattolica,devotissima a papa giovanni xxiii. confido in un vostro aiuto, ve ne’ saro’ grata per tutta la mia vita. cordiali saluti da coccia patrizia vle. romagna 7 citta’ di castello pg tel cell. 340 1291863

  3. Davide scrive:

    Quest’articolo è stato pubblicato a gennaio del 2009 volevo sapere se ci sono stati proseguimenti in questa terapia, e se esistono altri metodi sperimentali per ricostruire la retina che adesso potrebbero essere effettuati, sempre per via sperimentale

  4. francesco scrive:

    mio figlio e affetto da retinopatia di koatz occhio destro non vedente attualmente a cerchiaggio di silicone da circa quattordici anni cosa si può fare ?

  5. sara scrive:

    vorrei sapere gentilmente tramite mail se ad una persona nata con vitreo primitivo ma con la retina quasi inesistente potrebbe in futuro avere un probabiloe trapianto di retina creata con le staminali,grazie

  6. tonia scrive:

    sono la mamma di un bambino da rop al 5 stadio, dove posso trovare ulteriori informazioni relative all’articolo “Cellule della ghia di Muller per ricostruire la retina”? grazie

  7. alba scrive:

    E’ la “glia” (con la L di Livorno), non “ghia” di Muller. Le cellule gliali (o “nevroglia”) costituiscono il sistema nervoso insieme ai neuroni.

  8. Monsieur en rouge scrive:

    Della glia. GLIA, non ghia!

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