La contraccezione vista dal maschio


Il maschio italiano, secondo un’indagine recentissima e trasversale da Nord a Sud, tra generazioni diverse (18-54 anni) e mestieri variegati, dimostrerebbe ancora una palpabile assenza di pragmatismo. Intervistati sulla loro “prima volta’” solo il 5 per cento dichiara di aver intavolato il dialogo contraccettivo con la partner di quel momento: gli altri ne hanno piuttosto parlato con gli amici (59%).

Ben il 91% dei mille intervistati, invece, ammette di sapere tutto sulla pillola del giorno dopo, quella di emergenza. Affrontare spesso, o qualche volta, il tema contraccezione è più frequente tra i giovani (18-24 anni) soprattutto se studenti. Un’attenzione verso la vita di coppia che però va a picco dai 25 anni in poi e spingendosi a Sud.

Sorprendente emerge, in questo quadro, la conoscenza che un terzo dei mille intervistati dimostra di avere verso il cerotto ormonale. “È un metodo ben visibile e, conoscendone l’efficacia, pari a quella della pillola, e la sicurezza (azione mantenuta anche in caso di vomito o diarrea, copertura assicurata per 48 ore anche in caso di ritardo nel ricambio), l’uomo ne percepisce il valore aggiunto”, riassume la ginecologa e sessuologa Alessandra Graziottin. Ancora: una ricerca di 5 centri italiani (su Nutrition Journal), dimostra che il cerotto contraccettivo non influisce sul peso della donna che ne fa uso.

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