Archivio di gennaio 2009

Novità tumore alla prostata

venerdì 30 gennaio 2009 di Valeria Gatopoulos

cancro prostataFare l’amore è bello e spesso anche salutare, ma l’eccesso si sa non porta mai buone cose.

Uno studio portato a termine da alcuni ricercatori inglesi ha evidenziato che l’insorgenza del tumore alla prostata è connessa all’attività sessuale che si ha tra i 20 e i 30 anni.

Ottocentonove uomini, 400 malati e 409 sani, si sono sono sottoposti alla ricerca, è venuto fuori che coloro che avevano avuto rapporti sessuali o che si erano masturbati 20 o più volte al mese e coloro che avevano rapporti in misura uguale o superiore ai 12 rapporti mensili, erano più esposti al tumore – o si erano già ammalati-

Il problema sarebbe connesso all’eccessiva produzione di ormoni sessuali in presenza di una vita sessuale troppo intensa!



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Esame non invasivo ai polmoni – ecoendoscopia

venerdì 30 gennaio 2009 di Federico Illesi

pneumoecografo

Nei giorni scorsi a Forlì il prof. Klaus Rabe, uno dei più noti pneumologi europei, ha presentato l’ecoendoscopio per indagini non invasive ai polmoni.

Il quarto  giorno del primo corso residenziale sul mediastino (Forlì dal 26 al 29 gennaio), ha ospitato il noto prof.Klaus Rabe, direttore del Dipartimento di Medicina Interna dell’Ospedale universitario di Leiden (Olanda). Il pneumologo di fama internazionale ha eseguito per gli iscritti al corso degli interventi dimostrativi in sala endoscopica, utilizzando il nuovo ecoendoscopio in dotazione all’Unità Operativa di Pneumologia Interventistica di Forlì, diretta dal prof. Venerino Poletti.

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Mangiare di meno e ricordare di più

giovedì 29 gennaio 2009 di Valeria Gatopoulos

hamburgerSulla rivista “Proceedings of National Academy of Sciences” è stato pubblicato uno studio portato a termine da un gruppo di ricercatori tedeschi, mangiare di meno e in maniera più regolare contribuirebbe a prevenire disturbi della memoria e addirittura il morbo d’Alzheimer.

Se negli anni passati la sperimentanzione era avvenuta sugli animali da laboratorio che erano stati sottoposti ad una riduzione delle calorie giornaliere in misura pari al 30% in meno, oggi la sperimentazione è avvenuta sull’uomo. In 50 si sono sottoposti alla sperimentazione, in via totalmente volontaria, sono stati divisi in gruppi, ognuno di questi gruppi è stato seguito da uno specialista che ha programmato per loro una dieta. A un gruppo è stata ridotta del 30% la razione giornaliera di calorie, ad un altro è stato dato un apporto calorico normale, all’ultimo gruppo è stata assegnata una dieta con una quantità di calorie giornaliere maggiore della media.

I settantenni esaminati, naturalmente predisposti per via dell’età avanzata a cali di memoria, hanno risposto in maniera diversa, quelli sottoposti a un regime calorico inferiore nel giro di 3 mesi avevano aumentato la loro capacità mnemonica, a differenza degli altri che erano rimasti fermi ai livelli iniziali.

Non è ben noto il perchè di questa reazione, si può ipotizzare che i benefici provengono da una minor quantità di insulina nel sangue o dalla diminuzione dei radicali liberi.

[Fonte AgiSalute]



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I serbatoi dell’HIV

giovedì 29 gennaio 2009 di Alessandro Aquino

virus hiv

La maggior parte dell’HIV presente nel sangue sembra provenire da cellule del sistema immunitario, chiamate “linfociti T memoria”, infettate dal virus.
Queste cellule, sulla cui superficie sono presenti frammenti di HIV, in genere muoiono a causa dell’infezione stessa, o perchè colpite dall’attacco immunitario diretto contro questi frammenti.

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I bersagli per i farmaci HIV

mercoledì 28 gennaio 2009 di Alessandro Aquino

aids

I trattamenti farmacologici attuali sono in grado di sopprimere drasticamente l’HIV nei pazienti, ma nessuno di questi trattamenti è in grado di eliminare del tutto il virus. Per sradicare l’HIV dalle persone infette, i ricercatori devono scoprire dove si nasconde il virus e come colpirlo all’interno dei suoi nascondigli.

Recenti risultati hanno identificato alcuni dei rifugi dove si nasconde l’HIV, suggerendo nuovi bersagli terapeutici:

Fattore di infettività virale (VIF): una proteina cellulare denominata A3G abbassa la capacità di sopravvivenza dell’HIV provocando drastiche mutazioni nei suoi geni, ma è soggetta all’interferenza della proteina VIF dell’HIV. L’inibizione della VIF, o qualche altra forma di protezione per A3G, dovrebbe permettere a quest’ultima di svolgere la sua attività antivirale.

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HIV: nuove strategie terapeutiche

mercoledì 28 gennaio 2009 di Alessandro Aquino

hiv

Per eliminare l’HIV dall’organismo, come minimo le cellule T infette e quiescenti dovrebbero essere costrette a produrre proteine virali. Così si causerebbe la distruzione di queste cellule, che verrebbero aggredite dai farmaci che bloccano la diffusione del virus da una cellula all’altra.

Nuovi dati fanno pensare che sarebbe utile anche un’intensificazione del controllo della replicazione virale, ottenuta colpendo nuovi bersagli cellulari o dell’HIV. I nuovi bersagli terapeutici per i farmaci sono: il fattore di infettività virale (VIF); il fattore di crescita derivato dall’epitelio lenticolare (LEDGF); il complesso DNA e proteine che costituisce i cromosomi (cromatina) e la proteina virale U (VPU).

I farmaci sul mercato colpiscono la proteina dell’involucro virale e il recettore CCR5 delle cellule T, per bloccare l’entrata del virus nelle cellule, e inibiscono alcuni enzimi dell’HIV: trascrittasi inversa; integrasi e proteasi, per fermaare, rispettivamente, la trascrizione del genoma HIV, il suo inserimento nel DNA cellulare e la maturazione delle proteine dell’HIV.



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Cervello e Finanza

mercoledì 28 gennaio 2009 di Alessandro Aquino

cervello

C’è chi ritiene che i risultati della neurobiologia portino a rivedere certi assunti dell’economia: ad esempio quello secondo cui l’uomo sarebbe motivato unicamente dal perseguire il massimo tornaconto individuale.

Spesso, nella gestione del denaro, si adottano comportamenti che non solo sono vantaggiosi, ma addirittura risultano irrazionali. Al denaro è associato un piacere diretto che prescinde dalla possibilità di acquisire beni o accedere ad esperienze desiderate.

Si preferisce, ad esempio, un acquisto immediato rispetto ad uno rateale perchè così si soffre solo una volta per il denaro speso, Mentre la beneficienza è associata ad un’attivazione cerebrale simile a quella che si ha quando si riceve del denaro.

Si può concludere che lo studio del cervello aiuta a comprendere come trattiamo il denaro.



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Troppo shopping uccide

martedì 27 gennaio 2009 di Alessandro Aquino

In giorni saldi, si parla davvero molto di shopping. Tutti sappiamo che esiste una malattia: si chiama shopping compulsivo e chi ne soffre non riesce a smettere di fare acqusiti. Ma forse non sapevate che di shopping si può persino morire. Questa storia ci arriva dalla Gran Bretagna.

Qui una donna di 77 anni e’ stata trovata morta nel suo bungalow che si trova a Stockport. E sapete di che cosa è morta? È stata sommersa dagli acquisti che aveva accumulato nel corso della sua lunghissima vita. Dopo due giorni e il lavoro di dodici poliziotti, il locale è stato sgomberato. E sotto una valanga di cose, è stato ritrovato il cadavere di Joan Cucanne.

Ogni camera del bungalow, il garage e la sua automobile erano pieni di oggetti, come 300 sciarpe tutte diverse. Molti dei quali non sono mai stati utilizzati dalla donna: «Da 16 anni, comprava tutto ciò che le capitava tra le mani, per il semplice piacere di far compere e non perché le cose le servissero realmente», questo il racconto del miglior amico della donna 77enne, morta per la sua ossessione per gli acquisti.

«Era una donna piacevole, con una forte personalità e sempre di buon umore», questo il ricordo dei suoi vicini.



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Farmaci contro il Parkinson responsabili di disturbi ossessivo-compulsivi

martedì 27 gennaio 2009 di Valeria Gatopoulos

psicofarmaciI pazienti sottoposti a terapie a base di dopamina, oltre che beneficiare dell’effetto terapeutico, si trovano ad essere vittime di disturbi ossessivo compulsivi.

La questione è stata discussa dall’associazione Nazionale Parkinsoniani in occasione di alcuni strani comportamenti dei malati, si è riflettuto sul ruolo stimolante della dopamina e dei suoi derivati e composti, che sono necessari per limitare il tremore degli arti e la rigidità dei movimenti. Il 10% dei malati di Parkinson dopo e durante la terapia si è ritrovato ad avere dei disturbi quali l’attaccamento smisurato al sesso, al cibo, allo shopping e ai giochi d’azzardo, dovuto all’effetto che i farmaci hanno sull’emisfero cerebrale destro.

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UROsphere

martedì 27 gennaio 2009 di Federico Illesi

urosphere

Il laboratorio di ricerca specialistica sulle patologie genitourinarie e renali UROsphere mette a disposizione delle industrie farmaceutiche e biotecnologiche una piattaforma di ricerca sperimentale destinata a valutare il potenziale terapeutico dei candidati farmaci.
La sua esperienza unica in questo ambito sarà illustrata dal 17 al 21 marzo 2009, in occasione dell’European Association of Urology Annual Meeting di Stoccolma (Svezia).
 
UROsphere è un’organizzazione di ricerca a contratto (CRO), le cui attività di farmacologia e fisiologia si articolano intorno a due poli:

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