Bambino salvato dal cordone

cellula staminale

Negli ultimi anni abbiamo assistito a una vera e propria diffusione e moltiplicazione delle banche per la crioconservazione delle staminali prelevate da cordone, anche se occorre dire che quelle serie si contano sulle dita di una mano.

Ad aumentare ulteriormente l’attenzione su questa tecnica ci ha pensato Newsweek raccontando il caso clinico di Dallas Hextell.
A 9 mesi il bambino ha ricevuto una diagnosi di paralisi cerebrale, una lesione neuronale molto grave causata da deprivazione di ossigeno in utero o alla nascita. I genitori hanno consultato diversi neurologi, ma le prospettive di guarigione erano pressoché nulle.

Poco meno di un anno dopo, quando si è presentata l’occasione di far entrare il bambino in uno studio clinico sperimentale della Duke University su trapianti di cellule staminali autologhe (cioè donatore e ricevente sono lo stesso paziente), la coppia non si è fatta sfuggire l’opportunità.
Una settimana dopo il trapianto, il bambino ha iniziato improvvisamente a parlare chiamando la mamma, e oggi che ha 2 anni cammina senza aiuto e ha una vitalità impensabile per un bambino con diagnosi di paralisi cerebrale.

Ovviamente subito dopo la nascita il cordone ombelicale del bimbo era stato prelevato e conservato -a pagamento- in una banca privata e in alcuni casi, come in questo, la cifra pagata risulta veramente esigua rispetto ai benefici.

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